Investimenti

Conti di deposito remunerati: tasso base in discesa

conti di deposito remuneratiI conti di deposito remunerati, nati per parcheggiare la liquidità e garantirsi un rendimento superiore a quello offerto dai conti correnti, rendono sempre meno al netto delle promozioni. Il tasso base offerto da questi prodotti, al netto, è infatti oramai sotto il livello dell’1%, ragion per cui per guadagnare di più occorre o stipulare i pronti contro termine, a fronte del vincolo, oppure puntare su altri strumenti finanziari a basso rischio. Ad esempio, ContoConto di Banca Carige offre ai nuovi clienti il 2% lordo per sei mesi con zero vincoli e senza spese, ma il tasso base al termine della promozione è all’1% che, tolto il 27% di tassazione, corrisponde al netto allo 0,73% annuo.

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Investire in oro: la spesa può superare il guadagno

Pubblicato in Borsa, Frodi, Risparmio, Truffe.

oroL’oro negli ultimi anni è stato uno degli investimenti più redditizi sul mercato. Trattasi infatti di un bene che è ben gettonato nei periodi di crisi finanziaria ed economica, con la conseguenza che negli ultimi dieci anni, tra la bolla sui titoli Internet, l’attacco alle Torri Gemelle, e la crisi dei mutui subprime, il metallo giallo ha avuto vita facile. A questo punto l’oro, vista la situazione congiunturale e lo scenario macroeconomico globale, ha ancora spazi per rivalutarsi o per il futuro si dovrà dire che “non è tutto oro quello che luccica”?

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Far fruttare i propri risparmi con la liquidità remunerata

conto correnteRestare liquidi, lasciando i soldi sul conto corrente, oppure investire in strumenti di breve e brevissimo termine a liquidità remunerata. E’ questo al momento, ma anche in generale, l’approccio più conservativo e meno rischioso per la gestione dei propri risparmi per farli fruttare anche se a tassi di interesse che al netto sono bassi. Le Borse alternano crolli a rialzi spropositati, mentre i titoli di Stato, specie sulle scadenze più lunghe, possono essere soggetti a pressioni ribassiste che comportano la loro diminuzione di prezzo sul mercato secondario.

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Conti correnti: quali garanzie sui depositi in banca?

banche garanzie depositiSe, nella remota eventualità, una banca italiana dovesse entrare in uno stato di insolvenza, che fine fanno le somme depositate sui conti correnti? Ebbene, al riguardo i risparmiatori hanno giusto motivo di temere o di essere preoccupati ma fino ad un certo punto. Se la banca infatti aderisce al Fondo interbancario per la tutela dei depositi, i depositi bancari sono garantiti fino ad un importo massimo pari a 103.291 euro per ogni depositante. Questi dubbi emergono ogni volta che i mercati finanziari entrano in crisi, cosa che oramai accade molto spesso, ma in ogni caso il sistema bancario italiano è solido specie se si considera che l’esposizione verso Paesi come la Grecia è limitata.

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Investire e ricevere gli interessi in anticipo

investimenti basso rischioCome investire una quota dei propri risparmi in strumenti finanziari a breve termine, ed a basso rischio, che pagano gli interessi in anticipo? Ebbene, da qualche tempo nel nostro Paese questa formula di investimento esiste, ed è associata all’apertura dei conti di deposito remunerati, ovverosia di quegli strumenti che permettono di poter far fruttare la liquidità a tassi di norma più elevati rispetto ai Bot, e spesso di gran lunga superiori al tasso offerto dagli Istituti di credito sulla giacenza in conto corrente.

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Dove investire soldi a breve termine e a basso rischio

Pubblicato in Banche, Borsa, Internet, Risparmio.

pronti contro termineNonostante il piano di salvataggio a favore della Grecia messo in piedi dall’Ue e dal Fondo Monetario Internazionale, continuano sui mercati azionari, ma anche su quelli obbligazionari, le tensioni, le speculazioni e le scommesse su quale Paese europeo, dopo la Grecia, possa eventualmente entrare in crisi. Come diretta conseguenza le obbligazioni, anche quelle più “sicure” ed a rating elevato stanno facendo registrare negli ultimi giorni dei ribassi che possono comportare a carico dell’investitore delle perdite e delle potenziali minusvalenze che di certo non sono gradite.

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10 cose sui Libretti di risparmio postale

Libretti di risparmio postaleRendono magari poco, ma i soldi sono al sicuro e garantiti dallo Stato. Sono queste le caratteristiche principali e più importanti dei Libretti di risparmio postale che, in Italia, rappresentano una delle forme di investimento più diffuse anche in virtù del fatto che la loro sottoscrizione è senza spese ed esente da rischi e problemi di qualsiasi tipo. Insomma, per chi vuole mettere al sicuro i propri soldi, meglio del materasso, quella dei Libretti di risparmio postale è di certo una soluzione percorribile.

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5 cose sui Buoni Fruttiferi

Buoni FruttiferiBot, azioni o Bond? Per molte famiglie italiane nessuna delle forme di investimento indicate, con il diverso livello di rischio che ognuna incorpora, risulta essere tra quelle più gettonate e congeniali. Anche a seguito di abitudini che si tramandano da un paio di generazioni, i risparmi molti nuclei familiari non li mettono sotto il materasso, e neanche in Borsa, ma si affidano al caro, “vecchio” e sicuro risparmio postale. Una forma classica di risparmio postale è quella dei Buoni Fruttiferi, che rendono magari poco, ma i soldi sono sicuri, garantiti dallo Stato, ed a scadenza si incassano gli interessi a fronte della restituzione del capitale iniziale.

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5 cose su Rendimax

RendimaxRendimax di Banca Ifis è un conto di deposito remunerato che si distingue rispetto agli altri, innanzitutto, per una caratteristica. Il prodotto offre infatti, escludendo le promozioni, un tasso di interesse sulle giacenze libere che è più elevato rispetto agli altri conti remunerati dei competitor; questo sia grazie proprio al fatto che non ci sono periodi promozionali, sia perché Banca Ifis preferisce remunerare con un interesse maggiore i sottoscrittori piuttosto che “lanciarsi” in campagne di marketing costose.

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10 cose sul Conto Arancio

Pubblicato in Banche, Internet, Risparmio.

Conto ArancioCome far fruttare la liquidità investendola in strumenti a basso rischio ed evitando di ottenere annualmente un rendimento netto inferiore allo zero virgola? Ebbene, se si punta sui titoli di Stato a breve termine come i Buoni Ordinari del Tesoro, a tre, sei o dodici mesi, attualmente i rendimenti netti sopra l’1% rappresentano un miraggio, ragion per cui per l’investitore che vuole ottenere dal capitale rendimenti sopra il livello dell’inflazione deve per forza spostare l’attenzione verso altri lidi. Una possibile soluzione potrebbe essere data dall’apertura di un conto di deposito remunerato.

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Casa, sarà un 2010 di prezzi ancora in calo

Pubblicato in Casa, Compravendita, Primo Piano.

mercato_immobiliare_010410Per la casa sarà un 2010 ancora di sofferenza. Per tutto quest’anno le quotazioni del mattone scenderanno e solo dal prossimo anno si potrà contare su una ripresa dei valori dell’immobiliare residenziale. Questo scenario viene tratteggiato nell’ultima indagine realizzata da Nomisma in collaborazione con l’Agenzia del Territorio nel 1° Rapporto immobiliare del 2010 dove si evince che l’andamento del mercato immobiliare non è univoco. Se in generale per l’anno in corso ci sarà ancora una flessione dei prezzi, tuttavia tiene bene la domanda per gli immobili di qualità, mentre l’offerta immobiliare di medio-basso livello si scontra con richieste molto inferiori alla domanda, mettendo i prezzi sotto pressione.

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Aste immobiliari, opportunità d’investimento

Pubblicato in Casa, Compravendita, In Evidenza.

aste_immobili_080310La crisi del mercato immobiliare si riscontra anche analizzando i dati sulle aste delle case. Secondo l’Ufficio Studi di Tecnocasa i dati raccolti dalle associazioni dei consumatori mostrano come lo scorso anno i pignoramenti e le vendite all’asta siano aumentati del 15,2% rispetto al 2008, mentre nel triennio 2007-2009 i soli pignoramenti hanno avuto un incremento del 60,5% per un ammontare complessivo di circa 130mila case vendute all’asta. Gli effetti della crisi si sono fatti sentire anche nei confronti delle imprese; si registra infatti un aumento dei fallimenti nel 2009 del 40% e dei concordati preventivi del 70%.

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Investire in beni artistici, arte antica come bene rifugio

Investire in arteNel 2009 il giro d’affari in Italia, per quel che riguarda l’arte, si è attestato attorno al miliardo di euro, ovverosia su valori quasi dimezzati rispetto all’anno precedente; a rilevarlo è Nomisma che, pur tuttavia, ha posto l’accento sul fatto che nel nostro Paese il mercato degli oggetti e dei beni artistici ha comunque fatto registrare nel periodo della crisi una migliore tenuta rispetto al mercato internazionale. E se l’arte moderna presenta tratti “speculativi”, quella antica si è confermata anche a tempi della crisi un “bene rifugio” in grado di proteggere i capitali investiti dall’inflazione.

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Casa in crisi, sempre più tempo per venderla

Pubblicato in Casa, Compravendita.

Crisi_casa_010210Quanto ci vuole per vendere una casa oggi in Italia? Nelle grandi città le tempistiche di vendita sono intorno a 156 giorni contro i 137 giorni registrati esattamente un anno fa. Sono i risultati di un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi Tecnocasa che ha preso in esame l’andamento dei tempi medi di vendita degli immobili nell’ultimo anno. Il periodo analizzato va da Gennaio 2009 a Gennaio 2010. Si sono considerate le grandi città ed i rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia. Invece rimangono stabili i tempi di vendita nei capoluoghi di provincia con una media di 167 giorni contro i 168 di Gennaio 2009.

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Titoli di Stato: Mef colloca bond in dollari

Pubblicato in Banche, Conti pubblici, News.

Bond Mef dollariIn linea con quanto annunciato nella giornata di ieri, il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha reso noti i risultati relativi al collocamento di un bond formato Global per un importo pari a 2,5 miliardi di dollari; i titoli offrono una cedola al 3,125% ed hanno una scadenza quinquennale. Il bond formato Global in dollari scade infatti il 26 gennaio 2015, ed ha visto come lead manager dell’operazione il Credit Suisse, Citi e la Barclays. Per quanto riguarda l’utilizzo delle somme incassate dallo Stato italiano da tale collocamento, il Mef ha reso noto che la finalità di utilizzo è generale, ed include anche quella relativa alla gestione del debito.

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