In Italia i venditori ambulanti sono scelti da milioni di italiani, e rappresentano per molte famiglie, specie in difficoltà economiche, un vero e proprio canale privilegiato per gli acquisti in virtù del buon rapporto tra la qualità ed il prezzo. In merito si è espresso il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, il quale, aprendo in data odierna i lavori dell’Assemblea elettiva dell’Anva, l’Associazione degli ambulanti, ha posto altresì l’accento sul fatto che è necessaria maggiore sensibilità ed una maggiore attenzione nel contrasto al lavoro nero ed all’abusivismo che penalizza i lavoratori del comparto e non fornisce adeguate tutele ai consumatori.
Nel 2009 la crescita economica in Italia è stata negativa; a “certificarlo” è stato l’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica, il quale ha reso noto che lo scorso anno la caduta del prodotto interno lordo è stata pari al 4,9%. Il dato di certo non sorprende visto che era ampiamente atteso dagli economisti e dal Governo, ed in linea tra l’altro con l’andazzo dei primi tre trimestri dello scorso anno. Anche nell’ultimo trimestre dello scorso anno, inoltre, c’è stata l’ennesima diminuzione congiunturale del prodotto interno lordo pari allo 0,2%, mentre su base tendenziale, ovverosia rispetto al mese di dicembre del 2008, la discesa è stata del 2,8%.
Qual è lo stato di salute nel nostro Paese per le piccole e le micro imprese del commercio, e quali sono le prospettive per l’anno in corso dopo che nel 2009 sono state alcune decine di migliaia i negozi che in tutta Italia hanno chiuso i battenti? Ebbene, in merito si è espressa la Confesercenti, la quale prevede che di questo passo si rischiano anche quest’anno nuove chiusure in virtù del fatto che per i piccoli negozi il quadro complessivo rimane preoccupante a causa del calo delle vendite.
Nella giornata di ieri l’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, ha reso noto che nell’arco di un anno nel nostro Paese il potere d’acquisto delle famiglie ha fatto registrare un calo dell’1,6%. Ebbene, a commentare questo dato è stata anche la Confesercenti, sottolineando come proprio da tale dato rilasciato dall’Istat emergano i numeri relativi alla crisi delle PMI. L’Associazione degli esercenti, infatti, ha posto l’accento sul fatto che il calo del potere d’acquisto non ha interessato solamente le famiglie consumatrici, ma anche le piccole e medie imprese familiari, ovverosia le famiglie produttrici composte da liberi professionisti, società semplici e ditte individuali.
Manca oramai pochissimo per l’avvio dei saldi invernali a Roma, la cui partenza è fissata per sabato prossimo, 2 gennaio 2010; al riguardo, Davide Bordoni, Assessore al commercio della Capitale, ha dichiarato in vista della partenza delle vendite scontate che, al fine di garantire il rispetto delle regole, e contrastare l’abusivismo, saranno rafforzati ed intensificati i controlli. L’Amministrazione capitolina, inoltre, raccomanda ai consumatori di conservare sempre lo scontrino di acquisto, e di controllare i cartellini dei prodotti, dove deve esserci indicato il prezzo di partenza, quello scontato e la percentuale di sconto applicato.
Contrariamente alle previsioni cupe rilasciate in questi ultimi giorni dalle Associazioni dei Consumatori, i saldi invernali 2010, pronti a partire subito dopo il Capodanno, rappresenteranno una grande opportunità in Italia per ben sei consumatori su dieci. Ad affermarlo è la Confesercenti, la quale, tra l’altro, ha messo in evidenza come non solo la liberalizzazione dei saldi non gioverebbe a nessuno, ma si metterebbe la parola fine alle classiche vendite di fine stagione a prezzi scontati.
Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Anche quest’anno in Italia la tradizione sarà rispettata, visto che oltre nove italiani su dieci trascorreranno la Vigilia di Natale a casa con i propri familiari e/o con parenti ed amici. In ogni caso, secondo una rilevazione a cura di Confesercenti-Swg, il Natale a casa non sarà per tutti visto che c’è un 2% di popolazione che lo trascorrerà in vacanza, e addirittura un altro 2% che è impegnato con il lavoro.
I contenuti della Legge Finanziaria 2010 non prestano alcuna attenzione alle piccole e medie imprese. Ad affermarlo è stato Marco Venturi, Presidente della Confesercenti, durante il suo discorso conclusivo alla terza convention dell’Associazione di imprese. In particolare, gli esercenti attendono risposte in materia di investimenti, sicurezza, credito, fisco e modernizzazione del nostro Paese, specie se si considera che con la crisi 70 mila PMI hanno chiuso i battenti comportando la perdita di ben 220 mila posti di lavoro.
Lo Stato negli ultimi tre anni, a causa delle difficoltà riscontrate dalla piccole e medie imprese del terziario, ha perso in termini di gettito diretto la bellezza di un miliardo di euro; a rilevarlo è l’Ufficio economico della Confesercenti che, in particolare, ha effettuato la radiografia al settore del commercio, del turismo e dei servizi negli ultimi tre anni.
Il Natale si avvicina ed è alto il rischio che quest’anno le festività dal punto di vista dei consumi siano “fredde”, freddissime, visto che il 2009 è stato per i consumatori un anno difficile per la tenuta del bilancio familiare a causa della crisi economica.
L’inversione al rialzo del carovita nello scorso mese di ottobre, in accordo con le rilevazioni preliminari dell’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica, hanno destato qualche preoccupazione in virtù del fatto che nuovi rincari, specie sui beni di prima necessità, rischiano di incidere pesantemente sui bilanci delle famiglie già messi sotto pressione dopo tanti mesi difficili.
Mercoledì scorso la Coldiretti, durante la manifestazione dei Consumatori contro il carovita, ha svelato una “operazione verità” sulla formazione dal campo alla tavola dei prezzi dei prodotti agro-alimentari, denunciando, come avviene oramai da tempo, speculazioni di filiera visto che i pochi centesimi pagati al chilo ai produttori si trasformano in euro sulle tavole degli italiani.
Le ripercussioni negative che in Italia la crisi finanziaria ed economica ha comportato sui consumi e sulle capacità di spesa dei consumatori italiani ha messo già da parecchie settimane in allarme le società e le imprese operanti nel settore turistico, le quali per quest’estate in molti casi si sono dichiarate poco ottimiste sull’andamento degli affari.