Nonostante la fase peggiore della crisi sia alle spalle, le banche quando si tratta di concedere dei prestiti continuano a non mettere mano al portafoglio come si dovrebbe. Nel secondo semestre dello scorso anno, prendendo a riferimento il sistema delle piccole e medie imprese in tutta Europa, ben il 42% delle Pmi ha lamentato difficoltà nell’accesso ai prestiti bancari. Questo è quanto emerge da un’ultimissima indagine a cura della Banca centrale europea; il dato non è incoraggiante se si considera che nel primo semestre 2009 la percentuale di Pmi che rilevavano difficoltà nell’accesso al credito si era attestata al 43%.
Alla data del 31 dicembre scorso, grazie alla moratoria su debiti delle PMI, sono stati sospesi leasing, mutui e finanziamenti contratti dalla piccole e medie imprese con il sistema bancario per complessivi sette miliardi di euro circa. A darne notizia è il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha fornito un nuovo aggiornamento mensile sulla moratoria sui debiti delle PMI partita nei mesi scorsi a seguito di un accordo siglato dal Ministero con l’Abi, Associazione Bancaria Italiana, e le Associazioni delle imprese.
Dopo le 46 mila domande rilevate nello scorso mese di ottobre, alla fine di novembre 2009 erano salite a quota 84 mila le domande relative alla richiesta di sospensione delle rate dei mutui, dei finanziamenti e dei leasing, da parte delle piccole e medie imprese, nell’ambito dell’avviso comune sulla moratoria del debito. A darne notizia è l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, precisando che al 30 novembre del 2009 le domande presentate ammontavano, per la precisione, a 84.298 a fronte di richieste di moratoria per finanziamenti in essere pari a complessivi 27,5 miliardi di euro.
In data odierna l’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, ha reso nota la consueta rilevazione mensile sulle vendite al dettaglio, caratterizzate in Italia da una situazione di vera e propria stagnazione visto che nell’ottobre scorso, rispetto al mese precedente, sono rimaste invariate. Pur tuttavia, il dato dell’Istat, se letto più approfonditamente, evidenzia come la variazione nulla sia frutto di un aumento delle vendite al dettaglio per la grande distribuzione, ed una contestuale caduta delle vendite per i commercianti sulle piccole superfici, ovverosia i tantissimi piccoli negozi che in Italia vendono prodotti alimentari e non.
Nonostante la fase peggiore della crisi, almeno in ambito finanziario, sia alle spalle, continua nel nostro Paese, in materia di accesso al credito, il “braccio di ferro” tra il sistema bancario ed il mondo imprenditoriale, con quest’ultimo che continua a lamentare difficoltà ad accedere ai mutui, ai leasing ed ai finanziamenti.
Il dato fornito nei giorni scorsi dall’Istat sul prodotto interno lordo italiano del terzo trimestre, in crescita finalmente dopo quindici mesi consecutivi di calo, lascia ben sperare per il futuro; ma il ritorno all’espansione economica per il nostro Paese non è uniforme, visto che a fronte di segnali di vitalità per il settore dei servizi e dell’industria, l’agricoltura è rimasta al palo.
Di questo passo i prezzi all’origine nei campi, con tutto quel che ne consegue, rischiano di scendere nel 2009 del 16% rispetto alla media del 2008; a disegnare questo quadro a tinte fosche è la CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, la quale denuncia come di questo passo un’impresa agricola su tre sia a rischio tra costi di produzione stellari, prezzi all’origine in caduta libera e redditi degli agricoltori ridotti all’osso.
In Italia le condizioni di accesso al credito per le famiglie e le imprese non sembra siano migliorate; la Banca d’Italia, nel Bollettino economico, ha infatti rilevato da un lato una contrazione delle richieste di finanziamenti, a causa della crisi, e dall’altro il persistere, anche se in attenuazione, di segnali di stretta creditizia da parte degli istituti di credito.
Tra qualche giorno nel nostro Paese inizia un “nuovo corso” per il social lending. Sta per partire infatti, grazie ad una realtà tutta italiana, il “prestito tra persone”, una formula di accesso al credito che, riducendo al minimo le intermediazioni, permette ai privati di poter ottenere finanziamenti a condizioni vantaggiose.
Su scala provinciale e regionale sono rispettivamente Milano e la Lombardia le prime in Italia per concentrazione di imprese specializzate nelle nuove tecnologie. A rilevarlo è la Camera di Commercio di Milano in base al “Rapporto Milano Produttiva 2009″ redatto dal proprio Servizio Studi.
Dopo parecchi mesi di domanda in calo, nello scorso mese di agosto il settore alberghiero in Italia è tornato ad inviare timidi segnali di “risveglio”, alimentando le attese di una “ripresina” anche per tale comparto. La Federalberghi, infatti, ha reso noto che ad agosto, nonostante il calo dell’occupazione nel periodo, c’è stato in base alle stime un aumento del numero dei pernottamenti pari al 2,3%.
“Tremonti Bond“? No, grazie! E’ questa in sostanza la risposta delle grandi banche italiane ad uno strumento che il Governo ha predisposto per agevolare l’accesso al credito da parte delle imprese, ma che adesso i grandi istituti di credito italiano “snobbano” visto che lo scenario rispetto ai mesi scorsi è decisamente migliorato.
Negli ultimi mesi si sono succedute da parte degli istituti di credito, ed in particolare quelli più importanti, le iniziative finalizzate a venire incontro alle imprese, specie quelle medie e piccole, nella concessione e nell’erogazione del credito; questo perché il calo della produttività aziendale ed i ritardi nei pagamenti hanno praticamente azzerato l’elasticità di cassa di molte PMI.