Il balzo di Enel in Piazza Affari all’indomani dell’accordo di cooperazione Italia-Russia per produrre energia nucleare è significativo, specialmente per le centinaia di migliaia di italiani che in portafoglio hanno il titolo, magari già dal suo esordio in Borsa. Infatti Enel potrebbe diventare la prima compagnia straniera coinvolta nella costruzione di una centrale nucleare in Russia, a Kaliningrad, l’énclave russa stretta tra Lituania e Polonia. Da qui, in base a un progetto a lungo studiato, la centrale nucleare dovrebbe progressivamente rifornire di energia elettrica buona parte dell’Europa occidentale.
C’era una volta un fondo comune di investimento. Tra qualche anno potrebbe cominciare così una lezione all’università di economia, oppure un colloquio tra un giovane risparmiatore che vuole investire e un bancario di esperienza. Perché i fondi comuni rischiano di sparire sostituiti dai più efficienti e meno costi Etf, gli Exchange Trading Fund. Fino alla scorsa settimana solo alla Borsa italiana di questi strumenti ne erano quotati 460. Da oggi altri 17 Etf sono sbarcati sul listino milanese nel circuito EtfPlus. Di questi ben 15 appartengono ad un emittente che per la prima volta sbarca sul listino di Piazza Affari con un suo Etf, Amundi.
Chi è a caccia di rendimenti non può non prendere in considerazione l’ultimo prodotto di Deutsche Bank. L’ultima soluzione dell’emittente tedesco per i risparmiatori assetati di guadagno ma che voglio correre un rischio basso è un Express Protection sulle Tlc. In pratica è un certificato che ha come sottostante un paniere di tre titoli appartenenti al comparto telefonico, ovvero la spagnola Telefonica, l’inglese Vodafone e la tedesca Deutsche Telekom. Il certificato (codice di identificazione di Borsa Isin: DE000DB6YN06) al termine del collocamento, sarà quotato sul Sedex di Borsa Italiana e potrà essere comprato a partire da un valore nominale di 100 euro. La scadenza è fissata per il 28 aprile 2014.
Ieri i possessori del titolo Fiat hanno avuto una seduta da sogno. Nel giorno dell’addio di Montezemolo alla presidenza Fiat e con l’arrivo del nuovo presidente John Elkann, erede di Gianni Agnelli designato dal nonno in persona, i titoli del Lingotto in una sola seduta hanno guadagnato quasi il 10%. Un balzo che ha permesso ai prezzi dei titoli ordinari di tornare nuovamente oltre la soglia fatidica dei 10 euro. Una performance che porta il guadagno del titolo in un anno al 33%, ma occorre ricordare che 14 mesi fa l’azione viaggiava sui minimi storici, sotto i 4 euro, quindi la performance da marzo 2009 è decisamente maggiore.
L’economia del Brasile è tra le emergenti una di quelle con maggiori prospettive di crescita. L’agenzia di consulenza britannica Eiu (Economist intelligence unit ) nella sua classifica delle migliori economie mondiali ha messo proprio il paese carioca all’ottavo posto davanti a Spagna, Canada, India e Russia. La forza della crescita dell’economia di Rio si riscontra anche nella effervescenza della Borsa mobiliare. Il mercato azionario è quasi tornato a ridosso dei massimi toccati nel 2008 prima dello scoppio della crisi finanziaria globale e la stessa moneta, il real, è sui massimi degli ultimi otto anni contro dollaro e soprattutto, contro l’euro.
Da Royal Bank of Scotland, Rbs, arrivano sul mercato altre 4 obbligazioni alla portata del piccolo risparmiatore e decisamente interessanti. Royal Combinazione Perfetta punta su un ulteriore ribasso dei tassi, Royal Ripresa è adatta a chi ha una visione di rialzo dei tassi, Royal Protezione è pensata per gli investitori che si preoccupano di un possibile ritorno dell’inflazione, infine Royal 5% Flex strizza l’occhio a un investitore che predilige la certezza di cedole. Per ognuna di queste l’investimento minimo è di soli 1.000 euro. Attraverso la banca di fiducia, si possono acquistare e rivendere quando si vuole, anche prima della scadenza, proprio perché quotate in continuo in Borsa.
Il risparmiatore che cerca obbligazioni dai rendimenti interessanti e dal rischio basso e magari italiane, non può non prendere in considerazione l’ultima emissioni appena collocata sul mercato da Prysmian, gruppo tra i leader mondiali nel settore dei cavi e sistemi per l’energia e le telecomunicazioni, e un tempo parte integrante del gruppo Pirelli. Le caratteristiche dell’obbligazione ha attirato l’interesse dell’intera comunità degli investitori tanto che a fronte di un offerta di 300 milioni, poi portata a 400 milioni, il bond ha ricevuto richieste per oltre 3 miliardi di euro, pari a oltre 7,5 volte l’ammontare offerto.
C’è sete di obbligazioni ad alto rendimento sul mercato e quando si affaccia un offerta come quella appena effettuata da Italcementi gli operatori non si lasciano scappare l’occasione. Il gruppo Italcementi, con una capacità produttiva di oltre 70 milioni di tonnellate di cemento annue, è il quinto produttore di cemento a livello mondiale. Opera in 22 paesi di 4 continenti del mondo, attraverso un dispositivo industriale di 63 cementerie, 13 centri di macinazione, 5 terminali, 614 centrali di calcestruzzo e 125 cave di inerti. E’ quindi comprensibile che un offerta obbligazionaria ad alto rendimento per 750 milioni di euro abbia raccolto adesioni per più di 4 miliardi di euro, pari a oltre 5 volte la richiesta al mercato.
Dopo la controllata Snam Rete Gas, oggi è il turno dei conti di Eni, colosso dell’energia e titolo a maggiore capitalizzazione della Borsa italiana. Lo scorso anno il colosso del cane a sei zampe, dal simbolo che lo contraddistingue, ha realizzato un utile netto di 4,367 miliardi di euro a livello consolidato, ovvero considerando il perimetro dell’intero gruppo, comprese le controllate, mentre la capogruppo ha realizzato un utile di 5,061 miliardi. L’utile di gruppo è stato leggermente rivisto al ribasso dai 4,617 miliardi del preconsuntivo, a causa di un accantonamento di 250 milioni di euro destinato al fondo contenziosi legali relativo alla controversia con il consorzio Tskj in Nigeria.
Spin off di Fiat Auto dal gruppo Fiat ed eventuale quotazione in Borsa o fusione con Chrysler. È questo il tormentone che sta da qualche giorno girando tra i parterre di Borsa italiana e tra quelle europee, dopo le parole dell’Amministratore Delegato di Fiat Sergio Marchionne a Ginevra, e che sta spingendo al rialzo i titoli Fiat e Exor. Anche se una nota emessa dai vertici del gruppo, smentisce di fatto le ipotesi di stampa di un cda a marzo per un primo via libera all’operazione, che coinvolgerebbe sia Fiat ma anche Exor, perché quest’ultima controlla circa il 30% di Fiat Group che detiene il 100% di Fiat Auto.
L’offerta dei bond di Royal Bank of Scotland, Rbs, di cui il Governo Britannico è l’azionista di maggioranza, si arricchisce di altri due nuovi strumenti. Da venerdì 26 febbraio saranno quotate sul Mot, il mercato obbligazionario dei titoli di Borsa Italiana, due nuove obbligazioni, Royal 4% e Royal 6 anni variabile. Grazie a queste due nuove emissioni, sale a 17 il numero delle obbligazioni Royal quotate sul mercato dei bond di Piazza Affari. Royal 4% (codice di identificazione Isin: NL0009354505), è una obbligazione a tasso fisso, verrà rimborsata il 22 febbraio del 2016, quindi ha durata di 6 anni e nell’arco di questo periodo offrirà una cedola del 4% fissa lorda annua.
Da un paio di sedute il titolo A2A è sugli scudi in Piazza Affari nonostante la Borsa accusi una certa debolezza che ha portato gli indici a chiudere in ribasso le prime due sedute della settimana. A2A nella seduta di ieri è stato il titolo migliore per performance sul Mib, il comparto dei 40 titoli più importanti del listino milanese, grazie ai rumors che vorrebbero un accordo con il socio francese dell’energia Edf per la cessione della quota del 31% detenuta in Edison, altro titolo in fibrillazione da qualche seduta. Insistenti voci danno per imminente la conclusione dell’accordo, entro poche settimane.