Dal 13 gennaio scorso, e fino a giorno 30 del corrente mese, Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani, ha attivato la raccolta via email delle domande finalizzate ad ottenere il rimborso dell’Iva pagata sulla tassa dei rifiuti. A darne notizia è la stessa Associazione nel far presente come l’istanza di rimborso sia presente sul sito www.contribuenti.it, e come in caso di difficoltà nella compilazione ci siano a disposizione dei contribuenti e degli enti, sul territorio, le Direzioni Regionali dell’Associazione al fine di recuperare un’imposta pagata in maniera illegittima.
L’Agenzia delle Entrate, in queste ultime settimane prima dell’arrivo del nuovo anno, sta provvedendo a pubblicare online tutte le bozze relative ai modelli fiscali che saranno utilizzati nel 2010 per la dichiarazione dei redditi percepiti nel 2009. Ebbene, contestualmente alla pubblicazione delle bozze l’Amministrazione finanziaria sta attivando dei forum dedicati grazie ai quali sarà possibile raccogliere proposte e suggerimenti in modo tale che, nel momento in cui il modello finale sarà approvato, ci sarà stato un ampio coinvolgimento e così, tra l’altro, sarà evitato l’insorgere di eventuali criticità.
L’Agenzia delle Entrate vuole avviare una raffica di controlli su chi quest’anno in materia di versamento di imposte ha omesso i pagamenti oppure ha versato somme di importo sensibilmente minore rispetto agli anni passati. Pur tuttavia, prima di avviare questa nuova campagna l’Amministrazione finanziaria ha convocato le Associazioni di categoria delle imprese anche al fine di evitare di andare a “colpire” con gli accertamenti non quelle imprese “furbe”, che sfruttano la situazione per differire gli adempimenti fiscali, ma quelle che realmente versano in uno stato di oggettiva difficoltà.
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato online, sul sito www.agenziaentrate.gov.it, le nuove bozze del modello Unico 2010 Persone Fisiche, e del modello Iva 2010, quelli da presentare il prossimo anno; in particolare, in Unico 2010 Persone Fisiche trovano spazio, tra l’altro, le nuove agevolazioni e le nuove detrazioni fiscali, mentre il modello IVA 2010 è più snello rispetto al passato in quanto è composto di un numero minore di pagine. Le bozze aggiornate serviranno, con largo anticipo, per permettere ai contribuenti interessati di prendere familiarità con i nuovi modelli di dichiarazione.
Tutte le battaglie finora portate avanti dalle Associazioni dei Consumatori nel sostenere ed aiutare i cittadini nel richiedere il rimborso dell’IVA pagata sulla tassa dei rifiuti negli ultimi dieci anni, potrebbero subire un brusco arresto proprio dal Parlamento dove si sta discutendo la Legge Finanziaria 2010.
In Germania, a partire dall’1 gennaio del prossimo anno, il regime IVA per l’attività degli alberghi sarà ridotto dall’attuale 19% a solo il 7%; trattasi di una misura che, messa in risalto nel nostro Paese dalla Federalberghi-Confturismo, viene messa a punto dal Governo tedesco appena un giorno dopo la rielezione del Cancelliere Merkel.
Spetta al Governo risolvere la questione dei rimborsi, legittimi, sull’IVA della TIA, la tariffa di igiene ambientale. A farlo presente è la Federconsumatori nel sottolineare che solo con l’intervento dello Stato la situazione si può sbloccare, visto che devono essere messe a punto le relative disposizioni attuative al fine di dar seguito alla sentenza della Corte Costituzionale.
Il Movimento Consumatori di Roma ricorda che a seguito di una sentenza da parte della Corte Costituzionale, il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) pagata sulle fatture della TIA, Tariffa di Igiene Ambientale, nonché la “vecchia” Tarsu, non è un sogno ma realtà.
In Italia le famiglie hanno diritto a rimborsi sull’IVA rifiuti che vanno dai 250 euro fino ad arrivare a 400 euro. A stimarlo è l’Adoc che, in scia alla recente sentenza della Corte costituzionale, è tornata a ribadire come l’IVA sulla TIA, Tariffa di Igiene Ambientale, che ha sostituito la vecchia Tarsu, debba essere restituita ai cittadini.
La Corte Costituzionale ha sancito che l’imposta sul valore aggiunto (IVA) applicata sulla fatture per la TIA, la tariffa di igiene ambientale, è illegittima. Allora perché si continua a pagare? A porsi la domanda è l’Aduc che, tra l’altro, ha raccolto le segnalazioni di numerosi utenti che si sono visti negato il rimborso dell’IVA da parte dei Comuni o delle società che gestiscono la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
Se da un lato gli evasori possono avvalersi fino alla primavera del prossimo anno dello “scudo fiscale” per il rimpatrio e la regolarizzazione delle ricchezze esportate e detenute illegalmente all’estero, dall’altro milioni di cittadini/consumatori in questi anni hanno pagato sui rifiuti un’imposta come l’IVA che oramai, senza alcun dubbio, deve essere restituita in quanto illegittima.