Sono l’Abruzzo, la Liguria ed il Trentino Alto Adige le Regioni italiane dove la vacanza in agriturismo è più conveniente, mentre meno a buon mercato sono le vacanze “verdi” in Toscana, Puglia e Umbria. E’ questo uno dei dati interessanti emersi da un Rapporto a cura di Toprural.com, portale specializzato a livello europeo sia per quel che riguarda l’agriturismo, sia per il comparto del turismo rurale. Il Rapporto di Toprural.com, giunto alla sua seconda edizione, rappresenta un vero e proprio barometro su come sono cambiati in Italia, Regione per Regione, i prezzi praticati dagli agriturismi sul territorio.
A New York, sul mercato delle borse merci, il prezzo del succo d’arancia negli ultimissimi giorni ha fatto registrare i nuovi massimi da oltre due anni. Secondo quanto riferisce la Coldiretti, infatti, i futures con consegna a maggio del succo d’arancia sono balzati fino alla quota di $ 1,53, ovverosia su valori che non si registravano dal dicembre del 2007. Ad alimentare il rialzo dei prezzi è stato negli USA il maltempo, ed in particolar modo le gelate che hanno contribuito a far abbassare i livelli di produzione in Florida. E intanto, per quel che riguarda le arance, cosa sta accadendo in Italia?
In concomitanza con il rilascio dei prezzi alla produzione a cura dell’Istat per quel che riguarda lo scorso mese di gennaio, la Coldiretti, in base ad un’analisi effettuata prendendo a riferimento i dati Ismea, ha sottolineato come i prezzi dei prodotti agricoli anche nel corso di gennaio 2010 abbiano segnato il passo. Nel dettaglio, il calo medio dei prezzi alla produzione agricola è stato del 6,1%, con punte di ribasso sopra la media per i legumi e gli ortaggi, i vini con un secco -13,9%, e la frutta secca e fresca, mentre per i cereali la caduta dei prezzi è stata circoscritta al 3,9%.
Non appena sul territorio italiano tornano la neve, il freddo ed il gelo, puntuali arrivano le speculazioni sui generi alimentari per effetto del maltempo; i prezzi, infatti, tendono a salire presso i banchi dell’ortofrutta, un po’ in tutta Italia, approfittando della situazione visto che ad aumentare di prezzo al banco sono prodotti agroalimentari che già sono stati raccolti da un bel pezzo. Non a caso, in data odierna, il Codacons ha denunciato un allarme rincari da maltempo con speculazioni al rialzo sui prezzi nelle ultime ore del 5-10% sia per la frutta, sia per la verdura.
Non solo pasta, pane e carote segnano nel nostro Paese ricarichi record nel passaggio dal campo alla tavola. Anche gli agrumi “made in Italy“, infatti, sono oggetto di ricarichi record lungo la filiera che, in base a quanto rende noto la Coldiretti, sono pari a ben il 625%. A farne le spese è da un lato il produttore agricolo e dall’altro il consumatore; il produttore agricolo, infatti, incassa pochi centesimi di euro per un prodotto che poi al banco della frutta viene venduto in euro al chilo. E così, a fronte dei 0,20 euro al chilo pagati all’agricoltore per le arance tarocco, i consumatori poi le vanno a pagare a 1,45 euro al chilo.
Sono partiti martedì scorso, 5 gennaio 2010, i saldi invernali nel Comune di Torino, dove si protrarranno fino all’1 marzo; al riguardo, il Comune di Torino ricorda come quello dei saldi sia un periodo che, anche per coloro che non sono “shopping-dipendenti“, rappresenta una buona occasione per acquistare prodotti a prezzi che, senza i saldi, sarebbero molto spesso “inavvicinabili”. L’Amministrazione ricorda inoltre ai consumatori che i negozi che propongono i saldi devono esporre l’apposita informativa con le regole osservate, altrimenti il consumatore, in caso di violazioni, può rivolgersi alla Polizia Municipale.
Manca oramai pochissimo per l’avvio dei saldi invernali a Roma, la cui partenza è fissata per sabato prossimo, 2 gennaio 2010; al riguardo, Davide Bordoni, Assessore al commercio della Capitale, ha dichiarato in vista della partenza delle vendite scontate che, al fine di garantire il rispetto delle regole, e contrastare l’abusivismo, saranno rafforzati ed intensificati i controlli. L’Amministrazione capitolina, inoltre, raccomanda ai consumatori di conservare sempre lo scontrino di acquisto, e di controllare i cartellini dei prodotti, dove deve esserci indicato il prezzo di partenza, quello scontato e la percentuale di sconto applicato.
Contrariamente alle previsioni cupe rilasciate in questi ultimi giorni dalle Associazioni dei Consumatori, i saldi invernali 2010, pronti a partire subito dopo il Capodanno, rappresenteranno una grande opportunità in Italia per ben sei consumatori su dieci. Ad affermarlo è la Confesercenti, la quale, tra l’altro, ha messo in evidenza come non solo la liberalizzazione dei saldi non gioverebbe a nessuno, ma si metterebbe la parola fine alle classiche vendite di fine stagione a prezzi scontati.
Nonostante le pressanti richieste di molte Associazioni dei Consumatori di anticipare la stagione dei saldi invernali a prima del Natale, le vendite scontate partiranno come previsto a partire dai primi giorni del prossimo anno. Ma a quanto pare, per tirare in alto gli affari, i commercianti stanno giocando d’anticipo applicando i saldi già a partire da oggi; secondo quanto rivela il Codacons, che in merito ha effettuato un’indagine, un commerciante su tre alla cassa sta già provvedendo ad applicare sconti medi del 30%, da un minimo del 20% ad un massimo del 40%.
Tra pochissimi giorni sarà attiva, dopo essere stata inaugurata, la linea ferroviaria ad alta velocità che collega Torino a Salerno; trattasi chiaramente di una buona notizia, visto che si può viaggiare anche su lunghe distanze in minor tempo, ma quella del Frecciarossa secondo il Movimento Consumatori è una soluzione ed una opportunità per pochi eletti a causa dei prezzi che sono troppo alti. In particolare, l’Associazione di Consumatori ha preso a riferimento la tratta da Torino a Milano con il Frecciarossa, confrontandola con i costi che, invece, sono previsti per un treno regionale o per i costi della benzina nel caso in cui il percorso venga coperto in macchina.
Rispetto al 2008, i prezzi delle stelle di Natale quest’anno sono stabili, con quelle piccole che costano dai due a quattro euro, quelle medie da otto a dieci euro, e quelle grandi dai quindici ai venti euro. A rilevarlo è la Coldiretti che, tra l’altro, caldeggia ed invita i consumatori ad acquistare stelle di Natale “made in Italy” al fine di sostenere le imprese del nostro Paese che nel comparto sono centinaia e danno lavoro a migliaia di addetti. In base alle previsioni dell’Organizzazione degli agricoltori, quest’anno gli italiani acquisteranno oltre 20 milioni di stelle di Natale che devono essere tenute dagli imprenditori in ambienti che siano ben riscaldati ed illuminati.
Nello scorso mese di ottobre i consumi in Italia, su base annua, e secondo quanto rilevato dalla Confcommercio, sono aumentati dello 0,4%, mentre per quanto riguarda le previsioni sui consumi e sugli acquisti di Natale, le previsioni non sono catastrofiche, ma non sono neanche esaltanti. L’Associazione dei commercianti, infatti, stima che tra viaggi, cenoni, regali e spese per i festeggiamenti, le famiglie italiane spenderanno in media 1.270 euro, con un incremento di appena quindici euro rispetto al Natale del 2008. A conti fatti, quindi, la tenuta dei consumi c’è, ma occorre anche far presente che il dato sulla spesa prevista, stimato dalla Confcommercio, non tiene conto dell’inflazione.