Anche nel comparto della moda c’è bisogno in Italia di un marchio così come è importante, ad esempio, la tracciabilità dei prodotti agro-alimentari e delle materie prime per quelli trasformati. Non a caso Cna e Confartigianato, nel corso di un’audizione tenutasi presso la Commissione Industria del Senato per quel che riguarda il Ddl sulla tutela e sulla riconoscibilità dei prodotti italiani, hanno sottolineato come a sostegno delle vere produzioni “made in Italy” serva un’etichetta in grado di tutelare gli investimenti delle imprese, la produzione e l’occupazione.
La crisi picchia duro in Italia anche sul comparto dell’artigianato. Ad affermarlo è Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani, sottolineando la necessità di estendere anche al settore delle arti e delle professioni le misure straordinarie anticrisi, compresi gli ammortizzatori sociali. L’Associazione, che monitora costantemente il settore attraverso “Lo Sportello del Contribuente“, infatti, fa presente come negli ultimi tre anni nel nostro Paese ben 52 mila botteghe artigiane abbiano abbassato le saracinesche.
Lo scorso anno in Italia, per quel che riguarda le ditte individuali, il saldo netto tra nascite è cessazioni si è attestato in profondo rosso; le cessazioni, infatti, sono state superiori alle nascite per ben 30 mila unità, delle quali oltre la metà rappresentate da ditte individuali artigiane. E’ questo uno dei dati emersi dalla rilevazione di Movimprese, e comunicati da Unioncamere. Complessivamente, pur tuttavia, il bilancio complessivo 2009 è caratterizzato per l’Italia da un rialzo dello 0,28% in termini di differenza di imprese, di qualsiasi tipo, tra quelle nate e quelle cessate.
Lo scorso anno, nonostante la crisi e le difficoltà in ambito lavorativo, il 25% delle imprese artigiane ha avuto difficoltà nel nostro Paese a reperire manodopera qualificata. A metterlo in evidenza è la Confartigianato che, in base alle rilevazioni del proprio Ufficio Studi, ha constatato come lo scorso anno oltre 23 mila posti di lavoro, su un totale di circa 93 mila, non sono stati occupati nel settore artigiano proprio a causa dellla mancanza di manodopera necessaria.
Anche in tempi di crisi ci sono settori dell’economia dove continua ad esserci bisogno di manodopera, e questa tra l’altro risulta essere introvabile. A lanciare l’allarme è la Confartigianato nel sottolineare come nel nostro Paese le imprese artigiane abbiano bisogno di idraulici, fornai, sarti, falegnami ma anche addetti alla robotica ed esperti in informatica.
In Italia la crisi economica, tra alti e bassi, sarà purtroppo ancora destinata a durare. Ad esserne convinto è il presidente della Camera di commercio di Milano, Carlo Sangalli, sottolineando come di conseguenza sia necessaria l’adozione di misure finalizzate a dare sostegno al sistema delle piccole e medie imprese, anche attraverso agevolazioni per l’accesso al credito.