Nel nostro Paese uno dei problemi storici legati all’ingresso di nuovi operatori nel mercato televisivo nazionale è stato quello della scarsità di frequenze; questo problema viene e verrà ora superato con l’arrivo, lo sviluppo e la diffusione del digitale terrestre. Pur tuttavia, l’AGCM, Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, si chiede quali saranno sui mercati le ripercussioni sia economiche, sia a livello di tecnologia, con l’arrivo della digitalizzazione e delle modalità innovative con cui i contenuti audiovisivi vengono e verranno distribuiti, trasmessi e fruiti dall’utente.
Nel nostro Paese, al fine di modernizzarlo, occorre intervenire su quei settori più critici, così come al fine di garantire e tutelare i consumatori e la competizione sul mercato andrebbero attribuiti più poteri all’Antitrust. E’ questo, in estrema sintesi, il contenuto di una segnalazione dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato sui problemi che riguardano la concorrenza. In particolare, l’Authority ha individuato nelle poste, ferrovie, aeroporti ed autostrade i comparti dove dovrebbero essere messi a punto in via prioritaria degli interventi.
A seguito di una riunione tenutasi lo scorso 27 gennaio, l’AGCM, Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, ha reso noto d’aver avviato due istruttorie distinte a carico dei più importanti player del mercato elettrico. L’obiettivo delle due istruttorie è quello di verificare l’eventuale presenza di illeciti concorrenziali nel mercato dell’energia elettrica, ed in particolare sui prezzi di quella venduta nella Regione Sicilia avvalendosi della Borsa elettrica e mediante il trattenimento della capacità produttiva in modo tale da tenere alte le quotazioni.
Ci sono alcuni modelli economici, a partire da quello americano, dove la tutela del consumatore è alla base di tutto, anche dal punto di vista dell’etica e del marketing. Lo stesso però, secondo il Presidente dell’Adoc, Carlo Pileri, non avviene nel nostro Paese, dove in materia di tutela dei consumatori ci sono spesso carenze e poca attenzione delle imprese italiane nel rispetto e nella tutela dei diritti e degli interessi della loro stessa clientela, al punto che secondo l’Associazione solo il 5% delle “nostre” aziende adotta un modello imprenditoriale all’americana.
Non solo pasta, banche e telefonia per l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato. Nella giornata di ieri, infatti, l’Antitrust ha reso noto d’aver avviato, citando la possibile presenza di intese restrittive della concorrenza, un’istruttoria nei confronti di ben sette aziende che producono guardrail. Si dovrà in particolare accertare se l’operato delle sette imprese, le più importanti che operano nel comparto, abbia generato dinamiche contrarie alla concorrenza di mercato sia per quel che riguarda la gare d’appalto, sia per la fornitura a quelle aziende che si occupano dell’installazione delle barriere metalliche.
Il 14 maggio scorso l’AGCM, Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, aveva aperto un’istruttoria nei confronti dell’Ordine degli Psicologi; ebbene, dopo che quest’ultimo ha presentato degli impegni, l’Autorità ha reso noto d’aver archiviato la procedura senza l’accertamento di infrazione. L’Antitrust, rendendoli vincolanti, ha infatti accettato gli impegni dell’Ordine che porteranno, in particolare, ad una modifica del Codice deontologico, cui deve attenersi la categoria, per quanto riguarda le tariffe minime.
L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha comunicato nella giornata di ieri d’aver chiuso senza prendere provvedimenti restrittivi e/o sanzionatori un’istruttoria, avviata nell’ottobre del 2008, a carico di Enel, Enel Servizio Elettrico ed Enel Distribuzione. La decisione dell’Antitrust, dopo una riunione tenutasi lo scorso 10 dicembre 2009, scaturisce dagli impegni che le società sopra citate hanno presentato, e che l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha accettato rendendoli tra l’altro vincolanti.
Nella giornata di ieri s’è appreso che la questione riguardante i rincari “anomali” dei prezzi della pasta registrati dal 2007 in poi è finita in Procura a seguito di ispezioni da parte della Guardia di Finanza presso le sedi di alcune tra le più grandi ed importanti società italiane del comparto. Al riguardo, nel caso in cui dovessero essere verificate le ipotesi di reato al vaglio, le rilevanze di natura penale potrebbero far scattare una class action sui pastai finalizzata al rimborso a favore dei consumatori delle maggiori somme pagate, dal 2007 e fino ad oggi, per uno degli alimenti più consumati a tavola dagli italiani.
La pasta è il piatto preferito degli italiani. A ricordarlo è la Coldiretti nel sottolineare come nel 2008 in Italia siano state consumate la bellezza di 1,5 milioni di tonnellate di pasta per un controvalore pari a ben 2,8 miliardi di euro; a fronte di un tale livello di consumo, l’Organizzazione degli agricoltori ha inoltre messo in evidenza come, prendendo in considerazione anche le rese di trasformazione, da un chilo di grano duro, pagato agli agricoltori appena 0,18 euro, si arrivi ad un chilo di pasta che i consumatori a scaffale pagano ben 1,40 euro, con un ricarico del 400%, quindi, nel passaggio dal campo alla tavola.
Non solo compagnie telefoniche, banche ed assicurazioni. L’Autorità Garante per la Concorrenza del Mercato, infatti, ha sanzionato, sulla base di un’intesa restrittiva della concorrenza, l’ordine degli odontoiatri e dei medici chirurghi della Provincia di Bolzano che, in particolare, ha adottato tecniche e tattiche ostruzionistiche riguardo a ‘Prezzi Trasparenza On Line’.
Nel mesi scorsi l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato aveva inflitto una raffica di multe a quasi tutti i principali produttori di pasta per aver creato un vero e proprio “cartello”. Ebbene, in merito, il Tar del Lazio ha confermato le multe a carico della categoria dando ragione a quanto denunciato da oltre due anni dalle Associazioni dei Consumatori.
L’Antitrust continua a multare a destra e a manca banche, società di assicurazioni ed operatori di luce e gas sul mercato energetico, ma il limite massimo delle sanzioni applicabili è troppo basso con la conseguenza che, a fronte di fatturati milionari, l’azienda pizzicata a adottare pratiche commerciali scorrette non ha in sostanza problemi di sorta a pagare la sanzione.
L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha reso noto d’aver notificato in data odierna a Poste Italiane l’avvio di un’istruttoria finalizzata a rilevare il possibile abuso di posizione dominante nel settore postale, ed in particolare in quello dei servizi liberalizzati.