E’ in calo l’affluenza per le Elezioni Regionali 2010 e per quelle Amministrative. Questo è quanto si legge in base ai dati provvisori forniti dal sito del Ministero dell’Interno nella serata di domenica 28 marzo 2010, ovverosia nel primo giorno di voto; i seggi resteranno aperti anche domani, lunedì 29 marzo 2010, dalle ore 7 alle ore 15. In particolare, la percentuale di votanti alle Regionali è attualmente al 34,90%, in netto calo rispetto al 41,96% della precedente elezione.
Arriva il blocco del traffico, anche se parziale, nella Capitale. Il Comune di Roma, infatti, ha reso noto che nella giornata di domani, giovedì 18 marzo 2010, all’interno della fascia verde della città non potranno circolare, a partire dalle ore 7,30, e fino alle ore 20,30, tutti i veicoli che sono più inquinanti. Nel dettaglio, per quanto riguarda i ciclomotori ed i motoveicoli, compresi quelli commerciali, scatta lo stop per quelli “euro 0″ a due tempi, le minicar diesel di classe “euro 1″, quelle diesel di classe “euro 0″ e quelle alimentate a benzina sempre di classe “euro 0″.
In data odierna, domenica 28 febbraio 2010, in molti comuni della Pianura Padana è in corso il blocco del traffico con l’eccezione dei veicoli privati alimentati a metano, gpl, idrogeno o elettricità. Nelle scorse settimane città come Torino e Milano, dove oggi c’è il blocco, hanno provveduto con un’ordinanza a “stoppare” la circolazione delle auto al fine sia di incentivare la mobilità sostenibile, sia di permettere una discesa dei livelli di concentrazione delle polveri sottili che molto spesso hanno superato i livelli di guardia. Ma senza l’adozione di misure strutturali l’emergenza smog non si potrà risolvere.
Milano, in linea con le attese, aderisce al blocco del traffico di domenica prossima, 28 febbraio 2010. La proposta, lo ricordiamo, è partita proprio dal Sindaco del capoluogo lombardo, Letizia Moratti, e da parte del Sindaco di Torino, Chiamparino; anche sotto la mole domenica prossima c’è il blocco della circolazione dei veicoli privati, dalle ore 10 alle ore 18, con l’eccezione dei mezzi alimentati a metano, idrogeno, elettricità e gpl. Allo stato attuale, sulla base dell’elenco provvisorio fornito dall’ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, sono oltre trenta i Comuni della Lombardia che hanno aderito al blocco del traffico di domenica prossima.
Nel Comune di Torino è già stata emanata l’ordinanza, la numero 662, relativa al blocco del traffico previsto per domenica prossima, 28 febbraio 2010, dalle ore 10 alle ore 18. L’interdizione riguarda tutti i veicoli, indipendentemente dalla loro motorizzazione, e con l’esclusione di quelli “verdi”, ovverosia alimentati a metano, elettricità, idrogeno o gpl. L’iniziativa rientra nell’ambito di una proposta che il Sindaco Chiamparino, congiuntamente con il Sindaco di Milano Moratti, ha promosso e che vedrà la partecipazione al blocco del traffico di numerosi Comuni dell’area Padana.
E’ fissato per domenica prossima, 28 febbraio 2010, il blocco del traffico nelle città di Milano, Torino ed altri ottanta Comuni circa dell’area della Pianura Padana. Questo dopo che le Amministrazioni hanno votato all’unanimità una proposta formulata dal Presidente Anci e Sindaco di Torino Chiamparino, e dal Sindaco di Milano Moratti. Ma se una domenica senza traffico contribuisce ad abbassare i livelli di smog, e ad incentivare l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità sostenibile, gli operatori del commercio non sembrano tanto entusiasti.
Domenica 28 febbraio 2010 in molti Comuni della Pianura Padana scatterà il blocco della circolazione dei mezzi privati al fine di combattere lo smog. Le Amministrazioni comunali hanno infatti aderito in massa alla proposta formulata dai Sindaci di Milano e di Torino, con la conseguenza che, tra l’altro, si inneschi una vera e propria reazione a catena virtuosa che potrà coinvolgere, sempre per la data di domenica 28 febbraio 2010, anche altre città non appartenenti all’area Padana. Il Sindaco di Torino Chiamparino, e quello di Milano Moratti hanno definito quello raggiunto come un “accordo storico per la salute dei cittadini“.
In materia di tassa sui rifiuti è grande caos in Sicilia, ed in particolare a Catania. A darne notizia è la Confcommercio in scia al fatto che ci sono Comuni che adottano la Tarsu, che comporta la ripartizione dei costi al 40% per le Amministrazioni comunali, ed al 60% a carico dei cittadini, i quali così possono pagare una tassa più bassa; mentre ci sono altri Comuni siciliani che mantengono la TIA, la Tariffa di Igiene Ambientale, i cui costi, invece, vengono totalmente scaricati ai cittadini.
Nel Comune di Ravenna il servizio di trasporto pubblico, dal prossimo 14 gennaio, si potrà pagare con carta di credito prepagata; Poste Italiane, Mastercard e ATM Ravenna, infatti, hanno unito le forze annunciando il lancio di Postepay&Go, la prepagata che, oltre alle funzioni classiche di una carta di credito, permette di pagare il ticket dell’autobus.
Nonostante le notizie allarmistiche, che di certo generano tensione e preoccupazione tra i cittadini, oltre sei italiani su dieci, per la precisione il 61,4%, non hanno paura dell’influenza A. Il dato emerge, in accordo con quanto rende noto il Censis, da un’indagine effettuata periodicamente nel corso degli ultimi mesi dal Monitor Biomedico.
Matteo Renzi, Sindaco del Comune di Firenze, ha reso noto che a partire dal prossimo anno in città scompariranno i parcometri. E’ una buona notizia, ma non è tutto oro quello che luccica in virtù del fatto che i posti liberi per parcheggiare, dagli attuali 20 mila scenderanno a 15 mila.
Nel nostro Paese ci sono una quarantina di Province, una dozzina abbondante di Regioni ed oltre settecento comuni che si portano a bilancio contratti derivati stipulati con le banche che sono potenzialmente “tossici”. Il quadro, in particolare, emerge da un Rapporto della Corte dei conti a conferma di come anche le Amministrazioni locali e regionali nel nostro Paese siano cadute nella trappola della finanza creativa.
A Genova per i vigili urbani è stato istituito una sorta di non meglio specificato premio di produzione che, come riportato da “Il Secolo XIX”, ha tutta l’aria di essere “agganciato” al numero di multe elevate. Insomma, più multe, più guadagni, altrimenti niente incentivi sullo stipendio.