Con una decisione che è sia storica, sia preoccupante per il made in Italy agroalimentare, la Commissione Europea ha annunciato ufficialmente l’intenzione di “aprire” agli Ogm, gli organismi geneticamente modificati, con una proposta che, contrariamente all’attuale quadro normativo, porterà i singoli Paesi dell’eurozona a decidere se aprire o meno sul proprio territorio alle coltivazioni con Ogm. A farlo presente è la Coldiretti che, nel commentare la presa di posizione della Commissione Europea, ha sottolineato come l’Italia rimanga libera di poter vietare gli Ogm in agricoltura e, quindi, scongiurare anche ogni rischio di contaminazione.
I consumatori europei sono sempre di più diffidenti nel considerare il consumo di prodotti alimentari da coltivazioni con organismi geneticamente modificati (ogm) al pari di quelli tradizionali. E diminuendo la domanda da parte dei consumatori, anche le produzioni in tutto il Vecchio Continente sono destinate a segnare il passo. Non a caso, in accordo con quanto riporta la Coldiretti, nel 2009 per quel che riguarda le coltivazioni biotech c’è stata una storica inversione di tendenza con un secco -12% che per l’Organizzazione degli agricoltori rappresenta in tutto e per tutto un flop per gli ogm.
In India il Ministro dell’Ambiente, Jairam Ramesh, ha provveduto ad imporre il blocco alla coltivazione della prima melanzana transgenica. A darne notizia è la Coldiretti nel mettere in evidenza come il Ministro Ramesh per tale decisione abbia applicato il “classico” principio di precauzione; al fine di tutelare e garantire la sicurezza dei consumatori, infatti, Jairam Ramesh ha ritenuto necessari ulteriori studi su una coltura Ogm ottenuta attraverso modificazioni genetiche presso una sede dalla società Monsanto nel Missouri.
Nel nostro Paese, a seguito di una decisione da parte del Consiglio di Stato lo scorso mese di gennaio, si rischia l’avvio di coltivazioni di mais transgenico con semi ogm che, tra l’altro, sono stati ritenuti pericolosi, e quindi proibiti, in Paesi come la Francia e la Germania. Trattasi, in accordo con quanto riporta la Coldiretti, del mais MON 810, sul quale dopo alcuni anni nei Paesi citati è stato imposto lo stop alle coltivazioni sia per effetto delle dispersioni sul territorio con conseguente contaminazione delle coltivazioni ogm-free, sia in scia all’acquisizione di informazioni riguardanti effetti negativi all’apparato intestinale da parte dei consumatori.
Lo sviluppo del lavoro agricolo può rappresentare una straordinaria occasione di riscatto per le famiglie emarginate e per i territori più poveri dove ancora si conservano tradizioni, villaggi e biodiversità. Questo è quanto affermato, in sintesi, dal presidente di Acli Terra, Michele Zannini, in concomitanza con un annuncio che vede Acli Terra siglare un’alleanza con la Coldiretti per mettere insieme competenze e conoscenze in campo sindacale per la Coldiretti, ed in ambito della promozione sociale per le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.
Quest’anno c’è una grossa novità riguardo ai gelati. Non si tratta di un nuovo gusto, ma della possibilità di imbattersi nel “gelato OGM“, ovverosia quello prodotto e commercializzato con una particolare proteina derivante da un lievito OGM che permette al gelato di non sciogliersi. Ma come riconoscere il gelato OGM?
Da un’indagine della Coldiretti-Swg emerge che due italiani su tre non ritengono salutari i prodotti Ogm a tavola, rispetto ai prodotti tradizionali. Non solo in Italia si manifesta questo dissapunto, ma anche in altri paesi europei la pecentuale dei consumatori preoccupati è in media del 63%.