Poste Italiane ha annunciato, in vista della completa liberalizzazione dei servizi di recapito, dall’1 gennaio del prossimo anno, una piccola rivoluzione per quel che riguarda la consegna giornaliera della posta. Il portalettere, infatti, suonerà al campanello delle case degli italiani anche fino alle ore 20 per quel che riguarda in particolare i cosiddetti servizi di recapito postale ad alto valore aggiunto. Il nuovo modello di recapito è stato messo in atto da Poste Italiane a seguito di uno specifico accordo con le organizzazioni sindacali che introduce per i postini, quindi, un nuovo orario di lavoro.
I negozi aderenti alla Confesercenti hanno la possibilità di fruire di sconti ed agevolazioni sui servizi di Poste Italiane grazie alla stipula di un’apposita convenzione. A farlo presente è la stessa Confesercenti sul proprio sito Internet nel sottolineare, innanzitutto, come sia possibile aprire il Conto BancoPosta InProprio POS a canone zero per ben 12 mesi; inoltre, sempre gratis l’esercente può ottenere il Pos per poter incassare le somme da acquisti con moneta elettronica.
Nel nostro Paese, al fine di modernizzarlo, occorre intervenire su quei settori più critici, così come al fine di garantire e tutelare i consumatori e la competizione sul mercato andrebbero attribuiti più poteri all’Antitrust. E’ questo, in estrema sintesi, il contenuto di una segnalazione dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato sui problemi che riguardano la concorrenza. In particolare, l’Authority ha individuato nelle poste, ferrovie, aeroporti ed autostrade i comparti dove dovrebbero essere messi a punto in via prioritaria degli interventi.
Da quest’anno il servizio della casella postale, di grandi dimensioni, passa da 50 euro a 200 euro, con un rincaro pari a ben il 300%; per la casella postale media l’incremento di prezzo è del 257%, da 42 euro del 2009 ai 150 euro del 2010, mentre per quella piccola il rincaro è pari “solo” al 186% da 35 a 100 euro. A mettere in risalto questi dati e questi rincari è la Fedeconsumatori che bolla gli incrementi di prezzo annunciati da Poste Italiane come ingiustificati; ma il rischio è che questi aumenti alla fine vadano a ricadere sui consumatori.
In Austria il costo per una casella postale piccola è di 7,50 euro l’anno; a riferirlo è il CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti, nel denunciare come in Italia Poste Italiane, nei confronti dei fruitori “domestici” dei servizi di casella postale, abbia innalzato le tariffe, già care per una casella postale piccola, portandole da 35 euro a 100 euro. Allo stesso modo, la casella postale media passa da un costo di 42 euro l’anno a 150 euro l’anno, mentre per quella grande si passa da 50 a 200 euro annui a partire dallo scorso 1 gennaio 2010. Ma come mai questi rincari spropositati?
Fino al 31 luglio 2008 il gruppo Poste Italiane rende noto che il servizio “Raccomandata 1” è in offera promozionale al prezzo speciale di 6 euro (iva 20% inclusa) per tutte le tipologie, i pesi (servizio disponibile per invii fino a 2 Kg di peso) ed i formati.
Nell’ambito dell’istruttoria per possibile abuso di posizione dominante nei mercati dei servizi liberalizzati, e di quelli di prossima liberalizzazione, avviata il 3 agosto 2007, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 27 febbraio, ha deciso di accettare, rendendoli vincolanti, gli impegni presentati da Poste Italiane.