Sono oltre venti le sentenze, a Messina, presso la Commissione Tributaria Provinciale, che danno ragione ai cittadini in materia di non applicazione dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) nelle fatture della TIA, la Tariffa di Igiene Ambientale. A darne notizia è la Confconsumatori nel sottolineare come in forza di tali sentenze le fatture emesse con l’Iva dovranno essere annullate e riemesse senza l’applicazione dell’imposta. Trattasi di sentenze favorevoli ai Consumatori che sono in linea con la sentenza della Corte Costituzionale dei mesi scorsi che ha sancito la non applicabilità dell’Iva sulla bollette dei rifiuti in quanto trattasi di una tassa e non di una tariffa.
A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, i cittadini italiani hanno il diritto ad ottenere ed il dovere di chiedere prontamente il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) indebitamente pagata sulla tassa sui rifiuti, ovverosia la cosiddetta “TIA”, tariffa di igiene ambientale.
L’imposta sul valore aggiunto (IVA) pagata dai cittadini per la tassa sui rifiuti può essere recuperata. Ad affermarlo è il Codacons che sul proprio sito Internet, www.codacons.it, ha provveduto a pubblicare le istruzioni necessarie per permettere ai cittadini/consumatori di vedersi restituiti i soldi pagati per l’IVA sulla Tarsu non dovute, visto che quella sui rifiuti, in linea con l’orientamento dell’UE, è una tassa e non una tariffa.
L’8 ottobre scorso, con una sentenza, la numero 335, la Corte Costituzionale ha ritenuto illegittimo il pagamento del canone di depurazione delle bollette dell’acqua per tutti quei comuni dove il depuratore è assente oppure è inattivo. A ricordarlo è l’Associazione ADUC che, purtroppo, fa presente che sono a rischio i rimborsi a vantaggio dei cittadini in base al fatto che la Commissione Ambiente del Senato sta mettendo una pezza ad una sentenza che rischia di far saltare i bilanci delle Amministrazioni locali.
Negli ultimi cinque anni tantissimi cittadini hanno pagato le tasse sull’acqua con bollette dove è stato addebitato un canone di depurazione ‘fantasma’; questo perchè in molte località non è presente il depuratore dell’acqua, oppure c’è ma non è mai entrato in funzione. Di conseguenza, secondo quanto denuncia il Codacons, il prelievo a carico degli utenti è stato non solo illegittimo, ma anche illecito.
La cosiddetta ‘tassa sul lusso’ applicata nella Regione Sardegna per le seconde case dovrà essere rimborsata ai contribuenti. A stabilirlo è stata una sentenza della Corte Costituzionale, che di fatto bolla come illegittima una tassa locale che al momento dell’applicazione aveva innescato polemiche.
L’omessa indicazione del responsabile del procedimento costituisce nullità della cartella esattoriale, e questo permetterebbe di proporre opposizione in tutte quelle fattispecie giuridiche ancora non esaurite, come ad esempio quando è ancora in atto una procedura espropriativa.
L’Unione Nazionale Consumatori sta valutando la possibilità di ricorrere alla class action (contenuta nell’ultima legge Finanziaria) per far annullare centinaia di migliaia di multe e restituire la dignità di cittadini a numerosissimi consumatori tartassati da ricorrenti ondate di “multe pazze”.