Negli ultimi due mesi in Italia sono stati venduti circa un milione di buoni lavoro, detti anche “voucher”, e disponibili/acquistabili in tagli da 10, 20 e 50 euro; a farlo presente è l’INPS, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, sottolineando come a distanza di un anno sia stata raggiunta e superata la soglia dei tre milioni di voucher venduti.
Nel nostro Paese l’utilizzo dei buoni lavoro per la regolarizzazione e la remunerazione dei lavori occasionali è in sensibile aumento; a darne notizia è l’INPS, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, sottolineando come ne siano già stati venduti ben due milioni fino a metà settembre, di cui circa seicentomila negli ultimi quarantacinque giorni.
I lavori occasionali prestati saltuariamente possono essere senza alcun problema regolarizzati a norma di Legge grazie allo strumento dei buoni lavoro, detti anche “voucher”, il cui valore comprende sia la paga netta retrocessa al lavoratore che fornisce prestazioni di lavoro di tipo occasionale, sia i relativi contributi previdenziali.
Nel settore agricolo le parti sociali martedì scorso hanno sottoscritto un “Avviso Comune” che non è altro che un accordo, di rilevante importanza, che punta in maniera bilaterale a dare slancio al comparto attraverso una riduzione del costo del lavoro, maggiori semplificazioni ed una migliore gestione del contenzioso a livello previdenziale.
Nel nostro Paese molti personaggi noti dello sport, dello spettacolo e del cinema stanno sempre di più investendo sulla campagna italiana, a conferma del fatto che con l’agricoltura si possono fare buoni affari e si può destinare una parte del proprio tempo alla passione per le coltivazioni e per la produzione di specialità a denominazione d’origine controllata.
La crisi economica e finanziaria, quando avrà termine, apporterà dei cambiamenti radicali sull’economia e sulla società al punto che, come sostenuto dai più scettici, niente sarà più come prima. Il mondo del lavoro, tra i più soggetti a tali mutamenti, ha bisogno di conseguenza di nuove regole che garantiscano soprattutto la sostenibilità dei livelli occupazionali in un mercato che, oltre che libero, dovrebbe essere anche trasparente ed efficiente.
Quest’anno in Italia per la vendemmia 2008 si stanno sperimentando i “voucher”, ovverosia i buoni-lavoro che permettono, ad esempio agli studenti ed ai pensionati, di integrare il proprio reddito in maniera regolare e con i contributi pagati.
E’ partita da pochi giorni in Italia la sperimentazione dei buoni lavoro, detti anche voucher, per mezzo dei quali quest’anno gli studenti ed i pensionati potranno lavorare in maniera perfettamente regolarizzata durante la vendemmia 2008.
Per la prima volta in Italia, con la prossima raccolta dell’uva, saranno introdotti i voucher vendemmia per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita.
Grazie al Progetto di Sovvenzione globale Saturno 2007, promosso e cofinanziato da Regione Lombardia, Ministero del lavoro e della previdenza sociale e Fondo Sociale Europeo, e realizzato dalle Camere di Commercio lombarde - con capofila la Camera di Commercio di Milano - e Unioncamere Lombardia, sono in arrivo servizi e contributi per oltre 6 milioni di euro.
Sono oltre 1,2 milioni le donne che fanno impresa in Italia, e lo fanno in settori che tradizionalmente sono “con la cravatta”, dalle costruzioni (+8,0%) all’intermediazione monetaria e finanziaria (+4,4%) passando per i servizi alle imprese (+5,6%).
L’Italia è una meta lavorativa più degli uomini che delle donne del Mediterraneo, con solo otto donne contro cento uomini dell’area che aprono un’impresa nel nostro Paese. E’ quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese per l’anno 2006 in confronto con il 2005 e il 2001.
L’obiettivo è duplice: incrementare i tassi di occupazione femminile e far emergere, nel contempo, il lavoro nero. Questo è quanto prevede il Comune di Milano con l’introduzione dei buoni lavoro, previsti dalla legge Biagi, e “sperimentati” oltre che a Milano anche nelle città di Verbania, Varese, Treviso, Bolzano, Venezia, Lucca, Latina, Bari e Catania.