Grazie a dei contributi regionali, nella Regione Marche le imprese commerciali possono attualmente fruire di contributi in conto capitale, ovverosia a fondo perduto per effettuare investimenti inerenti l’attività che spaziano dall’acquisto di arredi ed attrezzature mobili o fisse, agli interventi per l’acquisto, la ristrutturazione o l’ampliamento dei locali. I commercianti interessati devono comunque far presto visto che il termine ultimo per l’accesso alla misura scade, in accordo con quanto reso noto dalla Confcommercio di Ascoli Piceno, venerdì prossimo, 30 luglio 2010.
Una sentenza della Corte di Cassazione, la numero 16896 di ieri, martedì 20 luglio 2010, ha stabilito che una donna che svolge i lavori in casa, la casalinga per intenderci, debba essere tutelata in caso di infortunio a 360 gradi sia con il risarcimento del danno biologico, sia con il risarcimento del danno patrimoniale anche se la casalinga può permettersi di tenere in casa una colf. Questo è quanto, in estrema sintesi, mette in risalto il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” dell’Idv, Giovanni D’agata, facendo riferimento al caso di una casalinga che aveva riportato delle ferite a seguito di un incidente stradale.
Un giovane che punta a fare impresa in Italia nel settore agricolo rischia di poter avviare l’attività quando è già vecchio o quasi. Se infatti il neo imprenditore vuole puntare su strumenti di sostegno quali i Bandi Psr, quelli relativi al Piano di Sviluppo Rurale, allora le pastoie burocratiche sono tali che possono arrivare a passare anche due anni e mezzo. A denunciare questa situazione è in particolare la Coldiretti nell’affermare come proprio la burocrazia in agricoltura metta un freno allo sviluppo imprenditoriale delle nuove leve mettendo così in serio rischio anche il naturale ricambio generazionale.
A Milano sono pronti dieci milioni di euro per aiutare le famiglie a superare le difficoltà legate alla crisi attraverso delle misure di sostegno sia al reddito, sia all’occupazione. A darne notizia è l’Amministrazione cittadina dopo che dalle utility milanesi sono emersi rispetto al previsto maggiori dividendi erogati dalle municipalizzate; il Consiglio Comunale è unanime nell’alimentare il Fondo Anticrisi che a livello strutturale sarà equamente suddiviso in due misure di intervento: cinque milioni di euro a sostegno del reddito, ed altrettanti in aiuto di quelle famiglie dove a causa della crisi ci sono disoccupati e persone che fanno fatica a reinserirsi nel mondo del lavoro.
Per venerdì prossimo, 25 giugno 2010, il Sindacato della CGIL ha proclamato uno sciopero generale che interesserà, per l’intera giornata, i lavoratori del settore pubblico, e per quattro ore quelli del settore privato. Di conseguenza sono attesi disagi per quel che riguarda i mezzi pubblici, dai treni ai tram e passando per i bus e la metropolitana, in virtù di manifestazioni che il Sindacato ha già provveduto ad organizzare a livello territoriale. In Toscana, Piemonte e Liguria, escludendo la provincia di La Spezia dove lo sciopero generale è stato programmato per venerdì prossimo, lo sciopero è invece fissato, sempre con presidi e manifestazioni, in data 2 luglio 2010.
Stipendio statali, giusto congelarlo per tre anni? E’ questa la domanda che abbiamo posto ai lettori di VostriSoldi nelle scorse settimane con un sondaggio dopo che il Governo ha approvato una manovra che di fatto va a penalizzare i lavoratori del pubblico impiego. Ebbene, la maggioranza dei lettori di VostriSoldi, per una percentuale pari al 63%, ritiene che sia ingiusto andare a penalizzare in nome della crisi i lavoratori dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche, e che invece sarebbe stato meglio reperire le risorse per far quadrare i conti dalla lotta all’evasione fiscale e con la tassazione su chi effettua speculazioni finanziarie.
I tempi per il pensionamento delle donne occupate nel settore della Pubblica Amministrazione si allungano notevolmente. In linea con le attese, ma anche con le pressioni giunte nelle ultime settimane dall’Unione Europea, il Consiglio dei Ministri in data odierna, giovedì 10 giugno 2010, ha approvato una norma che fa innalzare l’età pensionabile delle lavoratrici statali a 65 anni a partire dall’anno 2012. La misura, in accordo con quanto reso noto dalla Presidenza del Consiglio, sarà inserita con un apposito emendamento nella manovra finanziaria di aggiustamento dei conti approvata nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri.
Per venerdì prossimo, 11 giugno 2010, i Cobas hanno proclamato uno sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale per due semplici motivi: chiedere un rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) dignitoso, e fare in modo che non siano i lavoratori a pagare il prezzo della crisi. I Cobas infatti fanno presente che la manovra da 25 miliardi di euro messa a punto dal Governo andrà a pesare tutta sulle spalle dei lavoratori che già negli ultimi 20 anni hanno sopportato sacrifici di ogni tipo.
L’estate è alle porte e per i giovani studenti è tempo di vacanze. Ma chi ha un’età compresa tra i 16 ed i 25 anni, e vuole lavorare legalmente mettendo da parte i soldi per pagarsi la vacanza senza dipendere dai genitori, per pagarsi le tasse universitarie e/o i libri, il modo c’è ed è quello dei voucher. A metterlo in evidenza è il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” dell’Italia dei Valori Giovanni D’Agata, sottolineando come nell’ambito della lotta al lavoro sommerso i voucher, ovverosia i buoni lavoro, arrivino per i giovani che lavorano in estate anche in tabaccheria.
Per i titolari di pensione dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale che continuano a lavorare, e che sono coltivatori diretti di età superiore ai 65 anni, arriva lo sconto sul versamento dei contributi. A darne notizia il mese scorso è stata la Coldiretti nel precisare al riguardo come i coltivatori diretti, i mezzadri, i coloni ed i lavoratori autonomi possano chiedere una riduzione dei contributi da versare a valere solo ed esclusivamente sulla contribuzione pensionistica e quindi non per contribuzioni come la maternità e gli importi da versare all’Inail.
L’Inps, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, può erogare la cosiddetta pensione di inabilità a favore di quei cittadini che, rispettando opportune condizioni e requisiti, risultino essere in una condizione di impossibilità permanente ed assoluta di poter svolgere qualsiasi attività lavorativa a causa di difetti di natura fisica e/o mentale. Soddisfatto tale requisito, occorre rispettare ai fini dell’accesso alla prestazione anche quello relativo ai contributi; al riguardo, infatti, il cittadino deve aver maturato nell’arco della propria vita lavorativa almeno cinque anni di contributi di cui almeno tre nei cinque anni precedenti la data di presentazione della domanda.
Per aiutare le donne a Genova l’Amministrazione provinciale ha messo in atto tutta una serie di misure e di azioni finalizzate, tra l’altro, a permettere la conciliazione tra vita, lavoro e famiglia attraverso l’erogazione di voucher di assistenza familiare. Trattasi, nello specifico, di buoni economici di assistenza familiare che, nell’ambito delle politiche per le pari opportunità, vengono concessi a quelle donne che frequentano tirocini di orientamento o attività formative e, contestualmente, hanno in carico persone anziane, minori o disabili.
La domanda di disoccupazione agricola deve essere presentata dai lavoratori aventi diritto entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello per cui si chiede l’indennità. A farlo presente è l’Inps, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, nel precisare come trattasi di una prestazione che viene riconosciuta a quegli operai che, impegnati in agricoltura, risultano essere iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli. In particolare, la disoccupazione agricola, la cui domanda deve essere presentata attraverso un modello apposito presso un ufficio Inps, o avvalendosi di un Patronato, viene riconosciuta in termini di numero di giornate lavorate e comunque per massime 365 giornate all’anno.
Ai lavoratori dipendenti del settore non agricolo che hanno cessato il rapporto di lavoro, e che hanno un’età superiore ai 50 anni a partire dalla data di licenziamento, spetta un’indennità ordinaria di disoccupazione pari a 12 mesi. A farlo presente è l’Inps, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, nel precisare invece come il beneficio dell’indennità di disoccupazione ordinaria spetti in misura ridotta, e pari ad otto mesi, nel caso in cui il lavoratore licenziato abbia al momento della cessazione del rapporto di lavoro un’età inferiore ai 50 anni.