Saldi estivi 2010 non frenano il carovita
L’avvio, all’inizio del corrente mese di luglio, in tutta Italia, dei saldi estivi 2010, non è bastato nel nostro Paese a frenare l’imperante carovita. In data odierna, infatti, è arrivato come una doccia fredda il dato preliminare dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) che, in particolare, ha reso noto come a luglio 2010 l’inflazione sia balzata all’1,7%, ovverosia sui massimi dal 2008. Come diretta conseguenza, in accordo con quanto dichiarato da Carlo Rienzi, Presidente del Codacons, le famiglie italiane di questo passo rischiano un ulteriore peggioramento della loro condizione economica.



Quest’anno, solo per quel che riguarda le tariffe di acqua, gas e rifiuti, le famiglie dovranno sborsare in media a parità di consumi ben 150 euro circa in più all’anno. A rilevarlo è la Federconsumatori che con una nota ha provveduto ad aggiornare le ricadute negative dei rincari sulle tasche delle famiglie tenendo conto degli ulteriori effetti nefasti generati dalla manovra economica del Governo. Ma la stangata complessiva sfiora i 900 euro annui, ovverosia quasi una mensilità di stipendio percepito da milioni di lavoratori spesso con contratti “ballerini”, ovverosia precari.
I rincari dei primi sei mesi di quest’anno andranno ad erodere su base annua quasi una mensilità di stipendio. La Federconsumatori, infatti, ha reso noto una aggiornamento sulla stangata 2010 a carico delle famiglie, innalzandola a ben 886 euro annui. I pedaggi, i cui aumenti sono scattati ieri, sono solamente gli ultimi di una lunga serie visto che i rincari spaziano dall’Rc auto alle tariffe aeroportuali e passando per i servizi bancari, le tariffe di acqua, gas e rifiuti, i treni, i carburanti ed altri balzelli come, ad esempio, le spese che bisogna sostenere per poter fare ricorso contro le multe.
A partire da oggi, lunedì 21 giugno 2010, e fino a sabato 26, torna nel Comune di Imola “Operazione 4settimana“, un’iniziativa finalizzata a garantire ai consumatori acquisti a prezzi scontati con l’obiettivo, di conseguenza, di combattere il carovita. A tal fine è stato predisposto il “Paniere delle Idee” con promozioni ed offerte a cura di ben ottanta esercizi commerciali che hanno dato la loro adesione all’”Operazione 4settimana” che rientra nell’ambito di un protocollo d’intesa sui prezzi che è stato stipulato nel 2008 tra i Consumatori, i Sindacati, il Comune di Imola, la Prefettura e la Camera di Commercio di Bologna.
Le stime preliminari dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) sull’inflazione indicano per lo scorso mese di aprile un carovita all’1,5% su base annua che appare insostenibile se si considera che i redditi delle famiglie se non sono in discesa nel migliore dei casi sono stabili. La conseguenza di tutto ciò è la perdita ulteriore di potere d’acquisto per i salari e gli stipendi, ma anche la consapevolezza, da parte delle famiglie, che per poter andare avanti occorre letteralmente ingegnarsi e trovare delle soluzioni tali che a fine mese i conti possano quadrare quantomeno in pareggio senza doversi indebitare.
L’inflazione ad aprile in Italia si è attestata all’1,5%; a renderlo noto è stato l’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, a conferma di come i prezzi stiano salendo nonostante i consumi siano stagnanti e i bilanci delle famiglie siano stati messi a dura prova dalla crisi finanziaria ed economica. Secondo la Federconsumatori tutto ciò è frutto di una dinamica che sfida le leggi di mercato e che, di conseguenza, aumenta i sospetti, più che fondati, che i prezzi dei beni e dei servizi praticati ai consumatori aumentino per effetto di mere speculazioni.
Lo scorso anno in concomitanza con la Pasqua un rosario di plastica poteva essere acquistato dai fedeli, in visita o in pellegrinaggio verso santuari e/o mete religiose, anche a soli 0,30 euro, mentre quest’anno non si trovava a meno di 0,50 euro ciascuno. A rilevarlo è stato il Codacons che nei giorni scorsi ha mandato gli ispettori nei luoghi sacri per rilevare i prezzi degli oggetti di culto; ebbene, l’Associazione dei Consumatori ha rilevato
La rilevazione preliminare di marzo sull’inflazione dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), che ha comunicato un indice dei prezzi al consumo in ascesa all’1,4%, ha riacceso i timori riguardanti una crescita economica molto bassa per l’Italia ed accompagnata da aumenti dei prezzi al consumo che, vista la domanda stagnante, appaiano frutto solo di manovre ed atteggiamenti puramente speculativi.
Quanto costerà quest’anno in media il pranzo di Pasqua al ristorante? E quello preparato a casa? Ebbene, in vista della Pasqua 2010 anche quest’anno l’Osservatorio Nazionale della Federconsumatori ha calcolato il costo medio a persona per il pranzo di Pasqua prendendo a riferimento una “famiglia tipo” composta da due figli, i genitori e due nonni. Il costo medio calcolato per il pranzo a casa è pari a 24,64 euro a persona, ovverosia 147,84 euro con un incremento pari a ben il 6% rispetto alla Pasqua 2009; quest’anno, quindi, i rincari del pranzo di Pasqua 2010 superano di ben
Domani, venerdì 19 marzo 2010, è la Festa del Papà, e per l’occasione gli italiani, nonostante tutto, non rinunceranno ai festeggiamenti ed ai regali.
L’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, ha confermato in data odierna, martedì 16 marzo 2010, la stima preliminare sui prezzi al consumo dello scorso mese; a febbraio 2010, infatti, i prezzi al consumo sono aumentati in media in Italia dell’1,2%, registrando così un calo rispetto al +1,3% registrato nel primo mese dell’anno. Ma
In data odierna l’Istat ha comunicato la rilevazione preliminare di febbraio 2010 per quel che riguarda i prezzi al consumo; ebbene, per il mese scorso l’indice del carovita segna un +1,2%, ma quando si prende il carrello della spesa l’indice dei prezzi al consumo segna una rilevazione doppia e, quindi, pari a +2,4%. A stimarlo è il Codacons visto che
Nel nostro Paese c’è metà delle famiglie che, per effetto di un lavoro regolare, e dei relativi aumenti contrattuali, ha leggermente recuperato potere d’acquisto in base all’andamento dell’inflazione degli ultimi mesi; ma c’è anche un altro 50% di famiglie italiane che il potere d’acquisto, invece, l’ha perso sia per effetto della cassa integrazione, sia a causa della perdita del posto di lavoro. A mettere in evidenza questa situazione è il Segretario Generale Adiconsum, Paolo Landi, sottolineando come l’inflazione rimanga nel segno della recessione, e come sia necessario, tra l’altro,
Pane +1745,4%, carote +1050,0% e pasta +490,3%. Sono questi i primi tre posti della top ten 2009 dei rincari dei generi alimentari nel passaggio dal campo alla tavola; ad annunciarlo è la Coldiretti in base ad una elaborazione che vede al quarto posto l’uva da tavola con un rincaro dei prezzi dall’origine al consumo del 421,7%. A seguire ci sono il radicchio, i limoni, le clementine, i finocchi, le arance ed i mandarini con un rincaro pari a “solo” il 350%! Lungo la filiera dell’agroalimentare le parti più svantaggiate sono da un lato, ovviamente, i consumatori, e dall’altro i produttori agricoli che hanno visto, invece, 
Loading ...