La visione dei film in 3D, con gli appositi e speciali occhialini, non sembra essere una pratica esente da rischi. Sulla vicenda, infatti, è nuovamente intervenuto il Codacons che, sul Blog del Presidente Carlo Rienzi, www.carlorienzi.it, sta raccogliendo le segnalazioni, a centinaia, da parte degli spettatori che dopo la visione dei film in 3D, tra cui anche Avatar, hanno denunciato malesseri che spaziano dal mal di testa alla nausea e passando per la stanchezza agli occhi. La recente denuncia sui rischi alla salute legati all’utilizzo degli occhiali 3D sta tra l’altro portando i Nas ad effettuare dei sequestri.
Da qualche tempo spopola nelle sale cinematografiche italiane la moda dei film in 3D, a partire dalla visione di Avatar, utilizzando degli occhiali speciali; ma questi tipi di occhiali sono conformi e sicuri per i telespettatori alla visione dei film “tridimensionali”? La domanda è d’obbligo visto che il Codacons ha provveduto ad inviare ai Nas una segnalazione riguardo proprio ai rischi per la salute dei telespettatori; non sono infatti mancati casi di nausea ed occhi stanchi da parte di chi ha visto il film con gli occhiali speciali.
L’Italia è uno dei Paesi con la più elevata densità di telefonini per abitante; oramai in famiglia molto spesso non c’è la linea fissa, ma ci sono fino ad un paio di cellulari a testa per ogni componente del nucleo familiare; ne consegue che molti cellulari con cadenza giornaliera siano messi sotto carica, e quando il caricabatterie si guasta più che ricomprarlo è addirittura meglio, visto il costo, acquistare un nuovo telefonino.
Per addobbare l’albero di Natale, esistono vari tipi di luci fisse, intermittenti, con sottofondo musicale; ma bisogna fare molta attenzione, visto che se ne trovano in giro anche di pericolose, costruite senza le accortezze necessarie a renderle innocue, e si rischia di essere spinti ad acquistarle perchè costano meno.
A seguito del recepimento, da parte del Governo italiano, della direttiva 2005/32/CE, in materia di progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia, potranno essere immessi sul mercato italiano solo prodotti che consumano i livelli di energia stabiliti a livello comunitario, e che dovranno essere contrassegnati da un marchio CE apposto dal produttore.