Per le Camere di Commercio in Italia si cambia. Su proposta di Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato un Decreto legislativo che mette a punto un riordino del settore a distanza di ben sedici anni. La riforma, tra l’altro, è anche in senso federalista visto che è previsto a livello regionale un potenziamento delle Unioni regionali delle Camere di commercio al fine di garantire un maggior sviluppo delle economie locali e, quindi, delle piccole e medie imprese.
A cavallo tra il 2008 ed il 2009 il 70% dei nuovi imprenditori nati nella Provincia di Monza e Brianza era accomunato dallo status di ex dipendenti; a rilevarlo è stata la Camera di Commercio locale in accordo con una ricerca, dal titolo “Crisi globale e capitalismo dei piccoli. L’impatto sui ceti medi della Brianza“, che è stata effettuata avvalendosi della collaborazione fornita da A.A.STER. E così, rispetto al periodo prima della crisi, nella Provincia di Monza e Brianza gli ex dipendenti che si sono messi in proprio sono cresciuti del 13%.
Nel 2009 a Milano il commercio di moda ha fatto registrare un calo di imprese del comparto del 3,3% a fronte di un +0,1% registrato, invece, su scala nazionale grazie anche ad una maggiore rapidità per quel che riguarda l’evoluzione dei punti vendita. E’ questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dalla Camera di Commercio di Milano in accordo con un’elaborazione effettuata prendendo a riferimento i dati del registro delle imprese dello scorso anno e quelli relativi al 2008.
Nel terzo trimestre dello scorso anno erano attive in Italia ben 5,3 milioni di imprese, con oltre una su quattro, e precisamente il 26,8% sul totale, operante nel settore del commercio; a rilevarlo è la Camera di Commercio di Milano in accordo con una elaborazione effettuata prendendo a riferimento i dati del registro delle imprese aggiornati al terzo trimestre del 2009. Dopo il commercio, con una percentuale del 16,5% sul totale, le imprese più diffuse sono quelle agricole, con a ruota i comparti delle costruzioni, del manifatturiero e quelle attive nei settori della ristorazione e dell’ospitalità.
In Lombardia rispetto a dodici mesi fa i prezzi sono mediamente in discesa dell’1%, e come diretta conseguenza i consumatori sono tornati a spendere in un contesto caratterizzato da un maggiore ottimismo. E’ questa, in sintesi, la fotografia scattata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza sull’andamento dei prezzi nella Regione Lombardia per il corrente mese ed in concomitanza con la corsa agli acquisti di Natale.
La crisi finanziaria ed economica ha per certi versi risparmiato a Milano le imprese storiche che, con una contrazione del 2% negli ultimi dodici mesi, reggono bene allo scenario congiunturale. Pur tuttavia, secondo quanto rilevato dalla Camera di Commercio di Milano, occorre fare in modo da non perdere un patrimonio storico, quello dell’impresa che si tramanda “di padre in figlio”, visto dal 2007 ad oggi nel capoluogo lombardo sono state parecchie decine, quasi 200, le imprese storiche a chiudere in battenti, con una prevalenza di cessazione di attività nei comparti del commercio e nel settore manifatturiero.
In che modo le imprese, ai tempi della crisi, ricercano il personale da assumere? Ebbene, al riguardo la Camera di Commercio di Monza e Brianza ha effettuato un’elaborazione basata sui dati Excelsior per gli anni 2007, 2008 e 2009, da cui è emerso come rispetto al passato le aziende tendano di più ad assumere nuovo personale sulla base della conoscenza diretta o indiretta dei candidati. Questo canale “preferenziale”, infatti, è cresciuto in media in Italia del 2% negli ultimi dodici mesi, e mette in risalto come la “spintarella” ai tempi della crisi può essere determinante, se uno ce l’ha, per trovare lavoro.
500 milioni di euro. E’ questo il giro d’affari che in Italia con la stagione natalizia si raggiunge con la vendita del panettone, per il quale gli italiani spendono in media dodici euro a testa. A rilevarlo, in particolare, è la Camera di Commercio di Milano in accordo con un’indagine realizzata attraverso Digicamere applicando il metodo CATI.
In base ai dati del registro delle imprese, aggiornati all’anno 2008, sono all’incirca 70 mila le imprese che nascono ogni anno in Lombardia; a rilevarlo è la Camera di Commercio di Milano nel sottolineare come di queste 70 mila imprese il 37% nasce a Milano con a ruota Brescia (13%), Bergamo (10%) e Varese (7,6%).
Se gli imprenditori, per far sopravvivere la propria azienda ai tempi della crisi, molto spesso hanno intaccato il proprio patrimonio per poter andare avanti e per non lasciare per strada le famiglie dei propri dipendenti, le famiglie per fronteggiare le difficoltà molto spesso, in questi mesi, hanno venduto i gioielli di famiglia in cambio di liquidità.
Nel Comune di Milano la più alta concentrazione di alberghi e ristoranti è in Viale Monza con ben cento unità, mentre al secondo posto c’è Viale Certosa con 70; ma nel capoluogo lombardo Viale Monza è al primo posto anche per il commercio, con ben 131 negozi di vendita al dettaglio, con a seguire Via Padova con 128 negozi.
In Lombardia, per la prima volta dallo scoppio della crisi, gli imprenditori rispetto ai mesi scorsi sono meno pessimisti, e contestualmente s’intravedono segnali di recupero per la fine dell’anno sia per il fatturato, sia per la produzione.