La crisi economica sta costringendo le famiglie a fare non poche rinunce, ma la difficile congiuntura rappresenta un’ottima opportunità per spendere bene e meglio. Ad affermarlo è l’Associazione indipendente Consumers’ Forum, sottolineando come con le difficoltà i consumatori diventano non solo più esigenti, ma anche più responsabili con la conseguenza di innescare “consumi virtuosi“.
Sono ben 3.500 in Emilia-Romagna i punti vendita appartenenti alla piccola, media e grande distribuzione che, fino al 30 giugno 2009, offriranno ai consumatori i prodotti alimentari di prima necessità a prezzi bloccati e scontati: dalla pasta al riso passando per il latte, la frutta ma anche i prodotti per l’infanzia e l’igiene personale.
Domani, 17 settembre 2008, a Milano sarà inaugurato il primo mercato metropolitano gestito direttamente dagli agricoltori. A darne notizia è la Coldiretti nel precisare che il farmer market metropolitano sarà organizzato a Milano in via Ripamonti 37, fino al prossimo 17 dicembre.
A seguito dell’imperante carovita si sta sempre di più registrando presso la grande distribuzione il lancio di iniziative contro il caro-prezzi, offrendo panieri di prodotti a prezzi scontanti anche del 35% e bloccati per tutto il 2008; ma bisogna stare attenti ad alcuni escamotage.
I prezzi al consumo attualmente praticati dalla grande distribuzione nel comparto ortofrutticolo risultano sensibilmente superiori a quelli praticati dai mercati rionali e dagli ambulanti. A sottolinearlo di recente è stato l’Antitrust; e non soprende di conseguenza come anche le vacanze estive siano fortemente condizionate dall’aumento dei prezzi.
I rincari per le bollette di luce e gas, per effetto dell’aumento dei prezzi dei prodotti energetici, sembrano oramai senza fine. In base alle previsioni elaborate da Nomisma Energia, infatti, nel prossimo mese di luglio la luce ed il gas costeranno di più.
In Italia il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto al punto che i consumi sono diventati stagnanti persino a tavola. Ad affermarlo è stato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, sottolineando come, tra l’altro, si debba puntare su una attività di promozione diretta a valorizzare il Made in Italy dopo il grave danno di immagine provocato dall’emergenza rifiuti in Campania.
La crisi dei consumi in Italia contribuisce ad accelerare la frenata delle vendite al dettaglio che registrano nel primo trimestre del 2008 una flessione del –2.5%, la peggiore degli ultimi 7 anni. E’ quanto emerge dall’indagine congiunturale effettuata dal Centro studi Unioncamere sulle imprese della distribuzione, secondo la quale nel I trimestre 2008 sono principalmente il Centro e il Sud a mostrare i cedimenti più significativi di fatturato.
In scia ai nuovi record segnati dai prezzi delle materie energetiche sui mercati finanziari internazionali, petrolio in testa, per fine anno il portafoglio delle famiglie italiane sarà più leggero di circa 1.900 euro, mentre l’inflazione reale sarà arrivata al 5,9%.
L’adozione di una vera e propria politica fiscale sui consumi può essere uno dei mezzi per ridurre il carovita e per consentire il recupero del potere di acquisto da parte delle famiglie. Ad affermarlo è l’Associazione Altroconsumo in base agli ultimi dati ISTAT che mettono in evidenza come la spesa delle famiglie italiane sia cresciuta nell’arco di un anno di quasi 1.000 euro.
Tre italiani su quattro hanno cambiato abitudini di spesa. Secondo un’indagine effettuata da Coldiretti, la causa sarebbe l’eccessivo aumento del costo di alcuni prodotti. “Se complessivamente la spesa alimentare è aumentata dell’1,2 per cento” si legge in un comunicato
L’aumento dei prezzi al consumo dipende anche dal trasporto. Secondo Coldiretti, infatti, oltre l’80% della merce, nel nostro Paese, viaggia su gomma aggiungendo oltre ai rincari delle materie prime, il costo sempre più alto di carburante e pedaggi autostradali. Così, sui banchi del supermercato, il prodotto lievita di prezzo.
l Farmer Markets sono dei mercatini esclusivamente riservati all’esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli, i quali, spesso auto-organizzati, fanno leva sul rapporto diretto produttore-consumatore per garantire al consumatore non solo un prezzo più conveniente rispetto a quello praticato negli esercizi commerciali, ma anche una garanzia di assoluta freschezza, qualità e rintracciabilità del prodotto.