Annozero, Ballarò, Porta a Porta e L’Ultima Parola in questi ultimi giorni sono stati cancellati dalla programmazione della televisione di Stato. Siamo entrati in periodo pre-elettorale e questa è stata la decisione dei vertici Rai fortemente contestata a partire dai conduttori dei programmi sospesi, con in testa Michele Santoro. Nel frattempo, gli utenti televisivi, a fronte del pagamento del canone, si sono vista ridotta l’offerta da parte della Rai al punto che le Associazioni dei Consumatori potrebbero anche mobilitarsi, a tutela dei diritti dei cittadini, per chiedere la restituzione di un dodicesimo del canone Rai 2010.
Annozero, Ballarò, Porta a Porta e L’ultima Parola sono stati “stoppati” per un mese dalla programmazione della Rai in vista delle Elezioni Regionali 2010 e della relativa campagna elettorale. L’abbonato alla televisione di Stato, che per quest’anno ha pagato 109 euro, con un aumento di 1,50 euro rispetto allo scorso anno, è libero di vedere o non vedere questi talk show televisivi, ma è giusto limitarne la visione in nome della cosiddetta Par Condicio? Ebbene, sulla vicenda la Federconsumatori s’è mobilitata presentando un ricorso al Tar del Lazio che, in accordo con quanto riporta l’Associazione, sarà discusso giovedì prossimo.
Secondo Luca Balestrieri, direttore digitale terrestre Rai, la smart card per la visione della piattaforma satellitare free TivuSat non deve essere gratuita per il semplice fatto che non è compito della televisione di Stato fornire gli strumenti tecnici finalizzati alla ricezione del segnale. Non è però dello stesso avviso l’Adiconsum, la quale nei giorni scorsi, sul fatto che la Rai faccia pagare per acquisire la smart card, ha chiesto l’intervento da parte dell’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Eppure, secondo l’Associazione, il Contratto di Servizio, in corrispondenza dell’articolo 31, parla chiaro.
La Rai ha attivato la procedura grazie alla quale gli abbonati alla televisione di Stato, in regola con il pagamento del canone, possono acquisire, ad un prezzo pari al solo rimborso delle spese, la smart card di TivùSat senza la necessità di dover acquistare il relativo decoder certificato per la visione dei canali della piattaforma free sul satellite. Ma secondo l’Adiconsum la Rai sta prendendo in giro sia gli abbonati, sia la stessa Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, visto che gli abbonati Rai che non sono coperti dal segnale del digitale terrestre alla fine dovranno spendere una cifra comparabile con l’acquisto di un decoder certificato TivùSat.
In ottemperanza alle disposizioni dell’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, a partire da domani, sabato 27 febbraio 2010, gli abbonati Rai in regola con il pagamento del canone televisivo potranno richiedere, ad un prezzo pari al solo rimborso dei costi, la smart card di Tivù Sat. A darne notizia è la Televisione di Stato nel precisare che in questo modo gli utenti potranno vedere i canali della nuova piattaforma con un decoder preesistente e, quindi, anche senza dover acquistare necessariamente un decoder certificato Tivù Sat.
Presto programmi Rai come Ballarò e Annozero “spariranno” dal palinsesto o comunque, nel caso in cui dovessero andare in onda, dovranno essere strutturati e condotti in modo tale da rispettare la par condicio nel periodo pre-elettorale in vista della consultazione del prossimo mese di marzo. La decisione in merito da parte della Rai ha suscitato non poche polemiche, al punto che proprio l’ultima puntata di Annozero andata in onda ha trattato a tutto campo tale argomento in base al fatto che in questo modo verrebbe palesemente limitata la libertà di informazione.
Visto che il 31 gennaio scorso era domenica, è stata la giornata di ieri, 1 febbraio 2010, l’ultima utile per poter pagare il canone Rai, in un’unica soluzione o a rate, per non incorrere nella sovrattassa. A partire da oggi, invece, per chi non ha pagato quella che è una tassa di possesso del televisore, scattano le sanzioni che, comunque, sono in misura ridotta se l’abbonato Rai paga entro i trenta giorni di ritardo. In tal caso, infatti, oltre ai 109 euro previsti dal canone Rai 2010 bisogna aggiungere solamente una sanzione amministrativa pari a 4,29 euro.
Scade oggi, 31 gennaio 2010, il termine ultimo per il pagamento del canone Rai 2010, sia per i versamenti annuali, quindi in un’unica soluzione, sia per quelli in modalità rateale, in due rate semestrali o quattro rate trimestrali. Il canone Rai 2010 potrà essere pagato anche a partire da martedì 2 febbraio 2010, ma scattano inesorabili le sanzioni amministrative e, nel caso in cui il ritardo di pagamento sia ampio, anche gli interessi di mora. Il mancato rinnovo nei termini, in accordo con quanto riporta la Rai sul sito, fa scattare prima il recupero bonario, e poi eventualmente anche quello coattivo.
C’è la possibilità in Italia di non pagare il canone Rai non per evasione, ma perché esonerati? La risposta è affermativa, ma solo se, a distanza di due anni, fosse stata data attuazione ad un provvedimento della Legge Finanziaria 2008 che doveva permettere agli over 75 a basso reddito di non pagare la tassa sul possesso del televisore. A mettere in risalto questa situazione, a pochi giorni dai termini di scadenza del canone Rai, è il CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti, il quale ha di conseguenza sollecitato il Ministero dell’Economia e delle Finanze affinché si possa esonerare dall’obbligo del pagamento del canone i soggetti over 75 a basso reddito.
Il nuovo contratto di servizio, finalizzato a regolare i rapporti tra il Governo e la televisione di Stato, è in procinto di essere firmato, ma nel corso di questo iter non c’è stata, perché abolita, l’audizione pubblica per la sua stesura. A denunciarlo è l’Adiconsum che, di conseguenza, sottolinea come il servizio della Rai, un servizio pubblico, sia di tutti ragion per cui è giusto che vengano interpellati anche i Consumatori. Non a caso l’Associazione contesta come in questo modo la società civile non abbia alcun strumento per presentare proposte e per poter esprimere un giudizio sulle decisioni.
Il pagamento del canone Rai, e quello relativo al bollo auto, possono essere effettuati anche attraverso Poste Italiane; a ricordarlo è la società postale nel far presente come il servizio sia fruibile online sia da chi è correntista di Poste Italiane, sia da chi non lo è. Nel dettaglio, chi è correntista BancoPostaonline può collegarsi al sito Poste.it e pagare i bollettini del canone Rai e del bollo auto al costo di un euro ad operazione; inoltre, basta recarsi presso gli uffici postali per conoscere esattamente l’importo del bollo auto da pagare semplicemente compilando un modulo.
Il canone Rai quest’anno per le famiglie che possiedono un televisore è aumentato di 1,50 euro rispetto allo scorso anno; la tassa di possesso da pagare quest’anno ammonta infatti a 109,00 euro, con scadenza entro e non oltre il 31 gennaio 2010 al fine di non incappare nelle sanzioni per pagamento in ritardo. Ma, come ci spiega la Rai direttamente sul proprio sito Internet, il canone alla televisione di Stato si può pagare anche a rate, semestrali o trimestrali, con delle piccole maggiorazioni.
L’anno prossimo il canone Rai da pagare aumenta di 1,50 euro, passando da 107,50 a 109 euro. Non è di certo una buona notizia per i consumatori ed in particolare per gli utenti televisivi, molti dei quali negli ultimi mesi, oltre ad accollarsi le spese del decoder per il passaggio al digitale terrestre, hanno anche dovuto mettere mano al portafoglio per pagare l’antennista al fine di garantirsi una ricezione decente del nuovo segnale trasmissivo.
Il canone Rai l’anno prossimo non costerà 107,5 euro, ma 109 euro; questo dopo che, Paolo Romani, vice ministro con delega alle Comunicazioni, in accordo con quanto riporta l’Aduc, ha firmato il relativo Decreto che “aggiorna” l’importo del canone ai livelli di inflazione. Trattasi di certo di una notizia che per gli utenti televisivi non è graditissima visto che molto spesso fioccano le critiche in merito alla qualità ed alla varietà del palinsesto offerto dalla televisione di Stato. Grazie a questo incremento di 1,5 euro, la Rai incasserà ben 24 milioni di euro in più.