Aderire o non aderire all’Offerta pubblica di scambio sui Bond dell’Argentina promossa dal Governo di Buenos Aires? Ebbene, secondo il Codacons, l’Offerta non ha convinto i risparmiatori italiani, ed anzi l’Associazione l’ha bocciata bollandola come una “bufala”. Sull’Offerta, tra l’altro, incombe il rischio di annullamento proprio a seguito di un ricorso presentato dal Codacons che sul Prospetto Informativo ha presentato numerose istanze alle quali dovrà dare una risposta il Tribunale Amministrativo.
L’oro negli ultimi anni è stato uno degli investimenti più redditizi sul mercato. Trattasi infatti di un bene che è ben gettonato nei periodi di crisi finanziaria ed economica, con la conseguenza che negli ultimi dieci anni, tra la bolla sui titoli Internet, l’attacco alle Torri Gemelle, e la crisi dei mutui subprime, il metallo giallo ha avuto vita facile. A questo punto l’oro, vista la situazione congiunturale e lo scenario macroeconomico globale, ha ancora spazi per rivalutarsi o per il futuro si dovrà dire che “non è tutto oro quello che luccica”?
Come gestire e, soprattutto, come accantonare i risparmi? Ebbene, a fornirci al riguardo qualche buona “dritta” è l’Associazione Aduc, la quale innanzitutto, sconsiglia di accantonare i risparmi utilizzando le polizze vita, “bollate” come inutilmente costose tra commissioni ed eventuali penali di riscatto se si vuole rientrare in possesso dei soldi investiti prima della scadenza. Di contro l’Aduc giudica i “PAC”, Piani di Accumulo del Capitale, una buona soluzione per accantonare i risparmi facendoli fruttare nel medio e nel lungo periodo a patto però che tali strumenti vengano offerti dalla banca a fronte del pagamento di basse commissioni.
Per chi nonostante tutto, e nonostante la volatilità ed i crolli dei mercati che si sono visti in questi ultimi anni, non ha ancora perso il “vizietto” di investire in Borsa, o magari vuole iniziare ad affacciarsi a questo “mondo” tanto interessante quanto molto spesso rischioso, è necessario utilizzare una piattaforma di trading che, sebbene sia destinata ai privati, abbia però caratteristiche e funzionalità professionali. Ebbene, in linea di massima i migliori servizi e le migliori piattaforme di trading vengono di norma offerte proprio dalle banche italiane online, ovverosia quelle prive di sportelli fisici.
Nonostante il piano di salvataggio a favore della Grecia messo in piedi dall’Ue e dal Fondo Monetario Internazionale, continuano sui mercati azionari, ma anche su quelli obbligazionari, le tensioni, le speculazioni e le scommesse su quale Paese europeo, dopo la Grecia, possa eventualmente entrare in crisi. Come diretta conseguenza le obbligazioni, anche quelle più “sicure” ed a rating elevato stanno facendo registrare negli ultimi giorni dei ribassi che possono comportare a carico dell’investitore delle perdite e delle potenziali minusvalenze che di certo non sono gradite.
Cosa fare con i Bond Argentina per chi non ha aderito all’Offerta del 2005? Ebbene, secondo Alessandro Pedone dell’Aduc la strada più logica appare quella di aderire alla nuova Offerta visto che, in alternativa, c’è solo l’opportunità di dover intraprendere la via giudiziaria contro la Repubblica dell’Argentina con tutto quel che ne consegue in merito ai tempi ed alla possibilità di vedersi restituiti i soldi investiti. L’intervento dell’Associazione fa seguito alla pubblicazione del prospetto informativo relativo alla nuova Offerta di scambio che, tra l’altro, è visionabile sul sito Internet della Consob.
I Cct, Certificati di Credito del Tesoro, sono titoli pubblici a tasso variabile emessi dal Tesoro e garantiti dallo Stato italiano; trattasi di obbligazioni del debito sovrano a breve, medio e lungo termine che, in particolare, possono avere una scadenza di pochi anni, ma ci sono emissioni che arrivano fino a dieci anni. Più lunga è la scadenza, più alto è di norma il rendimento annuo lordo offerto. La tassazione sugli interessi lordi maturati è pari al 12,5%, il che significa, ad esempio, che un rendimento annuo lordo all’1,5% è come dire l’1,31% netto.
L’esplosione dell’interesse sugli Etf ha fatto moltiplicare il numero di questi strumenti in modo esponenziale. Con le ultime emissioni a Piazza Affari il numero degli Exchange Trade Fund ha quasi raggiunto la soglia dei 500 prodotti quotati. Per come sono strutturati e per le opportunità di investimento che offrono si mettono in frontale contrapposizione con i fondi comuni di investimento, verso i quali differiscono su molte cose, a partire dalle commissioni, molto più alte per un Fondo che per un Etf, alla quotazione in Borsa degli Etf che invece non vantano i Fondi comuni di investimento
Il balzo di Enel in Piazza Affari all’indomani dell’accordo di cooperazione Italia-Russia per produrre energia nucleare è significativo, specialmente per le centinaia di migliaia di italiani che in portafoglio hanno il titolo, magari già dal suo esordio in Borsa. Infatti Enel potrebbe diventare la prima compagnia straniera coinvolta nella costruzione di una centrale nucleare in Russia, a Kaliningrad, l’énclave russa stretta tra Lituania e Polonia. Da qui, in base a un progetto a lungo studiato, la centrale nucleare dovrebbe progressivamente rifornire di energia elettrica buona parte dell’Europa occidentale.
Le divergenze tra i Paesi dell’Eurozona sul salvataggio della Grecia rischiano di accendere una nuova crisi i cui effetti potrebbero essere non solo dirompenti, ma anche imprevisti visto che mai nel Vecchio Continente, dalla nascita dell’euro, si è verificata una situazione di questo tipo. Da qui ad un mese la Grecia deve rimborsare titoli pubblici per un controvalore stimato sui nove miliardi di euro, ma gli alti rendimenti di mercato in corrispondenza dei quali la Grecia dovrebbe rinnovare il debito rischiano di far “saltare” il Paese ellenico, ovverosia farlo andare, come si dice, in default.
I Ctz, Certificati di Credito del Tesoro Zero Coupon, sono titoli pubblici emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e garantiti dallo Stato italiano; trattasi di obbligazioni del debito sovrano a breve termine che, in particolare, hanno una scadenza fissa e pari a due anni, e che di norma offrono un rendimento annuo lordo superiore ai Buoni Ordinari del Tesoro a tre, sei e dodici mesi. Questo perché più lunga è la scadenza, più alto è di norma il rendimento annuo lordo offerto dai titoli di Stato e, comunque, dalle obbligazioni in genere a parità di rating.
Chi è a caccia di rendimenti non può non prendere in considerazione l’ultimo prodotto di Deutsche Bank. L’ultima soluzione dell’emittente tedesco per i risparmiatori assetati di guadagno ma che voglio correre un rischio basso è un Express Protection sulle Tlc. In pratica è un certificato che ha come sottostante un paniere di tre titoli appartenenti al comparto telefonico, ovvero la spagnola Telefonica, l’inglese Vodafone e la tedesca Deutsche Telekom. Il certificato (codice di identificazione di Borsa Isin: DE000DB6YN06) al termine del collocamento, sarà quotato sul Sedex di Borsa Italiana e potrà essere comprato a partire da un valore nominale di 100 euro. La scadenza è fissata per il 28 aprile 2014.
I Bot, Buoni Ordinari del Tesoro, sono titoli pubblici emessi dal Tesoro e garantiti dallo Stato italiano; trattasi di obbligazioni del debito sovrano a breve termine che, in particolare, possono avere una scadenza pari a tre, sei, oppure dodici mesi. Più lunga è la scadenza, più alto è di norma il rendimento annuo lordo offerto. La tassazione sugli interessi lordi maturati è pari al 12,5%, il che significa, ad esempio, che il rendimento annuo lordo all’1% è come dire lo 0,875% netto.
Ieri i possessori del titolo Fiat hanno avuto una seduta da sogno. Nel giorno dell’addio di Montezemolo alla presidenza Fiat e con l’arrivo del nuovo presidente John Elkann, erede di Gianni Agnelli designato dal nonno in persona, i titoli del Lingotto in una sola seduta hanno guadagnato quasi il 10%. Un balzo che ha permesso ai prezzi dei titoli ordinari di tornare nuovamente oltre la soglia fatidica dei 10 euro. Una performance che porta il guadagno del titolo in un anno al 33%, ma occorre ricordare che 14 mesi fa l’azione viaggiava sui minimi storici, sotto i 4 euro, quindi la performance da marzo 2009 è decisamente maggiore.