Nei primi sei mesi del 2009 il sistema italiano dei 191 Confidi artigiani ha erogato garanzie su finanziamenti alle piccole e medie imprese per quasi 3,6 miliardi di euro. Il dato emerge dall’indagine, giunta alla tredicesima edizione, a cura della Fedart Fidi, dopo che nel 2008 oltre 700 mila tra piccole imprese ed artigiani hanno ottenuto finanziamenti garantiti per quasi 6,3 miliardi di euro, con un trend crescente rispetto ai quasi 6,1 miliardi di euro erogati nell’anno precedente. Questo, secondo quanto mette in evidenza la Confartigianato, conferma come i Confidi per le PMI fungano da vero e proprio ammortizzatore della crisi.
Le procedure finalizzate a compensare, per importi superiori ai 15 mila euro, i crediti sull’imposta sul valore aggiunto (Iva), sono troppo complesse; ai fini della certificazione e la fruizione del beneficio, infatti, serve la comunicazione all’Agenzia delle Entrate ed il rilascio del visto di conformità, ma secondo le piccole e medie imprese serve la moratoria di un anno per il provvedimento in quanto le PMI sarebbero chiamate a mettere a punto controlli stringenti su una mole elevata di registrazioni contabili e di documenti.
L’Agenzia delle Entrate vuole avviare una raffica di controlli su chi quest’anno in materia di versamento di imposte ha omesso i pagamenti oppure ha versato somme di importo sensibilmente minore rispetto agli anni passati. Pur tuttavia, prima di avviare questa nuova campagna l’Amministrazione finanziaria ha convocato le Associazioni di categoria delle imprese anche al fine di evitare di andare a “colpire” con gli accertamenti non quelle imprese “furbe”, che sfruttano la situazione per differire gli adempimenti fiscali, ma quelle che realmente versano in uno stato di oggettiva difficoltà.
Nella giornata di ieri l’Istat ha comunicato, in lettura preliminare, il dato sull’indice dei prezzi al consumo di novembre, che a sorpresa si è attestato in rialzo sopra le attese, alimentando i rischi di nuove fiammate al rialzo dei prezzi in un contesto di crescita economica alquanto debole per l’Italia.
La Confartigianato nei giorni scorsi ha accolto con un plauso e con grande soddisfazione la proposta di Legge riguardante la messa a punto di uno Statuto delle imprese; l’Associazione degli artigiani, in merito, auspica che l’iter di approvazione sia rapido in modo tale che, ai fini del rilancio della competitività, siano messe al centro proprio le PMI.
La crisi finanziaria ed economica ha letteralmente strozzato in questi mesi l’attività dei piccoli imprenditori, a partire dagli artigiani, specie se in età giovane, che si sono visti chiusa, purtroppo spesso, la porta dalle banche in materia di accesso al credito specie se in assenza di garanzie reali.
Nel periodo dal luglio del 2004 allo stesso mese del 2009 le tariffe dei servizi pubblici locali, per quanto riguarda quelli non energetici, hanno fatto registrare un incremento del 28%, rafforzando palesemente la convinzione che tali incrementi siano frutto di scarse liberalizzazioni nel settore.
Nel nostro Paese ci sono tantissime imprese, specie quelle piccole, che continuano ad avere difficoltà con la “quadratura” dei parametri riguardanti gli studi di settore; la crisi finanziaria ed economica ha infatti lasciato il segno, con la conseguenza che il livello dei ricavi e di redditività conseguito non risulta essere conforme agli studi di settore.
Grazie all’approvazione del “DDL Sviluppo“, in Italia sarà più semplice per le imprese “fare squadra” in un contesto imprenditoriale caratterizzato nel nostro Paese da una elevata frammentazione e da una miriade di micro imprese e di piccole imprese.
Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha proposto in data odierna, nel corso dell’Assemblea dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), una moratoria sulle scadenze dei crediti che le banche vantano nei confronti delle piccole e medie imprese; ma il Ministro ha altresì proposto una sospensione o una modifica dei criteri con cui si applica Basilea 2.
Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Decreto Fiscale, le imprese che investono in innovazione, ed in particolare nell’acquisto di macchinari, potranno ottenere una detassazione del 50% sugli utili reinvestiti; trattasi di una misura ben accolta, tra l’altro, dalla Confartigianato, la quale, pur mettendo in evidenza come il Decreto contenga misure apprezzabili, ritiene che comunque debbano essere messe in campo anche altre misure urgenti.