A partire dal mese prossimo, e precisamente dal 15 giugno 2010, scatta una piccola rivoluzione in Italia in materia di smaltimento dei rifiuti elettronici; trattasi di una novità che interessa in prima persona i cittadini che devono, ad esempio, acquistare un frigorifero a fronte della consegna di quello vecchio, inquinante e malfunzionante. A partire dalla data sopra indicata, infatti, saranno direttamente i negozianti a dover ritirare la vecchia lavatrice o il vecchio frigorifero gratis, quindi senza alcun aggravio di oneri e/o costi a carico del consumatore.
Buone notizie in Sicilia per le imprese che operano nel settore del commercio; dopo una fase di stallo che è durata ben sette mesi, infatti, sono state finalmente sbloccate le risorse del Fondo regionale per il commercio che, pari a due milioni di euro, permetteranno la realizzazione di ben 270 operazioni da parte delle piccole e medie imprese del terziario operanti sul territorio della Sicilia. In particolare, le risorse del Fondo possono ora essere utilizzate per gli arredi dei negozi, per il loro ammodernamento, ma anche per la nascita di nuovi punti vendita, il consolidamento di debiti con il canale bancario, e la formazione di scorte di magazzino.
Gli studi di settore e l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, sono ingiusti. Anche per questo nel weekend gli agenti di commercio hanno avviato una mobilitazione che, partita da Torino, mira a porre l’attenzione su una categoria di lavoratori che, a fronte di tutele sociali minime, diciamo pure inesistenti, sono oppressi da una tassazione che arriva al 60% e da una normativa fiscale a loro carico che non è rispondente alla loro realtà lavorativa.
Nel nostro Paese ci sono lavoratori a reddito fisso che, stando ai dati ufficiali sulle dichiarazioni dei redditi, guadagnano tanto quanto operatori del commercio e liberi professionisti che non t’aspetti. E’ il caso, ad esempio, in base agli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Economia, dei notai e dei gioiellieri che dichiarano al fisco tanto quanto prende l’operaio di una catena di montaggio. A mettere in risalto questa situazione, che appare oggettivamente anomala, è la Federconsumatori, la quale si oppone fermamente ad ogni ipotesi relativa ad uno stop nell’applicazione degli studi di settore.
I prezzi salgono ininterrottamente dal 2002 ad oggi. A ricordarlo è il Codacons in data odierna in concomitanza con il rilascio del Rapporto della Confcommercio sui consumi delle famiglie italiane, che nello scorso mese di dicembre sono saliti. L’Associazione, nel mostrare compiacimento sul fatto che stiamo uscendo dalla crisi, anche se a ritmo lento, ha apertamente chiesto ai commercianti di spezzare la trafila di rincari che dura da anni iniziando ad abbassare i prezzi, e di stare sul mercato senza opporsi a proposte come quelle relative ai saldi liberi o alla diffusione del modello della vendita diretta portato avanti dagli agricoltori.
Luce verde nel corrente mese di gennaio per l’indice di fiducia dei commercianti italiani. Il dato, rilevato mensilmente dall’Isae, l’Istituto di Studi ed Analisi Economica, ha infatti registrato un balzo che, al netto della componente stagionale, è stato di oltre 14 punti, passando da 96,9 a 111,3, ovverosia su valori massimi che non si vedevano dal marzo del 2008. Il dato disaggregato, inoltre, mette in evidenza una forte crescita della fiducia dei commercianti nella distribuzione moderna, ovverosia la grande distribuzione organizzata, dove si è passati da un valore di 84,8 a 105,2, mentre per la distribuzione tradizionale l’incremento è stato pari a poco più di dieci punti, da 109,1 a 119,3.
A Nuoro la Confcommercio chiede in materia fiscale l’azzeramento dell’Ici, della Tarsu e della Tosap, la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, al fine di rilanciare il commercio dei piccoli negozi sul territorio, ma anche per evitare che questo venga letteralmente abbandonato dalla piccola impresa del commercio. In particolare, l’Ascom di Nuoro ha proposto in via generale l’adozione di questa misura a tutti i Sindaci d’Italia che sono a capo di Amministrazioni locali dove sul territorio le imprese del commercio sono in via di estinzione.
Contrariamente ad ogni previsione pessimistica, i saldi invernali 2010 nel nostro Paese stanno facendo registrare un apprezzabile andamento con un incremento delle vendite che, in base ad un primo consuntivo, risulta essere del 10% rispetto allo scorso anno. A rilevarlo è la Fismo-Confesercenti, sottolineando da un lato l’importanza di questi dati, e dall’altro la necessità di ripensare alla data di inizio dei saldi invernali in futuro magari spostandola di qualche giorno rispetto alle feste a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno.
In base ai rilievi effettuati dalle Associazioni dei Commercianti, le vendite relative ai saldi invernali 2010, partiti in molte regioni già dal 2 gennaio scorso, stanno facendo registrare un vero e proprio “tutto esaurito”, al punto che le scorte degli operatori sono a secco o comunque in procinto di essere “prosciugate” a seguito dello shopping dei consumatori. Ma secondo il Codacons gli acquisti non sono in rialzo, ma in calo del 10% a causa del fatto che i commercianti, prudenti e lungimiranti, hanno ridotto quest’anno a causa della crisi le forniture in modo tale da evitare di ritrovarsi in magazzino grosse partite di merce invenduta.
Quando si comprano, ad esempio, capi di abbigliamento a prezzi scontati durante i saldi, occorre fare molta attenzione sia a ciò che si acquista, sia al prezzo pagato, altrimenti nel caso in cui il consumatore si pente dell’acquisto effettuato potrebbe non esserci rimedio. A ricordarlo è Altroconsumo nel sottolineare, infatti, come il cambio del capo di abbigliamento acquistato sia a totale discrezione del commerciante che, quindi, può anche rifiutarsi di riprendersi la merce.
Al fine di valutare in maniera autonoma e libera gli acquisti durante i saldi invernali 2010, è preferibile servirsi del proprio negozio di fiducia, in quanto è più facile rilevare sia la qualità, sia il prezzo proposto dal negoziante. E’ questo uno dei consigli forniti dall’Adoc in concomitanza con l’avvio dei saldi invernali 2010, caratterizzati, secondo quanto mette in evidenza l’Associazione, da un buon successo. Basti pensare che in città come Roma e Milano nel primo giorno di saldi, ovverosia il 2 gennaio scorso, si sono registrate lunghe fine davanti ai negozi come non si vedeva da dieci anni.
Quello di oggi è il terzo giorno di saldi invernali 2010 a Milano, ma per certi versi i saldi in termini di afflusso della clientela devono ancora iniziare visto che ci sono ancora molti milanesi che si stanno godendo il lunghissimo ponte delle festività con la conseguenza che spesso si trovano fuori città, da parenti o amici, ed in molti casi in montagna. Aspettando quindi il ritorno dei vacanzieri, quanto spenderanno in media a Milano i consumatori durante il periodo dei saldi invernali 2010?
Nel terzo trimestre dello scorso anno erano attive in Italia ben 5,3 milioni di imprese, con oltre una su quattro, e precisamente il 26,8% sul totale, operante nel settore del commercio; a rilevarlo è la Camera di Commercio di Milano in accordo con una elaborazione effettuata prendendo a riferimento i dati del registro delle imprese aggiornati al terzo trimestre del 2009. Dopo il commercio, con una percentuale del 16,5% sul totale, le imprese più diffuse sono quelle agricole, con a ruota i comparti delle costruzioni, del manifatturiero e quelle attive nei settori della ristorazione e dell’ospitalità.
A quanto pare, contrariamente alle previsioni delle Associazioni dei Consumatori, i saldi invernali 2010 stanno probabilmente andando meglio del previsto. Nella giornata di ieri, primo giorno di saldi, infatti, in città come Roma e Milano sono state registrate non solo file davanti ai negozi prima dell’apertura, ma anche code chilometriche nelle strade in direzione delle vie e dei centri per lo shopping. E’ ancora presto per cantare vittoria, ma chiaramente la presenza di auto incolonnate per i saldi fanno ben sperare su una ripresa più robusta dei consumi nel nostro Paese.