L’offerta dei bond di Royal Bank of Scotland, Rbs, di cui il Governo Britannico è l’azionista di maggioranza, si arricchisce di altri due nuovi strumenti. Da venerdì 26 febbraio saranno quotate sul Mot, il mercato obbligazionario dei titoli di Borsa Italiana, due nuove obbligazioni, Royal 4% e Royal 6 anni variabile. Grazie a queste due nuove emissioni, sale a 17 il numero delle obbligazioni Royal quotate sul mercato dei bond di Piazza Affari. Royal 4% (codice di identificazione Isin: NL0009354505), è una obbligazione a tasso fisso, verrà rimborsata il 22 febbraio del 2016, quindi ha durata di 6 anni e nell’arco di questo periodo offrirà una cedola del 4% fissa lorda annua.
Da un paio di sedute il titolo A2A è sugli scudi in Piazza Affari nonostante la Borsa accusi una certa debolezza che ha portato gli indici a chiudere in ribasso le prime due sedute della settimana. A2A nella seduta di ieri è stato il titolo migliore per performance sul Mib, il comparto dei 40 titoli più importanti del listino milanese, grazie ai rumors che vorrebbero un accordo con il socio francese dell’energia Edf per la cessione della quota del 31% detenuta in Edison, altro titolo in fibrillazione da qualche seduta. Insistenti voci danno per imminente la conclusione dell’accordo, entro poche settimane.
Per Telecom Italia è scattato il conto alla rovescia per i conti. A fine settimana si conoscerà non solo come è andato il 2009 del colosso telefonico, ma anche quali saranno le strategia future del gruppo oberato da debiti per 37 miliardi di euro che fanno fatica a scendere. Nel futuro del colosso telefonico, nazionale ci sono due strade, o ballare da sola oppure fondersi con il gruppo spagnolo Telefonica, da cui di fatto è controllata. Se fino alla scorsa settimana voci incontrollate davano per prossima una fusione Telecom-Telefonica, molto gradita dal mercato, ma osteggiata dal governo italiano e che vede freddo quello spagnolo, oggi l’ipotesi sembra tramontare.
La casa più amata dagli italiani è il trilocale. Lo rileva l’ultimo studio di Tecnocasa che ha analizzato il mercato della domanda a gennaio rilevando come il tre locali sia sul territorio nazionale la tipologia di immobile residenziale preferito da chi deve acquistare una casa. Il 35,9% del mercato della domanda preferisce un trilocale mentre il bilocale è preferito dal 29%, del totale. Anche la richiesta dei quattro locali si mantiene alta con il 21,7% delle preferenze. I cinque locali sono richiesti solo dall’8,4% del totale di chi si rivolge a mercato immobiliare per acquistare una casa.
Secondo la consueta indagine trimestrale della Banca Centrale Europea (Bce), le economie dei Paesi dell’Eurozona continuano a mostrare un costante miglioramento nella crescita. Ma se le prospettive nel breve termine appaiono favorevoli, resta un fondo d’incertezza sulla potenza della ripresa economica.
Mentre appare tutto sotto controllo dal lato prezzi. L’inflazione segnala lievi aumenti ma al momento non da segnali di preoccupazione, restando a valori moderati. Due invece sono le preoccupazioni principali del board della Bce, gli squilibri di bilancio notevoli e in netto incremento dei vari paesi e la disoccupazione.
Telecom torna sotto i riflettori a Piazza Affari con il titolo che in mattinata è arrivato a guadagnare quasi l’8% portandosi a oltre 1,17 euro. A scatenare la speculazione è stata l’indiscrezioni di stampa secondo cui il governo avrebbe dato il via libera alla fusione con Telefonica. Ma Palazzo Chigi ha immediatamente preso le distanze in maniera netta in un comunicato ufficiale smentendo nella maniera più totale qualsiasi tipo di coinvolgimento. La fusione tra Telecom e Telefonica riguarda direttamente la sfera istituzionale perché Telecom possiede la quasi totalità della rete telefonica nazionale, vitale per le comunicazioni.
Per Fiat il 2009 è stato un anno difficilissimo, come per l’intero comparto dell’auto, ma si è chiuso con dei risultati comunque migliori della attese. La Borsa ha accolto i conti del 2009 con una certa soddisfazione, spingendo il titolo in rialzo fino a un guadagno dello 0,8% nei minuti successivi alla diffusione dei risultati, con scambi poco sopra i 9,9 euro ad azione. Nel 2009 il Gruppo di Torino ha chiuso con una perdita netta di 848 milioni di euro contro l’utile netto di 1,7 miliardi di euro nel 2008. I ricavi sono calati nel 2009 del 16% a 50,1 miliardi di euro, mentre il fatturato del 2008 aveva raggiunto 59,6 miliardi di euro. Ma gli effetti negativi della la caduta dei ricavi sono stati arginati grazie ad una energica politica di contenimento dei costi.
Mentre in Piazza Affari si rincorrono le voci di una possibile Opa di Telefonica su Telecom Italia, Banca Imi fa sbarcare sul listino un equity protection sull’indice settoriale europeo delle telecomunicazioni (codice identificativo Isin : IT0004561392). La struttura a capitale protetto garantisce alla scadenza del 2 febbraio 2015 la protezione del 95% del capitale nominale e pertanto il rimborso minimo non potrà essere inferiore ai 95 euro anche in presenza di un eventuale forte ribasso dell’indice. Viceversa, in caso di forti rialzi del sottostante, la presenza del cap limita il rimborso massimo a 154 euro a certificato riducendo quindi ad un 54% di guadagno, in 5 anni, la performance massima per questo certificato.
Dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi), arrivano notizie confortanti sulla crescita economica mondiale. Secondo Dominique Strauss-Kahn direttore generale del Fondo, la ripresa globale appare più forte del previsto con una crescita che nel 2010 andrà oltre le previsioni dell’Fmi, che aveva previsto un tasso di sviluppo medio del 3%. Anche se, ha aggiunto il n.1 del Fondo, la situazione resta fragile e la forza del recupero varia nei diversi paesi e la maggior parte delle economie avanzate è probabile che stenti a decollare, perché ancora alcune dipendono dal sostegno dei governi.
Dopo l’anno della crisi, il 2008, e quello del riscatto, 2009, nel 2010 il sistema bancario italiano è destinato a dover affrontare un anno difficile e potrebbe verificarsi qualche declassamento a livello di singole banche. Questo è il pensiero di Henry MacNevin, capo analista di Moody’s per le banche italiane. Secondo Henry MacNevin il 2010 sarà un anno molto complicato per il settore bancario in Italia che resterà sotto pressione fino al 2011. Le sofferenze avranno un effetto pesante sui bilanci degli isitituti ma non tanto da scatenare una crisi perché le banche italiane sono ben capitalizzate e i profitti dovrebbero stabilizzarsi quest’anno.
E’ solo una indiscrezione ma già sale l’attesa per il bond di Snai, la società di scommesse quotata a Piazza Affari. C’è attesa sul mercato perché dopo gli ultimi rendimenti ai minimi dei Bot e dei Btp, c’è fame di obbligazioni con alto rendimento e quello emesso da Snai dovrebbe essere un bond yigh yield, ovvero ad alta remunerazione del capitale. L’emissione obbligazionaria sarà da 350-400 milioni e il collocamento sul mercato dovrebbe avvenire a inizio febbraio. L’obiettivo dell’emissione è quella di andare a rifinanziare alcuni debiti in scadenza, in particolare il finanziamento senior da 211 milioni di euro contratto con Unicredit e in scadenza il prossimo anno.