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Digitale terrestre, l’indagine: il 76% ha problemi di ricezione

Il 76% degli italiani intervistati lamenta problemi dopo lo switch off. Lo rivela una indagine dell’Adoc – Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori sul digitale terrestre. Alcuni canali spariscono, alcuni decoder sono ormai superati e sempre più cittadini devono mettere mano al portafogli per vedere la Tv. La Rai conferma i problemi ma li attribuisce alla cattiva manutenzione degli impianti di ricezione sul tetto delle case. Sarà così?
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Il CNID – Comitato Nazionale Italia Digitale- ha stabilito le nuove date per il passaggio al digitale terrestre. Il calendario, approvato in questi giorni, riguarderà le regioni che ricevono ancora in tecnologia analogica i programmi della televisione.
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Il digitale terrestre è entrato nelle nostre case ormai da qualche mese. Ma alcune regioni italiane si apprestano proprio in questo periodo ad effettuare il passaggio dal sistema analogico a quello digitale. Adiconsum ha realizzato nel mese di ottobre 2010 una guida con istruzioni per l’uso e molte informazioni utili per chi sta per effettuare lo switch-over. Vediamo i dettagli dell’iniziativa, cofinanziata da Tivù e Tivù Sat.
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Dal prossimo mese di ottobre, e fino al 15 dicembre, in molte Regioni del Nord Italia ci sarà lo “switch off“, ovverosia lo spegnimento totale del segnale analogico televisivo; questo significa che nel Piemonte orientale, in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia i canali nazionali e le reti locali saranno visibili solo sul digitale terrestre e solo se si è muniti di un decoder oppure se si è in possesso di un televisore di nuova generazione. Questo dopo che la transizione è già avvenuta in Regioni come la Sardegna, Piemonte Occidentale, Campania, Lazio ed Alto Adige.
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L’anno prossimo il canone Rai da pagare aumenta di 1,50 euro, passando da 107,50 a 109 euro. Non è di certo una buona notizia per i consumatori ed in particolare per gli utenti televisivi, molti dei quali negli ultimi mesi, oltre ad accollarsi le spese del decoder per il passaggio al digitale terrestre, hanno anche dovuto mettere mano al portafoglio per pagare l’antennista al fine di garantirsi una ricezione decente del nuovo segnale trasmissivo.
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Il canone Rai l’anno prossimo non costerà 107,5 euro, ma 109 euro; questo dopo che, Paolo Romani, vice ministro con delega alle Comunicazioni, in accordo con quanto riporta l’Aduc, ha firmato il relativo Decreto che “aggiorna” l’importo del canone ai livelli di inflazione. Trattasi di certo di una notizia che per gli utenti televisivi non è graditissima visto che molto spesso fioccano le critiche in merito alla qualità ed alla varietà del palinsesto offerto dalla televisione di Stato. Grazie a questo incremento di 1,5 euro, la Rai incasserà ben 24 milioni di euro in più.
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Molti italiani sia nella fase di “switch over“, sia in quella dello “switch off“, si sono trovati impreparati all’appuntamento con il passaggio della televisione dal vecchio segnale analogico a quello del digitale terrestre. Trattasi di un passaggio che a livello territoriale non è omogeneo, visto che si è partiti nei mesi scorsi con la Sardegna, prima Regione a passare al digitale, ma il processo si concluderà solo nel 2012. Insomma, la strada è lunga ma anche a seguito di quanto accaduto nel Lazio con lo “switch off” si può tranquillamente dire che, in tutti i sensi, i cittadini interessati allo “switch off” hanno in molti casi pagato a caro prezzo questa “rivoluzione”, visto che è stato spesso necessario non solo acquistare il decoder, ma anche sobbarcarsi le spese dell’antennista.
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A seguito delle difficoltà legate al passaggio al digitale terrestre, nel Lazio l’Amministrazione regionale ha chiesto l’esenzione dal pagamento del canone Rai; a portare avanti questa iniziativa, in particolare, sono Esterino Montino, vicepresidente della Regione Lazio, e Anna Salome Coppotelli, assessore regionale alla semplificazione amministrativa ed alla Tutela dei Consumatori. Esterino Montino e Anna Salome Coppotelli si sono rivolti al riguardo, inviando una lettera, sia a Giulio Tremonti, ministro dell’Economia e delle Finanze, sia a Paolo Romani, che ricopre la carica di viceministro allo Sviluppo economico – Dipartimento comunicazioni.
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Anche per l’Alto Adige è arrivato il momento di dire addio alla televisione vista con il vecchio segnale analogico; a partire da mercoledì scorso, 28 ottobre 2009, è infatti iniziata la transizione dall’analogico al digitale terrestre per Bolzano e per le aree limitrofe dove, di conseguenza, i canali delle reti televisive nazionali saranno visibili solo ed esclusivamente con il decoder esterno o quello integrato alla Tv.
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A Roma e nel Lazio, con esclusione della provincia di Viterbo, si avvicina a grandi passi l’appuntamento con lo spegnimento totale e definitivo del segnale analogico televisivo, ragion per cui tutti i canali nazionali saranno visibili nelle aree interessate solo attraverso la nuova tecnologia del digitale terrestre.
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In tutto il Piemonte da alcuni giorni la televisione analogica è andata in pensione per lasciare spazio al segnale del digitale terrestre; questo dopo che anche nell’area Ovest della Regione c’è stato il cosiddetto “swicth over“, con la conseguenza che i canali televisivi della Rai, di Mediaset e tutti gli altri sono visibili solamente se il televisore è di nuova generazione, con il decoder integrato, oppure se si è in possesso di un decoder esterno.
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Da qualche giorno i canali “Raisat” non sono più visibili sulla piattaforma satellitare di Sky. Non trattasi di un disservizio, o di uno spostamento di canali, ma dell’addio della RAI alla Tv di Rupert Murdoch in scia ad un mancato accordo economico sfociato, tra l’altro, nella nascita, sul digitale terrestre, di Tivusat.
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Da qualche giorno si è ufficialmente aperta la “battaglia” nel settore radiotelevisivo sulla piattaforma satellitare; la RAI, infatti, sembra essere con un piede fuori dall’operatore Sky dopo aver dato vita, assieme a Mediaset e Telecom Italia Media, a “TivuSat“, la nuova piattaforma satellitare la cui visione dei canali, per quanto sia gratuita, è soggetta all’acquisto di un decoder il cui costo è pari a poco meno di cento euro.
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Prosegue a grandi passi la transizione a livello televisivo dal segnale di trasmissione analogico a quello digitale; il segnale analogico delle reti televisive “Raidue” e “Retequattro”, infatti, è già stato spento in Sardegna, Lazio, nella parte occidentale del Piemonte, in Trentino ed in Valle d’Aosta, ma ad ottobre toccherà anche alla Campania.
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Da qualche settimana nella Regione Lazio c’è stato lo “swicth off” del segnale analogico dei canali “Raidue” e “Retequattro“, con la conseguenza che adesso i canali citati sono visibili solo ed esclusivamente con il segnale digitale terrestre.
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