Dopo la controllata Snam Rete Gas, oggi è il turno dei conti di Eni, colosso dell’energia e titolo a maggiore capitalizzazione della Borsa italiana. Lo scorso anno il colosso del cane a sei zampe, dal simbolo che lo contraddistingue, ha realizzato un utile netto di 4,367 miliardi di euro a livello consolidato, ovvero considerando il perimetro dell’intero gruppo, comprese le controllate, mentre la capogruppo ha realizzato un utile di 5,061 miliardi. L’utile di gruppo è stato leggermente rivisto al ribasso dai 4,617 miliardi del preconsuntivo, a causa di un accantonamento di 250 milioni di euro destinato al fondo contenziosi legali relativo alla controversia con il consorzio Tskj in Nigeria.
Spin off di Fiat Auto dal gruppo Fiat ed eventuale quotazione in Borsa o fusione con Chrysler. È questo il tormentone che sta da qualche giorno girando tra i parterre di Borsa italiana e tra quelle europee, dopo le parole dell’Amministratore Delegato di Fiat Sergio Marchionne a Ginevra, e che sta spingendo al rialzo i titoli Fiat e Exor. Anche se una nota emessa dai vertici del gruppo, smentisce di fatto le ipotesi di stampa di un cda a marzo per un primo via libera all’operazione, che coinvolgerebbe sia Fiat ma anche Exor, perché quest’ultima controlla circa il 30% di Fiat Group che detiene il 100% di Fiat Auto.
L’offerta dei bond di Royal Bank of Scotland, Rbs, di cui il Governo Britannico è l’azionista di maggioranza, si arricchisce di altri due nuovi strumenti. Da venerdì 26 febbraio saranno quotate sul Mot, il mercato obbligazionario dei titoli di Borsa Italiana, due nuove obbligazioni, Royal 4% e Royal 6 anni variabile. Grazie a queste due nuove emissioni, sale a 17 il numero delle obbligazioni Royal quotate sul mercato dei bond di Piazza Affari. Royal 4% (codice di identificazione Isin: NL0009354505), è una obbligazione a tasso fisso, verrà rimborsata il 22 febbraio del 2016, quindi ha durata di 6 anni e nell’arco di questo periodo offrirà una cedola del 4% fissa lorda annua.
Da un paio di sedute il titolo A2A è sugli scudi in Piazza Affari nonostante la Borsa accusi una certa debolezza che ha portato gli indici a chiudere in ribasso le prime due sedute della settimana. A2A nella seduta di ieri è stato il titolo migliore per performance sul Mib, il comparto dei 40 titoli più importanti del listino milanese, grazie ai rumors che vorrebbero un accordo con il socio francese dell’energia Edf per la cessione della quota del 31% detenuta in Edison, altro titolo in fibrillazione da qualche seduta. Insistenti voci danno per imminente la conclusione dell’accordo, entro poche settimane.
Per Telecom Italia è scattato il conto alla rovescia per i conti. A fine settimana si conoscerà non solo come è andato il 2009 del colosso telefonico, ma anche quali saranno le strategia future del gruppo oberato da debiti per 37 miliardi di euro che fanno fatica a scendere. Nel futuro del colosso telefonico, nazionale ci sono due strade, o ballare da sola oppure fondersi con il gruppo spagnolo Telefonica, da cui di fatto è controllata. Se fino alla scorsa settimana voci incontrollate davano per prossima una fusione Telecom-Telefonica, molto gradita dal mercato, ma osteggiata dal governo italiano e che vede freddo quello spagnolo, oggi l’ipotesi sembra tramontare.
Con l’inizio della sottoscrizione dell’obbligazione Enel, a disposizione dei risparmiatori privati da lunedì 16 febbraio, si inizia a fare i calcoli sui rendimenti dei due titoli offerti, quello a tasso fisso e quello a tasso variabile. Per i rendimenti del primo si potranno toccare anche i livelli del 4% annuo. Infatti si otterranno sommando a un tasso Mid Swap a 6 anni, rilevato a conclusione del periodo d’offerta, un ulteriore margine di rendimento compreso tra un intervallo di 65 e 125 punti base (0,6% e 1,25%). Questo ulteriore margine sarà definito anch’esso al termine del periodo d’offerta.
C’è già chi l’ha definita la madre di tutte le emissioni obbligazionarie. Il bond Enel riservato ad investitori privati è in dirittura d’arrivo grazie alla Consob che ha dato il suo assenso alla pubblicazione del prospetto relativo all’offerta pubblica e quotazione delle obbligazioni del colosso energetico a tasso fisso e a tasso variabile. Le obbligazioni sono riservate ai risparmiatori italiani e di altri Paesi europei, per un valore complessivo massimo di 2 miliardi. I bond potranno essere sottoscritti tra il 15 e il 26 febbraio presso i collocatori autorizzati (banche e sim) con un investimento minimo di 2mila euro.
Telecom torna sotto i riflettori a Piazza Affari con il titolo che in mattinata è arrivato a guadagnare quasi l’8% portandosi a oltre 1,17 euro. A scatenare la speculazione è stata l’indiscrezioni di stampa secondo cui il governo avrebbe dato il via libera alla fusione con Telefonica. Ma Palazzo Chigi ha immediatamente preso le distanze in maniera netta in un comunicato ufficiale smentendo nella maniera più totale qualsiasi tipo di coinvolgimento. La fusione tra Telecom e Telefonica riguarda direttamente la sfera istituzionale perché Telecom possiede la quasi totalità della rete telefonica nazionale, vitale per le comunicazioni.
Per Fiat il 2009 è stato un anno difficilissimo, come per l’intero comparto dell’auto, ma si è chiuso con dei risultati comunque migliori della attese. La Borsa ha accolto i conti del 2009 con una certa soddisfazione, spingendo il titolo in rialzo fino a un guadagno dello 0,8% nei minuti successivi alla diffusione dei risultati, con scambi poco sopra i 9,9 euro ad azione. Nel 2009 il Gruppo di Torino ha chiuso con una perdita netta di 848 milioni di euro contro l’utile netto di 1,7 miliardi di euro nel 2008. I ricavi sono calati nel 2009 del 16% a 50,1 miliardi di euro, mentre il fatturato del 2008 aveva raggiunto 59,6 miliardi di euro. Ma gli effetti negativi della la caduta dei ricavi sono stati arginati grazie ad una energica politica di contenimento dei costi.
Mentre in Piazza Affari si rincorrono le voci di una possibile Opa di Telefonica su Telecom Italia, Banca Imi fa sbarcare sul listino un equity protection sull’indice settoriale europeo delle telecomunicazioni (codice identificativo Isin : IT0004561392). La struttura a capitale protetto garantisce alla scadenza del 2 febbraio 2015 la protezione del 95% del capitale nominale e pertanto il rimborso minimo non potrà essere inferiore ai 95 euro anche in presenza di un eventuale forte ribasso dell’indice. Viceversa, in caso di forti rialzi del sottostante, la presenza del cap limita il rimborso massimo a 154 euro a certificato riducendo quindi ad un 54% di guadagno, in 5 anni, la performance massima per questo certificato.
Si moltiplicano le emissioni di obbligazioni di Royal Bank of Scotland (Rbs) quotate in Piazza Affari sul segmento del Mot. Oramai sono arrivate al numero di 15 e variano tra bond a tasso fisso crescente, a tasso variabile con minimo garantito e legati all’inflazione. La novità è un’obbligazione per cogliere le opportunità che si presentano nell’attuale scenario di tassi molto bassi. Le obbligazioni Royal sono emesse da Abn Amro, parte del Gruppo Rbs, di cui il Governo Britannico e l’azionista di maggioranza. La quotazione sul Mot di Borsa Italiana rendono queste emissioni facilmente disponibili anche agli investitori privati. L’investimento minimo e di 1.000 Euro.