A Milano c’è un settore dell’imprenditoria che, solo quest’anno, sarà in grado di generare una ricchezza pari a tre miliardi di euro, e di dare occupazione a ben 20 mila persone. Trattasi delle imprese “sociali”, ovverosia quelle che operano nel welfare privato: dalla sanità alla cultura passando per la ricerca, l’istruzione ed i servizi sociali.
In concomitanza con l’Open Day del gioiello, la Camera di Commercio di Milano, attraverso Ipsos, ha effettuato una interessante indagine, sfruttando il metodo CAWI, per rilevare il fascino che i gioielli hanno sia sugli uomini, sia sulle donne residenti nella città di Milano ed in Provincia.
In questi mesi a causa della crisi economica e finanziaria i “rapporti” tra le imprese sono diventati più aspri; in scia alle difficoltà, a volte temporanee, a volte insanabili, si sono infatti dilatati i tempi per il saldo delle fatture verso clienti e fornitori, ma molto spesso, per cause di forza maggiore, non sono stati rispettati neanche i termini contrattuali.
Al ritorno dalle vacanze i regali preziosi, per ovvi motivi, vanno sempre meno di moda. A rilevarlo è la Camera di Commercio di Milano, la quale, effettuando un’elaborazione sui dati relativi al registro delle imprese del quarto trimestre 2007, confrontati con quelli del quarto trimestre 2008, ha constatato come in Italia sia in calo il numero di aziende operanti nella vendita di gioielli e di ricordi preziosi.
In Italia i libri, gli elettrodomestici, le scarpe, i vestiti ed i mobili si comprano spesso usati, un po’ per scelta perché piace, un po’ per necessità magari per risparmiare visti i tempi. E non a caso, negli ultimi cinque anni, nel nostro Paese le imprese “specializzate” nell’usato sono cresciute del 35%.
A Milano, anche ai tempi della crisi, i cittadini residenti non rinunciano allo sport, al cinema ed al teatro. Non a caso, tra il 2007 ed il 2008, il numero delle imprese milanesi operanti nel settore delle attività culturali è cresciuto dell’11,7%, toccando nel comparto la quota di oltre 1.200 aziende.
In Italia un produttore di occhiali su dieci ha la sede legale in Lombardia; sono infatti ben 240 i produttori di occhiali nella Regione, con la quota di più elevata a Milano con il 22,5%, a Varese con il 14,2% ed a Mantova con il 13,8%. I dati emergono dalle rilevazioni della Camera di Commercio di Milano, la quale tra l’altro, mette in guardia dall’acquisto di occhiali da sole non a norma.
Nel nostro Paese l’industria dell’information technology appare poco valorizzata nonostante il settore sia il secondo in Europa con quasi 400 mila addetti e quasi 100 mila imprese; il dato, in particolare, emerge dal primo Rapporto sul settore IT in Italia, per il quale, anche al fine di rilanciare la crescita del Paese, serve il dovuto sostegno dopo aver messo a punto le misure di emergenza.
Con la crisi, ma soprattutto con l’incremento della flessibilità degli ultimi anni, la stabilità occupazionale scricchiola anche per quei lavoratori che hanno una laurea. In base ad una ricerca realizzata dal Formaper, e promossa da Unioncamere Lombardia e dalla Camera di Commercio di Milano, emerge infatti, sulla base dei dati dei neolaureati nel biennio 2007-2008, come solamente un laureato su cinque della Lombardia abbia il posto fisso.
Sarà forse per il piacere del “nuovo”, sarà forse e soprattutto per risparmiare, ma nel nostro Paese cresce la moda e la nuova tendenza del “parrucchiere etnico”. A rilevarlo è la Camera di Commercio di Milano in base ad un’elaborazione basata sui dati del registro delle imprese aggiornati al mese di maggio del 2009, da cui è emerso come sempre di più nel capoluogo lombardo ci siano coiffeurs con a capo degli imprenditori stranieri.
Il corretto smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici permette da un lato di ridurre fortemente l’impatto ambientale, e dall’altro di poter nuovamente impiegare molti componenti e materiali. Per questo, la Camera di Commercio di Milano ricorda alle imprese che, quando si acquistano nuove apparecchiature elettriche e/o elettroniche, il produttore su richiesta è chiamato a ritirare gratuitamente le vecchie apparecchiature.