In materia di prestiti, conti correnti e mutui le famiglie hanno bisogno di una maggiore tutela per quel che riguarda, come avvenuto in passato, le operazioni speculative, speso sfociate in veri e propri raggiri, ma anche le operazioni non totalmente trasparenti. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione dell’Adiconsum che ha incontrato assieme alle altre Associazioni dei Consumatori il nuovo Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) Mussari. Paolo Landi di Adiconsum, in particolare, chiede sia la proroga del Piano Famiglie per quel che riguarda la sospensione dei mutui, sia l’estensione della moratoria stessa anche alle rate di prestiti e finanziamenti finalizzati.
Se abitate nel Nord Italia, e con il dovuto anticipo vi siete già attrezzati per il passaggio al digitale terrestre con acquisto di decoder e/o televisori di nuova generazione, il rischio è quello di aver fatto per il momento una spesa inutile. In virtù dell’attuazione relativa al piano sulle frequenze, infatti, si fanno sempre più insistenti le voci di un rinvio dello switch-off nel Nord Italia, ovverosia lo spegnimento di tutti i canali trasmessi sul segnale analogico. Di conseguenza, al fine di una maggiore chiarezza, l’Adiconsum, contraria ad ogni rinvio, ha reso noto d’aver scritto al Presidente Corrado Calabrò per ottenere una conferma o una smentita in merito a tali indiscrezioni.
La crisi finanziaria ed economica ha lasciato il segno in Italia non solo sui bilanci e sulla redditività delle imprese, ma anche sui bilanci delle famiglie che molto spesso sono state costrette ad indebitarsi, aspettando tempi migliori, anche per far fronte all’acquisto dei mezzi di sussistenza, ovverosia per l’acquisto di generi alimentari e per pagare le bollette di luce e gas. E se le difficoltà persistono, le famiglie si sono ritrovate a dover pagare le rate dei prestiti a fronte di una situazione lavorativa all’interno del nucleo familiare che spesso non è delle più rosee.
In passato la notifica di una cartella esattoriale avveniva a mezzo raccomandata; questo può avvenire anche in futuro, ma a questo sistema se ne aggiunge un altro dato dalla “Pec“, la posta elettronica certificata che permetterà a regime di semplificare il rapporto tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione. Ma cosa accade se si riceve una cartella esattoriale non tramite il postino, ma a mezzo posta elettronica certificata? Ebbene, a descrivere questa casistica è l’Associazione Adiconsum che al riguardo invita il cittadino a fare molta ma molta attenzione.
Che ne sarà quest’anno, in sede di dichiarazione dei redditi, delle detrazioni Irpef al 55% sugli interventi per l’efficienza energetica degli edifici? Ebbene, in accordo con quanto mette in risalto l’Adiconsum, le detrazioni sono salve visto che l’Agenzia delle Entrate, quasi in “zona Cesarini”, è intervenuta con una importante risoluzione che, a fronte dei problemi tecnici legati alla trasmissione telematica per la correzione di errori presenti sulle schede informative, i contribuenti possono comunque avvalersi delle detrazioni presentando i dati al Centro di Assistenza Fiscale (Caf), oppure all’intermediario abilitato.
Da qualche anno in Italia si ripresenta puntualmente, in materia di costi delle famiglie per l’istruzione dei figli, il problema relativo allo sforamento dei tetti di spesa per i libri di testo, con la conseguenza che mandare i giovani a scuola rischia sempre di più di diventare un lusso. La spesa per i libri di testo, in accordo con quanto sostiene l’Adiconsum, rischia infatti di essere ancora più onerosa per le famiglie italiane visto che dal fronte ministeriale tutto tace in merito alla definizione dei tetti sui libri di testo.
L’Unirec, Unione Nazionale delle Imprese di recupero, gestione e informazione del credito, e l’Associazione Adiconsum, hanno costituito in materia di recupero crediti un Ente Bilaterale finalizzato al perseguimento di tutta una serie di obiettivi che, tra l’altro, puntano ad evitare ogni abuso a carico delle famiglie consumatrici. L’Ente Bilaterale, denominato “Ebitec“, mira tra l’altro a mettere ordine ed a fare chiarezza sulla corretta gestione dell’attività di recupero dei crediti: dagli avvisi e lettere di messa in mora e passando per le telefonate e le visite domiciliari.
Al fine sia di tutelare i consumatori, sia di premiare le imprese che nei confronti delle propria clientela adottano delle buone pratiche e dei comportamenti virtuosi, l’Adiconsum ha apertamente chiesto alla Federdistribuzione l’apertura di un tavolo di confronto per trattare l’argomento relativo alle garanzie post-vendita che spesso vengono violate. Non a caso di recente l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha aperto in merito delle istruttorie a carico delle principali catene commerciali che vendono elettrodomestici e prodotti per l’elettronica di consumo.
Il blocco alla circolazione di domenica scorsa a Milano ha riacceso il dibattito sulle vetture “verdi”, ovverosia quelle elettriche o alimentate a metano e gpl che possono circolare anche quando tutti gli altri restano a piedi e devono o usare i mezzi pubblici, oppure saltare in sella ad una bicicletta. Ma in materia di carburanti, chi controlla il Gpl? A porsi questa domanda è l’Associazione Adiconsum, la quale denuncia come da una stazione di rifornimento ad un’altra la qualità del Gpl erogato nelle vetture non sia la stessa, e come di conseguenza non siano isolati i rischi di guasti gravi al motore.
L’abbonamento Mediaset Premium a “Easy Pay”, dall’1 febbraio del 2010, costerà al mese due euro in più; questo anche a seguito dell’introduzione nel pacchetto di due nuovi canali, “Premium Cinema Energy” e “Premium Cinema Emotion”, che al momento risultano essere in visione gratuita fino al 31 gennaio del 2010. A denunciarlo è l’Adiconsum nel sottolineare come per “sfuggire” a questo aumento i clienti Mediaset Premium, che hanno attivato “Easy Pay”, devono telefonare al numero verde o inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno per disdire la visione dall’1 febbraio 2010 dei due nuovi canali.
Tra riforma fiscale, rincari e potere d’acquisto delle famiglie in calo, è oramai chiaro come servano delle misure aggiuntive sia in materia di alleggerimento della fiscalità a favore delle fasce di popolazione a basso reddito, sia interventi a sostegno dei consumi che possono essere messi in atto o sfruttando la leva delle detrazioni fiscali, oppure erogando dei bonus alla famiglie. Ebbene, in mezzo a tante proposte formulate dai Sindacati, dalle Associazioni delle imprese e da quelle dei Consumatori, una formulata dall’Adiconsum appare molto interessante.
Perchè non diffondere i dati relativi ai prezzi dei carburanti anche sui navigatori tom tom? La proposta è stata formulata nei giorni scorsi dall’Adiconsum, la quale ritiene che in questo modo il consumatore/automobilista abbia la possibilità, in ogni momento, di conoscere quali siano i distributori di benzina e diesel che nelle vicinanze risultano essere più convenienti. Per quanto riguarda la comunicazione dei prezzi, l’Associazione sottolinea come la Legge 99/2009, in corrispondenza dell’articolo numero 51, imponga ai distributori la comunicazione dei prezzi praticati agli utenti finali al Ministero dello Sviluppo Economico.
Lo strumento della conciliazione permette di risolvere le controversie in maniera rapida, se si trova un accordo tra le parti, con la possibilità di risparmiare tempo rispetto al ricorso alla giustizia ordinaria. Pur tuttavia, se la conciliazione, oltre che obbligatoria, è anche rigorosamente a pagamento, allora tutto cambia.
In Italia il prezzo massimo che un utente di telefonia mobile può arrivare a pagare per l’invio di un Sms è pari a ben 0,15 euro, mentre per gli invii da un Paese europeo ad un altro si pagano al più 0,13 euro. Questo significa, ad esempio, che inviare da Parigi un Sms a Bologna costa meno che inviare lo stesso Sms a Bologna da un’altro comune italiano.