Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con riferimento ad alcuni articoli di stampa, è intervenuto ufficialmente con una nota smentendo l’esistenza nei conti pubblici italiani di un buco da nove miliardi di euro. Tutto è nato dal fatto che la stampa, nel prendere in considerazione una cifra pari a circa nove miliardi di euro che negli ultimi anni la Banca d’Italia ha anticipato agli Enti locali, ha ipotizzato l’esistenza di un ammanco; ebbene, in merito a questa partita di conti in sospeso, il Ministero dell’Economia ha fatto presente come non si possa parlare di una mancanza di copertura, in quanto tale cifra sui saldi di finanza pubblica è stata già considerata.
In linea con quanto annunciato nella giornata di ieri, il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha reso noti i risultati relativi al collocamento di un bond formato Global per un importo pari a 2,5 miliardi di dollari; i titoli offrono una cedola al 3,125% ed hanno una scadenza quinquennale. Il bond formato Global in dollari scade infatti il 26 gennaio 2015, ed ha visto come lead manager dell’operazione il Credit Suisse, Citi e la Barclays. Per quanto riguarda l’utilizzo delle somme incassate dallo Stato italiano da tale collocamento, il Mef ha reso noto che la finalità di utilizzo è generale, ed include anche quella relativa alla gestione del debito.
La social card, anche per il 2010, sarà utilizzabile, tra l’altro, anche per effettuare acquisti presso le farmacie; a darne notizia è la Federfarma in scia alla stipula, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ed il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, della proroga a favore dei possessori della carta acquisti che, lo ricordiamo, sono coloro che, rispettando i requisiti di accesso, hanno un’età superiore ai 65 anni oppure trattasi di famiglie a basso reddito con bambini di età inferiore ai tre anni.
Il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, è intervenuto nella giornata di ieri in merito ad alcuni articoli di stampa che parlavano per i rendimenti, offerti dai Buoni Ordinari del Tesoro (Bot) in asta, di un interesse inferiore allo zero. Questo dopo che l’ultima asta dei Bot trimestali si è chiusa con un rendimento al nuovo minimo storico dello 0,37% che, togliendo la ritenuta fiscale nella misura del 12,5%, e le commissioni applicate dalla banca, fanno crollare l’interesse offerto netto su valori irrisori.
Dopo le class action annunciate dal Codacons e dell’Adusbef, le Associazioni di Consumatori Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori hanno unito le forze annunciando l’avvio di una causa collettiva in materia di polizze dormienti a carico sia di Poste Vita, sia della compagnia assicurativa INA. L’oggetto del contendere è la prescrizione sulle polizze vita, pari a due anni, rispetto invece a quella sui conti correnti dormienti, il cui limite di prescrizione, prima che i fondi vadano a confluire presso il Ministero dell’Economia, è pari a dieci anni.
Sulle polizze assicurative in Italia c’è una situazione irrisolta alquanto grave; in accordo con quanto riporta Altroconsumo, infatti, nel momento in cui una polizza scade, o si è verificato un evento che comporta la cessazione della polizza, come ad esempio il decesso del titolare, il titolare stesso o gli eredi hanno un tempo massimo di due anni per poter richiedere le somme dovute. Se questo non accade, infatti, le norme in vigore prevedono che i capitali di queste polizze, che si trasformano in “dormienti”, vadano a confluire presso un apposito Fondo istituito presso il Ministero dell’Economia.
Nei giorni scorsi il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, ha aperto il dibattito relativo ad una riforma del nostro sistema fiscale; il Ministro è infatti favorevole ad una revisione che garantisca più attenzione alla famiglia, ma secondo la Confesercenti una riforma fiscale senza tener conto anche delle piccole e medie imprese avrebbe le gambe corte. Ad affermarlo, nello specifico, è stato Marco Venturi, Presidente della Confesercenti, sottolineando come nel nostro Paese la maggioranza delle imprese, e praticamente tutte quelle piccole, siano realtà assoggettate all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).
Per giovedì prossimo 10 dicembre 2009, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha disposto un’asta di Buoni Ordinari del Tesoro aventi data di regolamento quella del 15 dicembre 2009; trattasi, nello specifico, dei Bot 15.12.2010, con scadenza a 365 giorni, quindi annuali, che saranno collocati dal Ministero del Tesoro per un ammontare complessivo pari a 4,25 miliardi di euro. Per la stessa data, 10 dicembre 2009, si sarebbe dovuta anche tenere un’asta di Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza a tre mesi; ma questa, secondo quanto rende noto il Ministero, non avrà luogo in quanto non ci sono in merito delle esigenze specifiche di cassa.
Dopo il taglio dell’acconto sull’Irpef, in scadenza di pagamento per la fine del mese, in materia di imposta sul reddito delle persone fisiche non ci saranno altri sconti o sgravi che possano essere contenuti nella Finanziaria 2010. Questo, in particolare, è uno dei punti fermi assieme, allo stesso modo, all’assenza di sgravi sull’Irap a favore delle imprese, ed al “no” alla cedolare secca sugli affitti.
Nel 2010 il prodotto interno lordo italiano tornerà a crescere e potrebbe anche registrare un +1% se non un valore più elevato; questo è quanto auspica e stima Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze, il quale ha comunque ribadito il fatto che il ritmo della ripresa sarà lento.
La coperta è corta, il rigore contabile viene prima di tutto, ragion per cui con la Finanziaria 2010, da oggi in discussione alla Camera, non sarà possibile accontentare pienamente le imprese, i lavoratori e le famiglie. Pur tuttavia, non sono esclusi provvedimenti dell’ultima ora finalizzati ad alleggerire la pressione fiscale anche se ci sono molte spese da rifinanziare.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, riguardo alle emissioni di titoli di Stato, ha reso noto che il collocamento dei Buoni Ordinari del Tesoro (Bot) trimestrali, previsto per la giornata di domani, 11 novembre 2009, non avverrà in virtù dell’assenza di specifiche esigenze di cassa.
Per oggi in Parlamento è prevista la ripresa della discussione dei contenuti della Finanziaria 2010, e per l’occasione la Confagricoltura sta portando avanti in tutto il Paese una mobilitazione da parte degli agricoltori affinché vengano adottati provvedimenti finalizzati a far uscire il settore dalla crisi.