Roberto Cota, Presidente della Regione Piemonte, vuole fare in modo, nell’ambito delle politiche di sostegno alla natalità ed alle famiglie, che per i figli piccoli i pannolini possano essere gratis. Questa, in quanto tra l’altro padre di una bambina piccola, è l’idea del Governatore della Regione che, in particolare, dovrebbe vedere l’Amministrazione scendere in campo, a sostegno di tale misura, con uno stanziamento pari all’incirca a 10 - 15 milioni all’anno a favore di 35 mila nuovi nati nella Regione Piemonte.
Nella Regione Friuli Venezia Giulia i cittadini hanno avuto la possibilità di richiedere il cosiddetto “bonus bebè“, ovverosia un contributo a fondo perduto a favore della natalità che negli anni scorsi era stato messo a punto anche dallo Stato centrale attraverso l’erogazione di un assegno una tantum pari a 1.000 euro per i nuovi nati. Nel momento in cui il bonus bebé “nazionale” non è stato rinnovato, molti Comuni ed Amministrazioni regionali hanno istituito la misura sul territorio dandogli tra l’altro anche dei nomi diversi.
Mancano oramai poche settimane per richiedere il prestito bebè a valere sulle nuove nascite nel 2009 e sui figli adottati sempre nello scorso anno. L’ultima data utile è infatti quella del 30 giugno 2010, entro la quale le famiglie interessate, senza la necessità di rispettare soglie e limiti di reddito, possono chiedere il “prestito bebè” grazie al Fondo Nuovi Nati istituto dal Governo e promosso dal Dipartimento per le politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il finanziamento agevolato è ottenibile attraverso una delle tante banche aderenti al progetto a fronte di un tasso applicato che, come minimo, è dimezzato rispetto a quello normalmente proposto per i prestiti finalizzati.
Sconti, servizi e doni per i bambini appena nati e fino al dodicesimo mese. Sono queste le caratteristiche della “Carta Bimbi“, uno strumento a sostegno della natalità presente nel Comune di Pesaro per venire incontro alle famiglie sul territorio; trattasi infatti di una card che ha una validità pari ad un anno dalla nascita del bambino, e prevede, tra l’altro, un kit di pannolini lavabili, un servizio pediatrico di emergenza e dieci buoni parcheggio.
Quest’anno, e fino alla data del 30 giugno 2010, salvo proroghe, le famiglie con nuovi nati nel 2009, o con adozioni, possono richiedere il cosiddetto “prestito bebè“, ovverosia un finanziamento finalizzato ad aiutare le famiglie a far fronte alle spese, in presenza di nuovi nati, che spesso sono elevate. Il finanziamento è agevolato grazie al Fondo Nuovi Nati predisposto dal Governo con uno stanziamento che permette di stipulare un prestito fino a cinquemila euro, rimborsabile in massimo 60 rate, e ad un tasso che come minimo è dimezzato rispetto a quello medio proposto dal sistema bancario per i finanziamenti alle famiglie.
I prezzi dei beni e dei servizi ad elevata frequenza d’acquisto registrano spesso aumenti insostenibili, ma anche in concomitanza di lievi eventi, come la nascita di un figlio, bisogna far fronte ai rincari. La Federconsumatori, infatti, ha effettuato un’indagine sul caro-bebè, da cui è emerso come sia aumentata del 3-4% la spesa per mantenere un figlio nel suo primo anno di vita. Il rincaro è quindi 4-5 volte superiore al livello medio dell’inflazione che lo scorso anno, secondo le rilevazioni Istat, ha fatto registrare un +0,8% a fronte però di una crescita dei prezzi più che doppia per quel che riguarda i generi alimentari.
A valere sul triennio 2009-2011 è ufficialmente entrata in vigore una misura dell’attuale Governo in carica a sostegno della natalità. Non trattasi del caro, vecchio, e per certi versi compianto, bonus bebè, ma di un prestito grazie al Fondo di credito per i nuovi nati che permette, attraverso le banche aderenti, di accedere ad un finanziamento fino a massimi 5.000 euro, restituibili in cinque anni, ad un tasso scontato del 50% rispetto al tasso medio offerto dalle banche per i prestiti alle famiglie.
Dallo scorso 2 luglio 2009, nel Comune di Pordenone, è possibile presentare, a cura delle famiglie residenti con bambini, la domanda per accedere all’assegno a sostegno della natalità, ovverosia il cosiddetto “bonus bebè“; i beneficiari, in particolare, sono quei nuclei familiari con bambini nati dopo la data del 31 dicembre del 2006.
Si sono chiusi lo scorso 30 giugno 2009 i termini per la presentazione delle domande, nel comune di Brescia, per l’accesso al bonus bebè; in tutto, come riporta il Portale BresciaOggi.it, sono 1.037 i richiedenti di cui quasi la metà stranieri.
Nel Comune di Brescia continua la partita sul bonus bebè nelle aule dei Tribunali. Nonostante la recente “apertura” del bonus una tantum a sostegno della natalità anche alle coppie di cittadini extracomunitari, in possesso dei requisiti così come richiesto anche per le coppie miste e quelle italiane con neonati, la vicenda continua con una nuova sentenza del Tribunale di Brescia.
Dopo un lungo tira e molla, e dopo il pronunciamento delle aule dei Tribunali, il bando di accesso al bonus bebè per i bambini del Comune di Brescia è stato riaperto con scadenza di presentazione delle domande fissata per il prossimo 30 giugno 2009; la grossa novità rispetto alla precedente delibera, poi ritirata dal Comune, è quella che l’assegno una tantum da 1.000 euro è aperto a tutti, ovverosia ai cittadini italiani ed ai bambini di coppie di coniugi extracomunitari.
I vincoli di residenza che alcune Regioni ed alcuni Comuni italiani stanno introducendo non piacciono affatto. Non piacciono agli immigrati che lavorano regolarmente nel nostro Paese, non piacciono spesso neanche ai Sindacati e allo stesso modo neanche agli esponenti dell’opposizione che, nelle zone dove vengono istituiti i “bonus bebè locali“, sono di norma appartenenti al Partito Democratico.
Nella Regione Friuli Venezia Giulia è in rampa di lancio il bonus bebè che sarà erogato ai nuclei familiari, aventi i necessari requisiti, sia per i nuovi nati nel 2009, sia per i bambini che sono nati negli anni 2008 e 2007. Questo, in particolare, dopo che la III Commissione consiliare della Regione Friuli Venezia Giulia ha dato il via libera ad una delibera della Giunta che, nel dettaglio, permetterà a ben 50 mila famiglie della Regione, ed a circa 15 mila neonati, di poter incassare il bonus bebè 2009 nella “classica” formula dell’assegno una tantum.
Già nel dicembre dello scorso anno, nella Regione Friuli Venezia Giulia, i rappresentanti della Lega Nord avevano proposto la reintroduzione del “bonus bebè”, il contributo una tantum a favore delle famiglie con neonati, al fine di dare sostegno concreto alla genitorialità. Pur tuttavia, così come accaduto anche in alcuni Comuni della Lombardia, la Regione punta a concedere il beneficio solamente ai cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari con vincoli di residenza di lungo periodo.