Quanto ci vuole per vendere una casa oggi in Italia? Nelle grandi città le tempistiche di vendita sono intorno a 156 giorni contro i 137 giorni registrati esattamente un anno fa. Sono i risultati di un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi Tecnocasa che ha preso in esame l’andamento dei tempi medi di vendita degli immobili nell’ultimo anno. Il periodo analizzato va da Gennaio 2009 a Gennaio 2010. Si sono considerate le grandi città ed i rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia. Invece rimangono stabili i tempi di vendita nei capoluoghi di provincia con una media di 167 giorni contro i 168 di Gennaio 2009.
La frenata del mercato immobiliare e il conseguente calo dei prezzi è frutto anche di una riduzione di erogazione di mutui dopo lo scoppio della crisi economica. La facilità con cui le banche concedevano mutui fino al 100% del valore dell’immobile e oltre, è scomparsa. Oggi il sistema di credito ha chiuso i rubinetti e per erogare un mutuo pretende garanzie che fino al 2008 non chiedeva. Così si è ristretta la domanda di appartamenti, specialmente quelli di taglio medio e piccolo e di fascia media e bassa. La chiusura dei rubinetti del credito da parte del sistema bancario è stata particolarmente forte anche nel terzo trimestre del 2009.
L’anno alle porte vedrà una ripresa del mercato immobiliare, ma dalla seconda parte del 2010, a Milano e Roma e per gli immobili di pregio. Per le altre tipologia c’è da soffrire. Queste le attese sul comparto del mattone residenziale di Assoedilizia, l’associazione milanese della proprietà edilizie. Secondo un sondaggio dell’associazione solo il 13% degli italiani vede la ripresa nel 2010, contro il 39% di pessimisti. Ma la maggioranza, ovvero il 71%, se potesse investirebbe. La crescita, tuttavia, non dovrebbe riguardare il settore nel complesso: a riacquistare valore, secondo le previsioni, dovrebbero essere solo gli immobili di qualità presenti sui due principali mercati nazionali, Milano e Roma.
In generale il settore immobiliare continua navigare nelle difficoltà, testimoniate dai tempi di compravendita che si allungano, mediamente oltre i 5 mesi, e dalle trattative che si chiudono con uno sconto medio del prezzo del 13% rispetto alla richiesta del venditore. Ma C’è una nicchia del residenziale immune alla crisi.
Le città italiane dove l’investimento nel settore immobiliare è il più proficuo sono Milano e Roma. Le due capitali nazionali, amministrativa e politica Roma e del business Milano, si collocano ai vertici della classifica delle città più profittevoli d’Europa sotto il profilo dell’investimento nel mattone residenziale.
Comprare casa è sempre un’operazione importante e delicata. Non si acquista frequentemente un appartamento e le variabili da tenere in considerazione sono molte e non solo dal punto di vista della convenienza dell’operazione. Anche le implicazioni legali, come eventuali ipoteche gravanti sull’immobile, sono importanti.
Ha due, stanze, con cucinotto o cucina, oltre al bagno, e ha un valore compreso tra 170mila e 250mila euro. Questa è la radiografia dell’appartamento più amato dagli italiani, almeno di quelli che vivono nelle metropoli come Milano, Roma, Torino e Napoli. Il dato emerge da uno studio di Tecnocasa.
La crisi del settore immobiliare si fa sentire anche nell’ambito dell’erogazione dei mutui. Infatti, secondo una ricerca del gruppo Tecnocasa relativa al secondo trimestre del 2009, si registra una flessione dei volumi di erogazioni di credito per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie italiane.
Secondo una ricerca condotta dal gruppo Tecnocasa, nel primo semestre dell’anno il 77,9% delle compravendite realizzate tramite le agenzie del gruppo ha riguardato l’abitazione principale e quindi prima casa e casa di sostituzione. Il 22,1% delle compravendite ha avuto per oggetto la seconda casa anche per investimento.
Il mercato immobiliare in Italia sta soffrendo da mesi. Si allungano i tempi delle trattative, si riduce la domanda e cala a sorpresa anche l’offerta. Calano anche i prezzi, ma chi vende fa fatica ad abbassare la richiesta adeguandola all’offerta. Con il risultato che il mercato immobiliare si sta ingessando sempre di più.
Con la crisi del settore immobiliare anche la domanda da investimento di immobili da mettere a reddito, o da comprare per poi rivendere, si è inevitabilmente assottigliata. Tuttavia questo potrebbe essere il momento adatto per tornare sul mercato perché i prezzi delle abitazioni si sono ridotti mentre si sono ampliati i margini di trattativa.
Malissimo il mercato immobiliare nel primo semestre dell’anno. E’ quanto emerso nel corso della conferenza stampa nazionale di Tecnocasa che si è tenuta al circolo della stampa di Milano. Gli operatori hanno confermato un calo più sensibile delle quotazioni nei capoluoghi di provincia e nelle periferie delle grandi città.
Secondo un indagine di Banca d’Italia condotta insieme a Tecnoborsa, si riduce il numero degli agenti immobiliari che prevede un calo dei prezzi delle case per i prossimi mesi. Il sondaggio trimestrale è svolto con un campione rappresentativo di professionisti del settore sullo stato del mercato residenziale in Italia.