In Italia ci sono parecchi milioni di pensionati che prendono meno del classico milione di lire al mese, ovverosia poco più di 500 euro che oramai non bastano neanche per “sbarcare” le prime due settimane del mese. D’altronde, in questi ultimi due anni in Italia, e non solo, per effetto della crisi finanziaria ed economica i poveri sono diventati più poveri, e tra questi la batosta più pesante l’hanno subita proprio i pensionati, i quali molto spesso vivono da soli e con la pensione non riescono neanche a far fronte alle spese obbligate. Come tutelare, quindi, in Italia una delle fasce più deboli della popolazione?
Nel nostro Paese, per quanto riguarda la produzione di grano duro, ad andare a picco non sono stati solamente i prezzi all’origine, con crolli dell’ordine del 35-40%, ma anche la produzione con una contrazione del 40% a causa dell’inasprimento dei costi contributivi, di quelli per la produzione e quelli per gli oneri legati alla burocrazia. A metterlo in evidenza è la CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, che al riguardo ha lanciato un vero e proprio allarme rosso visto che si rischia sempre di più l’invasione di grano duro proveniente dall’estero con potenziali e spesso reali rischi di natura sanitaria ma anche di qualità del prodotto stesso importato.
Per il periodo da gennaio a giugno del 2010 in Lombardia il prezzo minimo per il latte prodotto dagli allevatori sarà pari a 0,33156 euro al litro; a darne notizia è la Coldiretti dopo che in merito è stata raggiunta un’intesa con la Assolatte, l’Associazione Italiana Lattiero Casearia che porta avanti e tutela gli interessi dell’industria del latte. A seguito di tale accordo, tra l’altro, le parti hanno altresì condiviso la necessità non solo di valorizzare il latte italiano, ma anche di aprire un tavolo permanente con l’obiettivo di mettere a punto soluzioni per migliorare la filiera.
Nel commentare i dati preliminari rilasciati nei giorni scorsi dall’Istituto Nazionale di Statistica sull’inflazione dello scorso mese di dicembre, la CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, ha messo in evidenza come un grosso contributo all’andamento molto basso del carovita lo scorso anno lo abbiano dato i ribassi dei prezzi dei prodotti agricoli all’origine. Questo, infatti, ha permesso di bloccare la corsa dei prezzi al dettaglio anche se per la Confederazione i prezzi praticati ai consumatori su alcuni prodotti rimangono ancora troppo cari.
Per le stelle di Natale quest’anno i prezzi sono saliti alle “stelle”. A rilevarlo è il Codacons che, in particolare, denuncia come nel passaggio dal produttore al venditore le bellissime e tradizionali piantine rosse del Natale registrino dei ricarichi fino al 400%! Di conseguenza, l’Associazione raccomanda ai consumatori di acquistare l’alberello o la stella di Natale direttamente dai vivaisti; il Codacons ha infatti monitorato i prezzi in città come Milano, Roma e Napoli, riscontrando delle brutte sorprese.
Buone notizie nella Finanziaria 2010 per gli agricoltori, ma solo in parte. Secondo quanto rende noto infatti la CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, a seguito degli emendamenti presentati alla Camera sono stati fatti dei passi in avanti riguardo al Fondo per le calamità naturali, uno strumento di vitale importanza per l’attività delle imprese agricole, ma ci sono ancora dei nodi da sciogliere riguardo all’imposta sul valore aggiunto (Iva) sui carburanti, ed in merito all’azzeramento dell’accisa sul gasolio ed ai contributi previdenziali.
L’annata olivicola nel nostro Paese sarà anche quest’anno all’insegna di una eccellente qualità, ma le stime parlano di un calo della produzione del 15% unitamente alla caduta dei prezzi all’origine, all’incremento dei costi di produzione, ed alla concorrenza di nazioni come la Grecia, la Spagna e la Tunisia.
Quest’anno la produzione nazionale di vino “novello” sarà pari a nove milioni di bottiglie, confermandosi ancora una volta in calo e ben distante dal record di diciotto milioni di bottiglie dell’annata 2002. A fornire il dato, in accordo con delle stime preliminari, è la CIA, Confederazione Italiana Agricoltori.
C’è un modo alternativo e “salutare” per fare la spesa e risparmiare oltre il 30% rispetto ai canali di vendita tradizionali. Basta recarsi in campagna, nelle fattorie, acquistando prodotti genuini e del territorio, senza che questi abbiano percorso migliaia di chilometri, e risparmiando grazie al fatto che si “saltano” le intermediazioni.
Lo scorso anno in Italia gli acquisti di frutta “bio” sono cresciuti del 5%. A farlo presente è la CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, in concomitanza con il Salone Internazionale del Naturale (SANA) di Bologna, dove la Confederazione è stata presente con un proprio stand insieme ad Anabio-CIA, l’Associazione per l’agricoltura biologica.
Nei giorni scorsi i Carabinieri hanno provveduto nel nostro Paese a sequestrare ingenti partite di generi alimentari che, pur presentandosi in cattivo stato di conservazione, erano pronti per essere messi in commercio dai “criminali alimentari”. L’operazione, accolta con un plauso dalla CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, conferma come contro i “killer” ed i sofisticatori alimentari occorra la massima fermezza e tolleranza zero.
Nel nostro Paese gli acquisti di generi alimentari da parte delle famiglie sono stagnanti, con un incremento di appena lo 0,3% nei primi sei mesi di quest’anno. Il dato, in particolare, emerge da un’elaborazione effettuata dalla CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, sugli ultimi dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) e dall’ISMEA.