Dopo un’inflazione media 2009 a +0,8%, il carovita quest’anno dovrebbe attestarsi su valori ben più elevati e comunque non sotto l’1%; ma a fronte dell’ascesa dei prezzi non sembra esserci, allo stesso modo, un’ascesa dei redditi da parte delle famiglie tale da evitare un’erosione del potere d’acquisto. Anzi, le difficoltà a livello occupazione in Italia persistono, ragion per cui il 2010 per le famiglie, nonostante siano passati ancora due mesi, si candida per essere addirittura peggiore del 2009. Per questo l’Adoc, dopo aver appreso i dati odierni Istat sull’inflazione di febbraio 2010, ritiene indispensabile l’adozione di misure di detassazione mirata dei redditi delle famiglie.
E’ partita nella giornata di ieri, lunedì 15 febbraio 2010, “Per un fisco giusto“, l’iniziativa della Cgil finalizzata a portare in giro per l’Italia le proposte del più grande Sindacato italiano in merito alla riforma fiscale; l’iniziativa poi andrà a sfociare, il 12 marzo prossimo, nello sciopero generale sul fisco già proclamato da qualche settimana dalla Cgil. Il Sindacato da tempo chiede che il prelievo fiscale venga spostato in altri ambiti alleggerendo quello a carico dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, ovverosia coloro che, dati alla mano, hanno pagato il prezzo più alto della crisi.
In accordo con una recente analisi condotta dal “Corriere della Sera“, quest’anno gli italiani dovranno lavorare un giorno in più per poter pagare le tasse. La cosiddetta “libertà tributaria“, infatti, sarà raggiunta nel 2010 solamente il 23 giugno prossimo; questo significa che solo dopo ben 173 giorni si inizierà mediamente a lavorare per se stessi e non per lo Stato al fine di pagare tasse e tributi. Anche per questo Carmelo Finocchiaro, Presidente della Federcontribuenti, ha contestato apertamente le recenti dichiarazioni del Premier.
Le tasse nel nostro Paese sono scese, come afferma il Governo, oppure no? Ebbene, sulla questione è intervenuta la Federconsumatori, la quale sostiene che, su un totale di sessanta milioni di italiani, per qualche decina di migliaia di questi effettivamente le tasse si sono abbassate. Trattasi degli evasori fiscali che hanno fatto rientrare capitali per complessivi 150 miliardi di euro circa con lo scudo fiscale del 2002 e quello che si è concluso lo scorso 15 dicembre.
Per venerdì 12 marzo 2010 la Cgil ha proclamato uno sciopero generale contro il fisco, ed in particolare per rivendicare la necessità urgente di ridurre le tasse a favore dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Il Sindacato è giunto a questa decisione dopo che non ha ricevuto alcuna risposta, da parte del Governo, ad una lettera in cui la Cgil indicava tutta una serie di proposte a favore delle famiglie a reddito fisso per accompagnarle fuori dalla crisi.
In Italia sono oramai parecchi anni che le aliquote Irpef sono sempre le stesse. Sono cinque ed anche per quest’anno, infatti, salvo clamorose sorprese nulla cambierà; è stato prima il Premier Berlusconi, e poi il Ministro all’Economia Tremonti, a far presente come la congiuntura attuale, e la necessità di mantenere in ordine i conti pubblici, non permetterà nel breve termine di abbassare o comunque di rivedere il sistema di tassazione attualmente in vigore nel nostro Paese.
La crisi finanziaria ed economica ha messo a dura prova i bilanci degli Stati europei, ragion per cui non appena sarà possibile si dovranno adottare misure tali da poter rientrare dal deficit. E proprio perché i bilanci pubblici non permettono ampi margini di manovra, non è stato solamente il Premier Berlusconi, per il nostro Paese, a dichiarare che al momento la riduzione delle tasse non è possibile, ma anche il presidente della Banca centrale europea Trichet ha dichiarato ieri che gli Stati europei farebbero bene a rinviare a tempi migliori ogni provvedimento in materia di riduzione della pressione fiscale.
Nel breve termine sarà “impossibile tagliare le tasse“. A dichiararlo è stato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il quale ha voluto far chiarezza, nel corso della consueta conferenza stampa al termine dell’odierno Consiglio dei Ministri, in merito alla riforma fiscale che, in base a quanto detto, sarà caratterizzata da un “lavoro lungo e duro“. Il Premier ha altresì sottolineato come la situazione attuale sia tale da ritenere impossibile che si possano ridurre le tasse, mentre riguardo all’introduzione del quoziente fiscale, con un “lo faremo“, Silvio Berlusconi ha lasciato intendere che sarà questa probabilmente la prima misura della riforma fiscale.
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è fiducioso sul fatto che il 2010 sia l’anno non solo per la riforma fiscale, ma anche per una revisione “storica” delle aliquote Irpef, riducendole solo a due: quella al 23% per i redditi più bassi, e quella al 33% per i redditi più alti. Questi cambiamenti, pur tuttavia, potrebbero avvenire in tempi medio-lunghi, e comunque entro l’attuale legislatura secondo quanto dichiarato nelle ultime ore dagli esponenti del Governo visto che occorre in ogni caso tener conto della “quadratura” dei conti pubblici.
E’ percezione comune quella che in Italia i lavoratori in media guadagnino poco, troppo poco. Adesso la conferma arriva anche da parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, la quale per gli stipendi netti pone l’Italia al 23-esimo posto su un totale di 30 Paesi. In merito a questa situazione, l’Adiconsum è tornata a chiedere all’attuale Governo in carica degli interventi finalizzati al rilancio dell’economia affrontando quelli che sono i nodi reali che, tra l’altro, stanno incidendo sempre di più sul potere d’acquisto dei consumatori e delle famiglie italiane.
In data odierna l’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, ha reso nota la consueta rilevazione mensile sulle vendite al dettaglio, caratterizzate in Italia da una situazione di vera e propria stagnazione visto che nell’ottobre scorso, rispetto al mese precedente, sono rimaste invariate. Pur tuttavia, il dato dell’Istat, se letto più approfonditamente, evidenzia come la variazione nulla sia frutto di un aumento delle vendite al dettaglio per la grande distribuzione, ed una contestuale caduta delle vendite per i commercianti sulle piccole superfici, ovverosia i tantissimi piccoli negozi che in Italia vendono prodotti alimentari e non.
Non è piaciuta alla CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, la decisione del Governo di mettere la fiducia sull’approvazione della Finanziaria 2010; secondo la Confederazione, infatti, da un lato è stato esautorato il Parlamento, e dall’altro continuano ad essere ignorati i problemi dell’agricoltura che sono molto gravi. E visto che il Governo non ha rispettato gli impegni, la CIA ha fatto sapere che lo stato di mobilitazione degli agricoltori è destinato a proseguire visto che il maxi-emendamento, “blindato” con il voto di fiducia, non viene incontro alle esigenze dei produttori agricoli.
Nei giorni scorsi il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, ha aperto il dibattito relativo ad una riforma del nostro sistema fiscale; il Ministro è infatti favorevole ad una revisione che garantisca più attenzione alla famiglia, ma secondo la Confesercenti una riforma fiscale senza tener conto anche delle piccole e medie imprese avrebbe le gambe corte. Ad affermarlo, nello specifico, è stato Marco Venturi, Presidente della Confesercenti, sottolineando come nel nostro Paese la maggioranza delle imprese, e praticamente tutte quelle piccole, siano realtà assoggettate all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).
Continua in vista dell’approvazione della Legge Finanziaria 2010 la mobilitazione degli agricoltori, i quali continuano ad essere una delle categorie più scontente in merito ai provvedimenti che si stanno discutendo ed approvando in Parlamento. Non a caso, martedì prossimo, 15 dicembre 2009, a tornare in piazza è la Confagricoltura, assieme a Copagri ed alla CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, per un sit-in congiunto nella Capitale, a piazza Montecitorio.