L’attuale Governo in carica è intenzionato a cancellare nella sostanza una delle norme contenute nei Decreti Bersani; al tempo, infatti, furono abolite le tariffe minime dei professionisti, ma ora, in accordo con l’orientamento espresso dal Ministro Alfano, queste potrebbero tornare. Quando si parla di professionisti e di tariffe stiamo parlando di avvocati, architetti e dottori commercialisti, a carico dei quali secondo il Ministro l’abolizione delle tariffe minime ha creato un danno.
Grazie al Decreto Bersani, un familiare convivente che stipula ex novo un contratto Rc auto può evitare di pagare un premio, di norma molto salato, in corrispondenza della classe di merito massima, visto che la Legge permette di stipulare il contratto per l’assicurazione della macchina acquisendo quella maturata da un altro familiare convivente. A ricordarlo è il Portale specializzato Assicurazione.it che in merito ha condotto un’indagine interpellando un campione di cinquecento automobilisti alle prese con la stipula contrattuale ex novo, oppure con il rinnovo di una assicurazione per la macchina.
Nel nostro Paese in materia di assicurazioni sono tornati i contratti pluriennali. A metterlo in evidenza nei giorni scorsi era stato il CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti, che ora “rilancia” annunciando che sta predisponendo una lista virtuosa di compagnie di assicurazioni che, per quel che riguarda il ramo danni, offrono solo ed esclusivamente contratti aventi una durata annuale. I contratti pluriennali, lo ricordiamo, possono rappresentare alla lunga una soluzione sconveniente, e non più col tempo confacente a propri bisogni assicurativi, nonostante lo sconto applicato dalla compagnia rispetto alla classica polizza con scadenza annuale.
Sul mercato assicurativo sono tornati prepotentemente in Italia i contratti pluriennali, ovverosia quelli che da un lato offrono uno sconto sul premio annuale rispetto ai contratti aventi una durata pari a dodici mesi, ma dall’altro vincolano l’assicurato a pagare il premio per almeno cinque anni senza possibilità di avvalersi del diritto di recesso dalle garanzie offerte dalla polizza. In passato, con la Legge Bersani, è stato possibile recedere dai contratti pluriennali con un preavviso di sessanta giorni rispetto alla scadenza anno dopo anno.
Nonostante gli sforzi del passato con i Decreti Bersani, l’Italia vanta tutta una serie di record negativi in materia di servizi di mercato che spaziano dalle banche all’energia e passando per le telecomunicazioni. Si è già perso in merito troppo tempo, ed a farne le spese sono stati i consumatori che continuano a pagare prezzi salati per molti servizi a causa di distorsioni della concorrenza e di accordi più o meno taciti.
L’Italia è terra di conquista, ai danni dei consumatori, per le compagnie petrolifere, le società del gas e di energia elettrica, quelle delle assicurazioni e dei servizi bancari. Da oltre un anno, infatti, ci sono stati in questi settori dell’economia, secondo quanto sostiene la Federconsumatori, dei persistenti rincari a carico degli utenti anche in scia all’abrogazione delle cosiddette “lenzuolate di Bersani”.
Nell’era della globalizzazione il libero mercato garantisce concorrenza, beni e servizi al giusto prezzo e libera scelta da parte del consumatori. Anche in Italia, seppur a fatica, i consumatori con le liberalizzazioni, le cosiddette “lenzuolate” dell’ex-Ministro Bersani, sono riusciti a far valere in parte i propri diritti in alcune aree della nostra economia “dominate” dalle lobby e dai poteri forti.
Riguardo ai contratti di assicurazione, in particolare quelli pluriennali e quelli dell’RC auto, è in corso già da parecchie settimane una mobilitazione, in varie forme, da parte delle Associazioni dei Consumatori, le quali sono nettamente contrarie all’ipotesi di abolizione del plurimandato e della possibilità di rescissione anticipata dei contratti di assicurazione con durata pluriennale.
Nel breve termine potrebbero scattare rialzi a catena sulle tariffe dell’RC auto. A farlo presente è l’Unione Nazionale Consumatori nell’invitare il Garante dei prezzi a monitorare la presenza di eventuali rialzi dei prezzi delle polizze di responsabilità civile, visto che le condizioni attuali ed i redditi delle famiglie non permettono di assistere ad una nuova stangata.
La Legge Bersani ha apportato nel comparto assicurativo novità importanti e vantaggi per i consumatori che adesso, in scia all’iter parlamentare, rischiano di essere vanificati con l’abolizione del plurimandato e con l’abolizione del recesso dai contratti pluriennali. In tal modo, tra l’altro, si rischia di compromettere la fiducia dei consumatori nelle compagnie assicurative che è già di per se molto labile.
Riguardo alle detrazioni del 55% per il risparmio energetico regna una grande confusione. Dopo il varo del decreto anticrisi, le detrazioni non sono più ‘automatiche’ e non hanno effetto retroattivo; pur tuttavia, il Governo ha assicurato di fare in merito un passo indietro ripristinando le norme contenute nel Decreto Bersani.
Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato, ha apprezzato il piano anticrisi messo a punto dal Governo, ma ha nello stesso tempo sottolineato come questo debba essere rafforzato sia potenziandone l’efficacia, sia introducendo alcuni correttivi che appaiono quanto mai necessari.
Con il Decreto Legge numero 185/2008, corrispondente al piano anticrisi recentemente varato dal Governo, gli italiani rischiano di non poter più usufruire delle detrazioni ai fini IRPEF per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Questo perchè sono state introdotte delle limitazioni che non rendono più automatico il beneficio della detrazione.
L’Associazione Adiconsum ha reso noto che il TAR ha respinto un ricorso presentato dall’operatore della tv satellitare SKY in merito ai costi di recesso anticipato. Il tutto è iniziato nel 2007, quando l’Associazione aveva denunciato all’AGCOM il mancato pieno rispetto da parte di SKY del decreto Bersani.