Nel nostro Paese ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) la tassazione è a scaglioni e non dipende dall’attività lavorativa svolta. Le aliquote Irpef, che attualmente sono cinque, sono infatti applicabili sia al reddito da lavoro dipendente, sia al reddito, ad esempio, dei liberi professionisti. Ai fini dell’imposta complessiva da pagare, a parità di reddito, scattano poi gli sconti fiscali, sempre ai fini Irpef, dei quali in accordo con la normativa vigente può avvalersi a seconda dei casi il contribuente a patto di possedere e conservare le certificazioni, le fatture, gli scontrini e così via.
Cedolare secca affitti, vi piace la nuova tassa? E’ questa la domanda che con un sondaggio nei giorni scorsi le redazione di VostriSoldi ha posto ai lettori in concomitanza con il varo, da parte del Consiglio dei Ministri, di una misura tanto attesa da parte delle Associazioni della piccola proprietà immobiliare, ma anche dai Sindacati degli inquilini. Ebbene, la cedolare secca sugli affitti piace ai lettori di VostriSoldi, visto che il 65% dei partecipanti ha risposto al sondaggio con un “sì”; al 15% la nuova imposta sostitutiva piace, ma avrebbe preferito un’aliquota più bassa.
Per informazioni, ma anche per il calcolo, direttamente online, sul sito Internet dell’Ama i romani hanno la possibilità di poter sapere di tutto e di più sulla tariffa rifiuti, la cosiddetta Ta.Ri. Un’ampia sezione, infatti, spiega cos’è la tariffa rifiuti, come si paga, quali agevolazioni e riduzioni sono eventualmente previste, e come comportarsi in caso di solleciti e di emissione di cartelle esattoriali. Telefonando inoltre al call center del Comune di Roma, i cittadini possono ottenere ogni informazione utile per mettersi in regola con il pagamento della Ta.Ri.
A Milano tutte le informazioni sulle multe, non solo per pagarle, ma anche per contestarle, si trovano direttamente online, sul sito Internet del Comune, www.comune.milano.it. Ad esempio, per quel che riguarda gli avvisi per infrazione legata al parcheggio del mezzo in divieto di sosta, quelli per intenderci posti sul parabrezza, il termine di pagamento senza sanzioni e senza l’applicazione di costi aggiuntivi, è pari a quindici giorni. Il pagamento deve essere effettuato utilizzando il bollettino postale che risulta essere allegato all’avviso.
In merito alle cartelle pazze il Codacons, attraverso il Blog del suo Presidente, www.carlorienzi.it, continua a raccogliere migliaia di segnalazioni. Trattasi, nello specifico, di richieste esattoriali riguardanti importi sbagliati ed ingiusti a fronte di pretese economiche che tra l’altro risultano essere incomprensibili in quanto trattasi di debiti tributari inesistenti, prescritti ed altrettanto spesso non dovuti in quanto il contribuente li ha già pagati. Al riguardo il Codacons si è espresso dopo l’annuncio, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di rimborsi fiscali nei primi sette mesi dell’anno in corso pari a ben sei miliardi di euro.
Prosegue a ritmo serrato il piano di Equitalia finalizzato a rendere più facile il fisco a favore del nostro sistema produttivo, ed in particolare alle piccole e medie imprese. Nei giorni scorsi, infatti, Equitalia e Casartigiani sono scese insieme in campo per permettere al mondo dell’artigianato, uno dei settori più importanti del nostro Paese anche per il made in Italy, di mettersi in regola più facilmente con il fisco. In particolare, l’accordo Casartigiani - Equitalia ha una durata pari a quattro anni e mira ad incrementare i servizi offerti ai contribuenti, in questo caso a favore degli artigiani, attraverso degli accordi a livello territoriale tra la società pubblica di riscossione dei tributi, e le sedi della Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani.
Sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione relativa alle “Guide Fiscali“, è possibile scaricare “La guida dal Garante del contribuente“, un utile pieghevole in formato pdf con tutti gli indirizzi dei Garanti Regione per Regione, e con tutte le spiegazioni su chi è il Garante del Contribuente, quali attività svolge e quando il contribuente può rivolgersi in caso di prassi amministrative anomale, irregolarità, disfunzioni, prassi amministrative irragionevoli o qualsiasi altro comportamento che, in accordo con quanto fa presente il Fisco, sia suscettibile di pregiudicare il rapporto di fiducia tra i cittadini e l’Amministrazione finanziaria.
I tempi sono stretti, strettissimi, per i contribuenti di Unico 2010 che devono versare le tasse e che sono obbligati alla presentazione degli studi di settore. I termini per il versamento degli importi derivanti da Unico 2010, maggiorati dello 0,40%, scadono infatti nella giornata di oggi, giovedì 5 agosto 2010, ragion per cui in caso di mancato versamento scatteranno inesorabili le sanzioni da pagare per il ravvedimento. I contribuenti di Unico 2010 possono anche pagare in cinque rate di pari importo, aggiungendo gli interessi, con scadenza dell’ultima rata a novembre.
Dopo tanto attendere, e salvo clamorosi dietrofront dell’ultima ora, nel nostro Paese sta per essere messa a punto la cosiddetta cedolare secca sugli affitti, ovverosia un nuovo sistema di tassazione che permetterà di andare a pagare sui redditi da locazione un’imposta sostitutiva che il Governo ha fissato al 25%, ma che scende al 20% nel caso in cui il contratto di affitto sia a canone agevolato. La cedolare secca sugli affitti, lo ricordiamo, è già in vigore nel nostro Paese ma solo in via sperimentale e solo nella Regione Abruzzo a favore della popolazione colpita dal terremoto.
Unico 2010, come pagare le tasse? E’ questa la domanda che la redazione di VostriSoldi ha posto nei giorni scorsi ai lettori con un sondaggio in vista con l’appuntamento relativo alla dichiarazione dei redditi. Ebbene, le risposte dei lettori lasciano intendere come dal punto di vista degli adempimenti fiscali la situazione anche quest’anno sia tutt’altro che rosea. Il 70% dei partecipanti, infatti, ha dichiarato che per il pagamento delle tasse i soldi sono finiti, ragion per cui è alto il rischio di imbattersi nell’iscrizione a ruolo delle somme da pagare che, inesorabilmente, andranno a lievitare per effetto dell’aggiunta degli interessi e delle sanzioni pecuniarie.
A Roma il Cosap, ovverosia il canone di occupazione suolo pubblico che devono pagare i pubblici esercizi, tra cui i bar, le pizzerie ed i ristoranti, sarà soggetto ad una rimodulazione che comporterà, dopo la relativa approvazione da parte del Consiglio Comunale, aumenti fino ad un massimo del 35%. Ad annunciarlo è stata l’Amministrazione capitolina dopo che al riguardo è stato siglato uno specifico accordo tra il Comune di Roma e le Associazioni di categoria degli esercenti e dei pubblici esercizi, ovverosia Casartigiani, Fiepet-Confesercenti Roma, Assobar-Cna e Fipe-Confcommercio Roma.
Quest’anno, solo per quel che riguarda le tariffe di acqua, gas e rifiuti, le famiglie dovranno sborsare in media a parità di consumi ben 150 euro circa in più all’anno. A rilevarlo è la Federconsumatori che con una nota ha provveduto ad aggiornare le ricadute negative dei rincari sulle tasche delle famiglie tenendo conto degli ulteriori effetti nefasti generati dalla manovra economica del Governo. Ma la stangata complessiva sfiora i 900 euro annui, ovverosia quasi una mensilità di stipendio percepito da milioni di lavoratori spesso con contratti “ballerini”, ovverosia precari.
Sono oltre venti le sentenze, a Messina, presso la Commissione Tributaria Provinciale, che danno ragione ai cittadini in materia di non applicazione dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) nelle fatture della TIA, la Tariffa di Igiene Ambientale. A darne notizia è la Confconsumatori nel sottolineare come in forza di tali sentenze le fatture emesse con l’Iva dovranno essere annullate e riemesse senza l’applicazione dell’imposta. Trattasi di sentenze favorevoli ai Consumatori che sono in linea con la sentenza della Corte Costituzionale dei mesi scorsi che ha sancito la non applicabilità dell’Iva sulla bollette dei rifiuti in quanto trattasi di una tassa e non di una tariffa.
Alla data di oggi, martedì 20 luglio 2010, sono oltre 6.100 i consumatori che hanno aderito online alla petizione lanciata da Altroconsumo affinché i cittadini possano ottenere, in forza ad una sentenza della Corte Costituzionale, il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) pagata negli ultimi dieci anni sulle bollette relative alla tassa sui rifiuti. L’Associazione dei Consumatori ha infatti rilanciato la propria iniziativa anche a seguito del fatto che nella manovra economica del Governo sembra esserci un provvedimento che va contro quanto sancito dalla Corte e, quindi, rischia di far “saltare” i rimborsi.