Grazie ad un Protocollo d’intesa siglato tra il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, e Rete Imprese Italia, l’utilizzo della posta elettronica certificata viene esteso a tutte le imprese associate, ben 2,5 milioni. A darne notizia è la Confcommercio nel sottolineare come in questo modo per le comunicazioni con la Pubblica Amministrazione le imprese potranno far leva su uno strumento di semplificazione in linea con gli obiettivi dell’innovazione digitale e della facilitazione del dialogo tra i cittadini e le Amministrazioni Pubbliche.
Buone notizie per i 700.000 imprenditori che sono associati alla Confartigianato. Martedì scorso, infatti, Telecom Italia, il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, e la Confartigianato, hanno siglato un accordo che permetterà agli artigiani di poter attivare entro il 2011, gratuitamente, la Pec, ovverosia la Posta Elettronica Certificata. In questo modo gli imprenditori senza costi aggiuntivi potranno dotarsi di uno strumento in grado di velocizzare e semplificare la gestione delle comunicazioni grazie al fatto che l’uso della Pec equivale a quello della classica raccomandata con ricevuta di ritorno.
Sul mercato assicurativo esistono tanti tipi di coperture contrattuali che spaziano dalla classica Rc auto alla polizza sulla vita e sulla salute, e passando per soluzioni evolute multirischi che proteggono il contraente da tutti o quasi gli eventuali imprevisti ed eventi negativi della vita quotidiana durante il tempo libero o durante l’esercizio dell’attività professionale. Ma con l’avvento, lo sviluppo e la diffusione a macchia d’olio dei nuovi mezzi di comunicazione sono nati anche altri rischi che non riguardano l’infortunio, la perdita del posto di lavoro o la malattia, ma le truffe ed i raggiri dei quali spesso si è vittima su Internet.
Da alcuni giorni è partito in Italia il progetto relativo alla posta elettronica certificata fortemente voluto dal Ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione al fine di semplificare ed agevolare il dialogo tra la PA ed i cittadini, con questi ultimi che possono richiedere gratuitamente la propria casella di posta elettronica certificata con una procedura online dal sito www.postacertificata.gov.it. Pur tuttavia, l’utilizzo della PEC concessa gratuitamente è limitato al dialogo tra il cittadino e la pubblica amministrazione, ragion per cui non si può utilizzare per la comunicazione tra cittadino e cittadino.
La Pec, posta elettronica certificata, è gratuita per i maggiorenni, e rappresenta un nuovo strumento di dialogo, rapido, semplice e veloce, tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione. L’attivazione si richiede direttamente online, dal sito Internet www.postacertificata.gov.it, e poi si completa la procedura recandosi presso un ufficio abilitato di Poste Italiane. In questo modo, utilizzando la posta elettronica certificata, il cittadino può dialogare con la Pubblica Amministrazione comodamente da casa senza la necessità di doversi recare presso i relativi uffici fisici.
Con il sistema digitale, ed in particolare con la posta elettronica certificata, non si spreca carta e neanche benzina. A dichiararlo è stato il sindaco di Roma Alemanno nel sottolineare come con l’avvio della posta elettronica certificata il Campidoglio sia pronto ed in prima linea per consentire con la Pec il dialogo tra i cittadini e la pubblica amministrazione. Ad esempio, nella Capitale è già possibile richiedere con la posta elettronica certificata i certificati anagrafici con inoltro in via digitale da parte dell’Amministrazione comunale al cittadino entro un tempo di 24 ore.
Da qualche giorno è possibile richiedere gratuitamente la posta elettronica certificata. In concomitanza con l’avvio di questa “rivoluzione”, ci sono stati dei problemi tecnici, che ora sono stati risolti, a causa del boom di contatti e registrazioni al sito per richiedere la PEC, ma ci sono anche alcune criticità sulle quali quantomeno occorre riflettere. Altroconsumo, non a caso, ha messo in evidenza, innanzitutto, come la posta elettronica certificata nella sua versione gratuita non preveda la firma digitale; di conseguenza, senza firma digitale il messaggio inviato dal cittadino con la posta elettronica certificata alla Pubblica Amministrazione ha il valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno?
A soli quattro giorni dall’avvio delle registrazioni per la “Pec”, la posta elettronica certificata, sono stati oltre 50 mila i cittadini che hanno effettuato online la richiesta. A darne notizia è Poste Italiane dopo che il sistema per gestire le procedure per l’attivazione della “Pec” è stato potenziato proprio per far fronte alle forti richieste di uno strumento che è destinato a cambiare radicalmente, ed in meglio, il rapporto tra le Amministrazioni Pubbliche ed il cittadino visto che lo strumento della posta elettronica certificata va a sostituire in tutto e per tutto, con risparmio di tempo e di denaro, la classica raccomandata con ricevuta di ritorno.
E’ ufficialmente partita in Italia la rivoluzione per quel che riguarda la “Pec”, ovverosia la posta elettronica certificata che, tra l’altro, contribuirà a migliorare e velocizzare il rapporto tra la Pubblica Amministrazione ed il cittadino nell’ottica di quel processo di semplificazione della burocrazia che, a regime, dovrebbe portare nel suo complesso ad una “macchina statale” più moderna, efficiente ed al passo con i tempi. Già nei mesi scorsi, grazie ad un accordo tra il Ministero della PA, l’Automobile Club Italia (Aci), e l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps), è stato possibile richiedere la “Pec”, ma ora è stato predisposto un sito ad hoc per le registrazioni.
Con l’introduzione obbligatoria della posta elettronica certificata a carico delle Pubbliche Amministrazioni, si apre, almeno sulla carta, una nuova era in Italia nei rapporti tra la burocrazia ed i cittadini. Il condizionale è comunque d’obbligo visto che allo stato attuale le Amministrazioni Pubbliche, nel rapporto di 6 su 10, non hanno ancora attivato le caselle di posta elettronica certificata che, in tutto e per tutto, mandano, anzi dovrebbero mandare in soffitta la cara e vecchia raccomandata con ricevuta di ritorno.
A partire da lunedì 26 aprile 2010, collegandosi al sito Internet www.postacertificata.gov.it, sarà possibile chiedere l’attivazione del servizio di Posta Certificata al cittadino. A darne notizia è il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, spiegando che dal sito indicato sarà possibile richiedere la “Pec” in maniera veloce e semplice grazie ad una procedura guidata. Dopo 24 ore dall’inserimento online della richiesta, e comunque non dopo tre mesi, il cittadino dovrà recarsi presso un ufficio postale abilitato.
Entro il corrente mese i professionisti, dagli architetti agli ingegneri e passando per i commercialisti ed i geometri, hanno l’obbligo di dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata che garantisce sia sicurezza nell’invio dei dati attraverso il Web, sia pieno valore legale delle comunicazioni.
Entro fine mese i professionisti avranno l’obbligo di attivazione e di utilizzo della posta elettronica certificata; ma questo strumento, che ha in tutto e per tutto la validità di una raccomandata con ricevuta di ritorno, può essere altresì utilizzato anche dal privato cittadino, ragion per cui è importante sapere cosa è la “PEC” e come si usa.