Si chiama “TuttoFamiglia“, ed è un servizio accessibile via Internet, ma anche via telefono, attraverso il numero verde gratuito dell’Inps, per restare sempre informati sulle iniziative e sulle misure destinate al sostegno delle politiche familiari. “TuttoFamiglia” nasce da un progetto congiunto tra l’Inps, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, ed il Dipartimento Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per saperne di più, ad esempio, sul bonus famiglie, sulla social card, sul bonus per il consumo di gas ed energia elettrica, oppure sul Fondo di credito per i nuovi nati.
A valere sul triennio 2009-2011 è ufficialmente entrata in vigore una misura dell’attuale Governo in carica a sostegno della natalità. Non trattasi del caro, vecchio, e per certi versi compianto, bonus bebè, ma di un prestito grazie al Fondo di credito per i nuovi nati che permette, attraverso le banche aderenti, di accedere ad un finanziamento fino a massimi 5.000 euro, restituibili in cinque anni, ad un tasso scontato del 50% rispetto al tasso medio offerto dalle banche per i prestiti alle famiglie.
Le famiglie italiane con nuovi nati, o con adozioni, a valere sul triennio 2009-2011, possono accedere ad una misura già annunciata negli scorsi mesi a sostegno della natalità. Trattasi, in particolare, del “prestito bebè”, ovverosia un prestito agevolato, promosso attraverso il Fondo di credito per i nuovi nati istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da parte del Dipartimento per le politiche della Famiglia. Le famiglie aventi i requisiti possono così ottenere un prestito agevolato fino alla somma di 5.000 euro che poi potranno essere restituiti nell’arco di cinque anni.
Il “prestito bebè” è ufficialmente diventato operativo. Nella giornata di ieri, infatti, l’Associazione Bancaria Italiana ha siglato con il Governo un protocollo di intesa per una misura di sostegno alle famiglie annunciata da parecchi mesi ma che ancora non era stata messa in atto.
Già nel dicembre dello scorso anno, nella Regione Friuli Venezia Giulia, i rappresentanti della Lega Nord avevano proposto la reintroduzione del “bonus bebè”, il contributo una tantum a favore delle famiglie con neonati, al fine di dare sostegno concreto alla genitorialità. Pur tuttavia, così come accaduto anche in alcuni Comuni della Lombardia, la Regione punta a concedere il beneficio solamente ai cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari con vincoli di residenza di lungo periodo.
Contro il caro neonato, il Comune di Roma ha annunciato il lancio di “Carta Bimbo”, la carta con la quale l’Amministrazione capitolina punta a sostenere le famiglie, ed in particolare i neonati e le mamme con sconti ma anche con servizi di assistenza. La “Carta Bimbo”, che prevede da parte del Comune uno stanziamento di poco superiore ai 500 mila euro, sarà direttamente consegnata a tutte le mamme che partoriranno un figlio presso gli ospedali della città di Roma.
Per ottenere le prestazioni e le agevolazioni sociali, ivi incluso il bonus bebè risalente alla Legge Finanziaria del 2006, occorre di norma rispettare sempre degli opportuni limiti di reddito, altrimenti si è esclusi dall’accesso ai bonus; ma se si dichiara il falso, attestando di avere un reddito che è inferiore a quello reale, allora si rischia grosso in quanto si prefigura il reato di appropriazione indebita ai danni dello Stato.
Quello sul bonus bebè a livello locale è un tema non solo aperto a nuove iniziative politiche in molti comuni del nostro Paese, ma anche un argomento oggetto di discussione e di aspro confronto tra chi governa la città e chi sta all’opposizione. L’esempio più lampante è quello del Comune di Brescia, dove l’Amministrazione aveva deliberato nelle scorse settimane l’erogazione di un bonus bebè solamente alle famiglie dove almeno uno dei coniugi possiede la cittadinanza italiana.
Prosegue all’insegna dei reclami e dei contro-reclami nel Comune di Brescia la disputa sul bonus bebè prima deliberato dall’Amministrazione e poi ritirato a seguito di una sentenza da parte del Tribunale che giudicava discriminatoria la decisione della Giunta di destinare il bonus solamente alle coppie con neonati composte da cittadini italiani o al più da coppie miste.
Nel nostro Paese il bonus bebè deve essere erogato senza discriminazioni e nel pieno rispetto dei diritti di cittadinanza. Questo è quanto, in estrema sintesi, è emerso dalla sentenza del Tribunale di Brescia che ha imposto all’Amministrazione comunale di ripristinare la delibera sul bonus bebè locale permettendone l’accesso sia alle coppie italiane con neonati, sia a quelle miste, sia a quelle costituite da genitori stranieri.
Bonus famiglie, social card, mutui al 4% e prestito bebè. Quale tra questi è il provvedimento migliore messo a punto dall’attuale Governo in carica a favore delle famiglie? Ebbene, in base al sondaggio proposto da Vostri Soldi, i lettori hanno scelto, a pari merito, i mutui al 4% ed il bonus famiglie con una percentuale del 39%.
Scade il 31 gennaio 2009 a Viterbo il termine per presentare la domanda di accesso al bonus bebè; il beneficio, in linea con quanto deciso da parecchi tra i più importanti comuni italiani, rientra nell’ambito dei cosiddetti ‘bonus bebè locali’, visto che lo Stato centrale, con il recente decreto anticrisi, ha istituito il bonus bebè sotto forma di prestito a tasso agevolato e non come un’erogazione di aiuti una tantum.