E’ positivo il giudizio dell’Adoc in merito alla messa a punto del nuovo paniere dell’Istat per la rilevazione dei prezzi; questo perché, secondo l’Associazione, le variazioni apportate, con l’ingresso ad esempio degli smartphone e delle badanti, sono in linea con le mutate abitudini di consumo e di stile di vita dei cittadini italiani. L’Adoc ha tra l’altro accolto positivamente l’andamento dei prezzi dei generi alimentari che, per la prima volta dal lontano 2001, non hanno finalmente fatto registrare a gennaio degli aumenti.
Il San Valentino 2010, la festa degli innamorati, sarà quest’anno decisamente più serena dal fronte dei prezzi. Ad annunciarlo è l’Associazione Adoc in virtù del fatto che quest’anno, contrariamente a quanto avvenuto in passato, i prezzi dei fiori e dei cioccolatini sono in calo rispetto al San Valentino 2009; nel dettaglio, per i fiori si registra un ribasso medio dei prezzi dell’1,6%, mentre per i cioccolatini il ribasso è leggermente più ampio e pari all’1,8%.
Per il Carnevale 2010 le serate in maschera saranno di sicuro un’ottima occasione per fare festa e per distrarsi, ma bisognerà fare inesorabilmente i conti con i rincari. L’Adoc, infatti, ha rilevato spese in rialzo del 6% quest’anno per le serate di carnevale in maschera, e addirittura un incremento del 16% dei prezzi per prendere a noleggio i costumi per bambini. Insomma, il Carnevale 2010 porta quest’anno non solo gli scherzi, ma anche i rincari che purtroppo non sono una novità e rischiano di ridurre sempre di più l’accesso agli svaghi da parte della popolazione.
A Roma in materia di servizio taxi stanno per arrivare due grosse novità: una è positiva, l’altra decisamente meno e riguarda i rincari delle tariffe che dovrebbero scattare nel breve e che dovrebbero far innalzare il costo della corsa da Roma Centro all’aeroporto di Fiumicino da 40 a 45 euro. La notizia positiva è quella comunicata dall’Amministrazione comunale che, contestualmente alle revisioni tariffarie, farà partire un interessante “progetto trasparenza“.
A livello locale, ed in particolare nel Comune di Roma, nella lista dei rincari molto presto si rischia di aggiungere anche quello relativo al servizio taxi; a partire dal prossimo mese di febbraio, infatti, è alta la probabilità che il servizio diventi più costoso, ma secondo il Codacons si tratterebbe di rincari ingiustificati e dannosi per l’utenza, ragion per cui, nel caso in cui l’Amministrazione comunale dovesse concedere gli incrementi tariffari, l’Associazione s’è dichiarata fin da ora pronta ad impugnare i rincari dinanzi al Tar.
La frutta, ed in particolare prodotti come le mele, gli agrumi e le pere, è stata già da tempo raccolta e conservata nei magazzini, ragion per cui le gelate sulle produzioni agricole in campo aperto non potranno essere prese a pretesto per innalzare i listini di vendita al dettaglio. Ad affermare che le impennate dei prezzi non sono giustificate e giustificabili è la CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, la quale sottolinea comunque come anche il maltempo, unitamente alla crisi del settore, rischi di mettere ulteriormente in difficoltà le imprese agricole.
L’abbonamento Mediaset Premium a “Easy Pay”, dall’1 febbraio del 2010, costerà al mese due euro in più; questo anche a seguito dell’introduzione nel pacchetto di due nuovi canali, “Premium Cinema Energy” e “Premium Cinema Emotion”, che al momento risultano essere in visione gratuita fino al 31 gennaio del 2010. A denunciarlo è l’Adiconsum nel sottolineare come per “sfuggire” a questo aumento i clienti Mediaset Premium, che hanno attivato “Easy Pay”, devono telefonare al numero verde o inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno per disdire la visione dall’1 febbraio 2010 dei due nuovi canali.
Lo scorso anno, a fronte di un’inflazione allo 0,8%, quella derivante dai soli generi alimentari è salita dell’1,8%, ovverosia più del doppio. Ma cosa sarebbe accaduto se ad aumentare sarebbero stati anche i prezzi all’origine che, invece, anche nel 2009 sono crollati? La domanda è d’obbligo visto che il 2009 per l’agricoltura italiana è stato un altro anno di sofferenza con quotazioni all’origine che solo nello scorso mese di dicembre, in base ai dati Ismea, hanno fatto registrare sensibili cali per i cereali, a partire dal grano duro con un -1,6% e passando per quello tenero che è calato del 3,5%.
L’Adusbef e la Federconsumatori hanno monitorato l’andamento dei prezzi dal 2001 al 2009 di ben 99 prodotti, constatando come nel nostro Paese ci siano stati otto anni di rincari superiori all’inflazione; dei 99 prodotti monitorati, infatti, ben 87 hanno fatto registrare una crescita dei prezzi superiore all’inflazione cumulata. In particolare, spiccano tra i rincari a tre cifre la pizza con un +155% in otto anni ed il caffè con un +104%, ma in generale tra i primi 20 prodotti con i maggiori rincari ben 15 sono alimentari o comunque riconducibili all’alimentazione.
E’ vero che lo scorso anno, come comunicato in via definitiva dall’Istat, l’inflazione si è attestata in Italia sui minimi degli ultimi cinquanta anni allo 0,8%, ma poi andando ad analizzare i singoli capitoli di spesa si scopre che quello che compriamo tutti i giorni, ovverosia i generi alimentari, sono aumentati nel 2009 più del doppio con tutto quel che ne è scaturito per le nostre tasche. Nel dettaglio, l’inflazione per i generi alimentari nel 2009 è stata dell’1,8%, e questo nonostante si sia contestualmente registrato un calo sensibile dei prezzi all’origine.
E’ stato convocato per martedì prossimo, 19 gennaio 2010, da parte dell’MSE, il Ministero dello Sviluppo Economico, il tavolo permanente di confronto sul mercato petrolifero; l’incontro, fissato per le ore 15,30, nella sala del Parlamentino, sarà presieduto da Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo Economico, e verterà, in accordo con una nota emessa ieri dall’MSE, sui temi legati sia sull’andamento dei prezzi degli ultimi trenta giorni, sia sullo schema di riforma riguardante la rete di distribuzione, la logistica ed il mercato dei prodotti petroliferi.
Tra riforma fiscale, rincari e potere d’acquisto delle famiglie in calo, è oramai chiaro come servano delle misure aggiuntive sia in materia di alleggerimento della fiscalità a favore delle fasce di popolazione a basso reddito, sia interventi a sostegno dei consumi che possono essere messi in atto o sfruttando la leva delle detrazioni fiscali, oppure erogando dei bonus alla famiglie. Ebbene, in mezzo a tante proposte formulate dai Sindacati, dalle Associazioni delle imprese e da quelle dei Consumatori, una formulata dall’Adiconsum appare molto interessante.
In termini di reddito reale, in Italia il potere d’acquisto delle famiglie, dall’ottobre 2008 al settembre 2009, è sceso dell’1,6% rispetto all’anno precedente; a comunicarlo in data odierna è stato l’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, sottolineando come nel periodo preso in considerazione ci sia stato un calo dei consumi in maniera superiore il rispetto al reddito, il che significa, come diretta conseguenza, che è aumentata tra le famiglie italiane la propensione al risparmio.
Il 17 dicembre scorso c’è stato, presso il Ministero dello Sviluppo Econonomico, un “faccia a faccia” tra l’UP, Unione Petrolifera, e le Associazioni dei Consumatori in merito all’andamento dei prezzi di benzina e diesel praticati agli automobilisti. In particolare, per le Associazioni l’incontro era stato propizio per formulare tutta una serie di proposte in virtù delle quali, con un intervento del Governo, si sarebbero potuti calmierare i prezzi. Ma a distanza di tre settimane il Governo non ha fino ad ora accolto e preso provvedimenti in merito alle richieste formulate dalle Associazioni dei Consumatori.