Dall’1 marzo prossimo nel nostro Paese cade il “monopolio” di banche e Poste per quel che concerne i conti correnti; soggetti diversi possono infatti accedere al business attraverso quelli che sono stati definiti come i “conti di pagamento“. I nuovi soggetti, definiti come “Istituti di pagamento”, infatti, potranno proporre alla propria clientela degli strumenti che garantiranno sempre di più la “sparizione” del contante. Trattasi chiaramente di un business che fa gola alla grande distribuzione organizzata che potrà in questo modo attuare anche delle politiche ancor più forti per quel che riguarda la fidelizzazione.
Al fine di verificare l’eventuale esistenza di clausole sia inique, sia vessatorie, la Camera di Commercio di Milano ha reso noto che avvierà, avvalendosi di una Commissione tecnica di esperti, un monitoraggio sui contratti bancari. In accordo con quanto dichiarato dal consigliere dell’Ente camerale in rappresentanza dei consumatori, Lucia Moreschi, il monitoraggio della Camera di Commercio di Milano si focalizzerà in particolare sia sui contratti di conto corrente, sia sui servizi di incasso e di pagamento che nel complesso rappresentano un tema che, in questa difficile fase congiunturale, risulta essere particolarmente sentito.
Dal 2010 sono entrate in vigore nuove regole sulla trasparenza bancaria, e tra queste c’è quella relativa all’estratto conto semplice, che non è altro che un documento che arriva al termine dell’anno solare, e che indica in maniera chiara e confrontabile tutti costi sostenuti. Il documento relativo al riepilogo delle spese sostenute, in accordo con quanto tra l’altro mette in evidenza l’Associazione Altroconsumo, arriverà al correntista assieme al “classico” estratto conto di fine anno.
Il peggio è passato per i correntisti di Poste Italiane. Nei giorni scorsi, a causa di errati addebiti legati alle transazioni Postamat, i conti correnti di molti titolari dei prodotti BancoPosta sono andati erroneamente in profondo rosso, con la conseguenza che sono andati in blocco sia i prelievi, sia i pagamenti con Postamat.
L’Associazione Adoc riporta d’aver ricevuto parecchie segnalazioni da parte di correntisti di Poste Italiane impossibilitati non solo a fare pagamenti e prelievi, ma con il conto in rosso, spesso con una posizione a debito di rilievo, senza aver effettuato movimenti tali da giustificare tale saldo.
Se pensate di aver subito un torto dalla vostra banca, è possibile risparmiare tempo, e soprattutto denaro, attraverso una particolare soluzione extragiudiziale che permette di “scavalcare” le lungaggini della giustizia ordinaria e di trovare un via d’uscita ai contrasti con il proprio istituto di credito.
In Italia quasi la metà dei correntisti italiani, oltre ad accedere in banca nella maniera classica, ovverosia recandosi in filiale, ha attivato almeno uno dei canali alternativi allo sportello. A rilevarlo è l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, in accordo con un Rapporto da cui è emerso come il 46% dei correntisti abbia attivo almeno uno dei canali alternativi allo sportello fisico del proprio istituto di credito.
Nelle ultime settimane due tra i più grandi gruppi bancari italiani, Intesa Sanpaolo e Unicredit Group, hanno lanciato sul mercato due prodotti che fungono da vera e propria “alternativa” al conto corrente; trattasi nello specifico, di una carta di credito dotata di codice IBAN in grado di effettuare le più comuni operazioni bancarie senza essere titolari di un conto corrente.
Nei giorni scorsi la Commissione Europea ha bocciato senza riserve l’Italia in materia di costi dei conti correnti bancari, rilevando come in media, per i conti correnti “mediamente” movimentati, i costi si aggirino sui 250 euro, ma superano gli 800 euro annui a carico di quei clienti che ne fanno un utilizzo intensivo.
La Commissione Europea ha effettuato un’indagine sul Paesi europei riguardo ai costi dei conti correnti, rilevando, guarda caso, che l’Italia è il paese dove il conto corrente è più caro, sia per chi utilizza poco il conto, sia per chi effettua di frequente operazioni bancarie.
Presto in materia di servizi bancari i fogli informativi che gli istituti di credito rilasciano e fanno firmare ai correntisti saranno più leggibili, chiari e trasparenti. La Banca d’Italia, infatti, ha introdotto in merito delle nuove regole che le banche dovranno adottare; questo significa, ad esempio, che nei fogli informativi le clausole non potranno essere più scritte con caratteri minuscoli.