In materia di prestiti, conti correnti e mutui le famiglie hanno bisogno di una maggiore tutela per quel che riguarda, come avvenuto in passato, le operazioni speculative, speso sfociate in veri e propri raggiri, ma anche le operazioni non totalmente trasparenti. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione dell’Adiconsum che ha incontrato assieme alle altre Associazioni dei Consumatori il nuovo Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) Mussari. Paolo Landi di Adiconsum, in particolare, chiede sia la proroga del Piano Famiglie per quel che riguarda la sospensione dei mutui, sia l’estensione della moratoria stessa anche alle rate di prestiti e finanziamenti finalizzati.
Si chiama “Rata Tonda”, ed è la promozione sui prestiti BancoPosta lanciata da Poste Italiane, ed attiva, salvo proroghe, fino al 31 luglio 2010 per la sottoscrizione di un prestito le cui rate sono costituite da importi mensili da pagare che sono molto facili da ricordare. In particolare, fino al 31 luglio 2010 è possibile ottenere con il Prestito BancoPosta 8 mila euro con piano di rimborso in cinque anni, ovverosia 60 rate mensili di importo pari a 160 euro; oppure il doppio, ovverosia 16 mila euro in cinque anni con 60 rate da 320 euro.
Per chi ha scelto di fare impresa non sempre è semplice districarsi, in materia di accesso al credito, nella giungla dei fidi bancari, conti correnti, mutui, prestiti e finanziamenti. Le difficoltà molto spesso aumentano quando iniziano a sorgere problemi nel rapporto con l’Istituto di credito, oppure quando ci sono scadenze molto importanti quali, ad esempio, la revisione di un contratto. Ebbene, affinché il linguaggio delle banche possa essere senza “segreti”, l’Ascom Prato per i propri associati ha messo a punto un servizio gratuito molto interessante ed importante che, si spera, possa essere replicato anche in altre parti d’Italia.
Quando si chiede un prestito è molto importante scegliere una durata opportuna in maniera tale che da un lato la rata non sia troppo alta, e dall’altro gli interessi da pagare rispetto all’importo erogato non siano esorbitanti. Attualmente quasi tutte le banche italiane e le società finanziarie propongono prestiti finalizzati, ad esempio, alla ristrutturazione di un immobile, acquisto di un’auto o magari per un matrimonio, con la formula del tasso fisso e restituzione nell’arco di quattro/cinque anni a fronte di un tasso annuo che all’incirca è pari al 9-10% e spesso anche più alto.
Al fine di agevolare l’accesso al credito da parte dei privati e delle famiglie, il Gruppo bancario Intesa Sanpaolo ha lanciato sul mercato il “Prestito Multiplo“, una formula di finanziamento ottenibile senza alcun preventivo di spesa e con caratteristiche di semplicità, flessibilità e velocità nell’erogazione. Una delle condizioni vantaggiose del “Prestito Multiplo” è data dal tasso annuo nominale, che fino al prossimo 31 maggio 2010 risulta essere bloccato al 6,95%, ovverosia su livelli inferiori alla media di mercato e con la possibilità, tra l’altro, di poter fare presso le filiali Intesa Sanpaolo un check-up finanziario gratuito del proprio bilancio familiare al fine di scegliere la formula di prestito migliore.
Ci sono centinaia di migliaia di famiglie in Italia che, a causa della crisi, e nonostante gli ecoincentivi dello scorso anno, hanno stretto i denti ed hanno preferito non cambiare l’auto a causa dei pochi soldi in tasca. Ma questo comporta anche maggiori spese di manutenzione e di riparazione del veicolo che alla lunga comportano anche la necessità di dover cambiare l’auto praticamente per forza. E allora, in assenza di liquidità in portafoglio, l’unica via per cambiare la macchina è quella di stipula un finanziamento. Ma quale, ed a quali condizioni?
Sono oramai tantissime, e crescono sempre di più, le famiglie italiane che per andare avanti sono costrette ad indebitarsi tra la vecchia rata del mutuo, la carta o le carte revolving con credito residuo sempre prossimo allo zero, e magari qualche altro prestito finalizzato per acquisti effettuati in passato e che magari ora a fatica si riesce ad onorare ogni mese pagando le rate. In virtù di questa situazione, oramai non c’è una banca o una società finanziaria che non propone, oltre ai mutui ed ai prestiti, anche un’altra e specifica formula di finanziamento denominata “consolidamento debiti” che dovrebbe permettere al contraente di tirare il fiato.
Come scegliere un prestito? A quali condizioni e, soprattutto, a quale tasso di interesse e durata di rimborso? Ebbene, non sempre la banca dove magari si è correntisti da una vita propone la soluzione di prestito più vantaggiosa e più adatta alle proprie esigenze. Visto che trattasi di un prodotto che poi va ad incidere sulla capacità di risparmio per qualche anno, è bene guardarsi intorno, ovverosia valutare anche proposte di prestito personale da parte di altre banche e/o società finanziarie. Tutto ciò, grazie ad Internet ed a ben specifici Portali specializzati, è possibile praticamente in un click.
Per le micro e piccole imprese milanesi c’è una nuova opportunità per l’accesso al credito. Grazie infatti ad un’intesa tra il Comune di Milano e la Banca Popolare di Milano, sono pronti 100 milioni di euro per l’accesso a finanziamenti in maniera semplice ed agevolata sia per poter crescere, sia per poter far fronte anche ad eventuali carenze temporanee di liquidità. In particolare, alla misura possono accedere le micro imprese milanesi con meno di dieci dipendenti e volume d’affari non superiore ai due milioni di euro, e le piccole imprese con un numero di dipendenti inferiore a 50 ed un totale di bilancio o fatturato non superiore ai dieci milioni di euro.
L’Unirec, Unione Nazionale delle Imprese di recupero, gestione e informazione del credito, e l’Associazione Adiconsum, hanno costituito in materia di recupero crediti un Ente Bilaterale finalizzato al perseguimento di tutta una serie di obiettivi che, tra l’altro, puntano ad evitare ogni abuso a carico delle famiglie consumatrici. L’Ente Bilaterale, denominato “Ebitec“, mira tra l’altro a mettere ordine ed a fare chiarezza sulla corretta gestione dell’attività di recupero dei crediti: dagli avvisi e lettere di messa in mora e passando per le telefonate e le visite domiciliari.
Con “Basilea 2″ il sistema delle piccole e medie imprese, a causa di un inasprimento delle condizioni di accesso al credito, ha subito delle forti penalizzazioni. A metterlo in evidenza nei giorni scorsi, nel corso di una Audizione presso la Commissione Finanze della Camera, sono state le Confederazioni delle piccole e medie imprese, ed in particolare le Associazioni di Categoria Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio e Casartigiani, le quali con un testo congiunto hanno posto l’accento sulla necessità di venire incontro alle esigenze finanziarie delle Pmi attraverso una condivisione del rischio di credito integrando gli strumenti di mercato con i sistemi di garanzia.
Alla data del 31 dicembre scorso, grazie alla moratoria su debiti delle PMI, sono stati sospesi leasing, mutui e finanziamenti contratti dalla piccole e medie imprese con il sistema bancario per complessivi sette miliardi di euro circa. A darne notizia è il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha fornito un nuovo aggiornamento mensile sulla moratoria sui debiti delle PMI partita nei mesi scorsi a seguito di un accordo siglato dal Ministero con l’Abi, Associazione Bancaria Italiana, e le Associazioni delle imprese.
Nei primi sei mesi del 2009 il sistema italiano dei 191 Confidi artigiani ha erogato garanzie su finanziamenti alle piccole e medie imprese per quasi 3,6 miliardi di euro. Il dato emerge dall’indagine, giunta alla tredicesima edizione, a cura della Fedart Fidi, dopo che nel 2008 oltre 700 mila tra piccole imprese ed artigiani hanno ottenuto finanziamenti garantiti per quasi 6,3 miliardi di euro, con un trend crescente rispetto ai quasi 6,1 miliardi di euro erogati nell’anno precedente. Questo, secondo quanto mette in evidenza la Confartigianato, conferma come i Confidi per le PMI fungano da vero e proprio ammortizzatore della crisi.
Le famiglie italiane con nuovi nati, o con adozioni, a valere sul triennio 2009-2011, possono accedere ad una misura già annunciata negli scorsi mesi a sostegno della natalità. Trattasi, in particolare, del “prestito bebè”, ovverosia un prestito agevolato, promosso attraverso il Fondo di credito per i nuovi nati istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da parte del Dipartimento per le politiche della Famiglia. Le famiglie aventi i requisiti possono così ottenere un prestito agevolato fino alla somma di 5.000 euro che poi potranno essere restituiti nell’arco di cinque anni.