L’inflazione non preoccupa, né in Italia né in Europa. E’ questo il risultato degli ultimi dati rilevati dall’Istat, l’Istituto italiano di statistica e da Eurostat, l’Istituto di statistica dell’Unione Europea. In Italia secondo le prime stime l’indice Nic dei prezzi al consumo è salito a febbraio dello 0,1% su base mensile e dell’1,2% su base annua, leggermente meno delle previsioni degli analisti. A gennaio l’indice Nic aveva mostrato un rialzo dei prezzi dello 0,1% in termini congiunturali ed era salito dell’1,3% su base annua. Sempre a febbraio, secondo le prime stime, l’indice armonizzato Ipca è risultato invariata rispetto a gennaio mentre è salito dell’1,1% su base annua.
Nel 2009 la crescita economica in Italia è stata negativa; a “certificarlo” è stato l’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica, il quale ha reso noto che lo scorso anno la caduta del prodotto interno lordo è stata pari al 4,9%. Il dato di certo non sorprende visto che era ampiamente atteso dagli economisti e dal Governo, ed in linea tra l’altro con l’andazzo dei primi tre trimestri dello scorso anno. Anche nell’ultimo trimestre dello scorso anno, inoltre, c’è stata l’ennesima diminuzione congiunturale del prodotto interno lordo pari allo 0,2%, mentre su base tendenziale, ovverosia rispetto al mese di dicembre del 2008, la discesa è stata del 2,8%.
Dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi), arrivano notizie confortanti sulla crescita economica mondiale. Secondo Dominique Strauss-Kahn direttore generale del Fondo, la ripresa globale appare più forte del previsto con una crescita che nel 2010 andrà oltre le previsioni dell’Fmi, che aveva previsto un tasso di sviluppo medio del 3%. Anche se, ha aggiunto il n.1 del Fondo, la situazione resta fragile e la forza del recupero varia nei diversi paesi e la maggior parte delle economie avanzate è probabile che stenti a decollare, perché ancora alcune dipendono dal sostegno dei governi.
Gli italiani oltre ad essere, storicamente, un popolo di risparmiatori, sono anche ottimisti nonostante le difficoltà; e di certo in questi ultimi due anni sono aumentate le famiglie che hanno dovuto far fronte a difficoltà ed imprevisti legati alla pessima situazione congiunturale. Ma in base ad un sondaggio online condotto dalla Coldiretti, il 53% degli italiani vede rosa scommettendo sul fatto che il 2010 sarà l’anno della ripresa dell’economia.
L’ultimo mese dell’anno è stato infausto per il mercato del lavoro, di qua e di là dall’Atlantico. Negli Stati Uniti la disoccupazione è tornata a crescere con 85mila posti persi nell’ultimo mese dell’anno, un dato che porta i senza lavoro americani al 10%. In Europa, nei 16 Paesi che hanno adottato l’euro, i senza lavoro a dicembre sono saliti a 15 milioni e 700mila, con una percentuale media del 10%. La stagnazione del mercato del lavoro può riflettersi sulla ripresa dell’economia ancora fragile, e portare nell’Eurozona a una domanda per consumi debole e stagnante per tutta la prima metà del 2010.
Nello scorso mese di novembre i consumi in Italia sono cresciuti dell’1,7% su base annua e dello 0,3% rispetto al mese precedente; è quanto emerge dall’Indicatore dei Consumi elaborato dalla Confcommercio, la quale, in particolare, sottolinea come quello attuale, dopo una lunga fase di stagnazione, sia per i consumi un buon momento visto che nell’ottobre scorso c’era già stato un incremento dell1,2%. Ma non è oro tutto quello che luccica visto che la Confcommercio, in virtù della debolezza del mercato del lavoro nel nostro Paese, ha sottolineato come la crescita economica italiana registrerà per i prossimi mesi un recupero contenuto.
A dicembre la fiducia dei consumatori in Italia è cresciuta portandosi sui valori massimi dal febbraio del 2002. A riportarlo è l’Associazione Adoc che, pur tuttavia, “bolla” come curiosa e contraddittoria la tendenza rilevata dall’Istituto di Studi ed Analisi Economica visto che appare nettamente scorrelata allo scenario attuale, caratterizzato dalla caduta dell’occupazione e dalla contrazione dei consumi che è destinata a ripercuotersi anche sugli acquisti natalizi.
Nel 2010 il prodotto interno lordo italiano tornerà a crescere e potrebbe anche registrare un +1% se non un valore più elevato; questo è quanto auspica e stima Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze, il quale ha comunque ribadito il fatto che il ritmo della ripresa sarà lento.
Il dato fornito nei giorni scorsi dall’Istat sul prodotto interno lordo italiano del terzo trimestre, in crescita finalmente dopo quindici mesi consecutivi di calo, lascia ben sperare per il futuro; ma il ritorno all’espansione economica per il nostro Paese non è uniforme, visto che a fronte di segnali di vitalità per il settore dei servizi e dell’industria, l’agricoltura è rimasta al palo.
Dopo quindici mesi, ovverosia cinque trimestri, di calo del prodotto interno lordo, l’Italia è ufficialmente tornata sul sentiero della crescita; secondo quanto reso noto infatti dall’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica, nel terzo trimestre di quest’anno il PIL italiano è cresciuto dello 0,6% rispetto al secondo trimestre 2009.
Quando finirà la crisi economica? Ebbene, per quasi sei italiani su dieci questa avrà termine entro la fine del corrente anno; il dato, in particolare, emerge da un sondaggio lanciato dalla Coldiretti sul proprio sito Internet, www.coldiretti.it, con il 57% degli italiani fiduciosi sul fatto che con la fine di quest’anno il peggio possa essere messo alle spalle.
Ai tempi della crisi è il lavoro la priorità per i cittadini italiani. E’ questo uno dei tanti dati emersi dall’ultimissima Ricerca a cura di Confesercenti-Ispo che conferma come gli italiani di fronte alla crisi, in nove casi su dieci, siano abbastanza o molto preoccupati riguardo alla situazione economica.
Nel terzo trimestre di quest’anno c’è stato un calo delle vendite nel settore del commercio, anche per quelle strutture di vendita medie e grandi, mentre nel periodo il giro d’affari è in miglioramento per il settore dei trasporti e quello delle imprese turistiche. A rilevarlo è la consueta indagine congiunturale a cura di Unioncamere, i cui dati statistici sono visionabili sul sito Internet www.starnet.unioncamere.it.