Citando il ritardo nella consegna dei modelli Cud 2010 da parte dei sostituti di imposta, il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha disposto per Decreto un differimento dei termini per quel che riguarda la trasmissione telematica, da parte dei Centri di Assistenza Fiscale (CAF) e degli intermediari abilitati, ovverosia, tra gli altri, i commercialisti, i revisori contabili ed i consulenti del lavoro, del modello 730 2010. A darne notizia con un comunicato ufficiale è proprio il Ministero dell’Economia e delle Finanze nel precisare come la data ultima slitti al 12 luglio 2010 rispetto al classico termine del 30 giugno.
Sono oltre centomila i contribuenti soggetti agli studi di settore che, in vista della presentazione del modello Unico 2010, riceveranno in questi giorni una comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate in merito ad anomalie sulla presentazione degli studi effettuata negli anni precedenti. La comunicazione, in particolare, non sfocerà comunque in automatico in un accertamento; il Fisco, infatti, vuole solo portare all’attenzione del contribuente le anomalie riscontrate al fine di evitare che vengano reiterate, altrimenti in questo caso, invece, potrebbero scattare i controlli legati ad una congruità parziale degli studi di settore presentati.
Starebbe per arrivare, forse nelle prossime ore, la proroga relativa al versamento delle tasse da parte dei contribuenti che, nell’ambito della presentazione di Unico 2010, e della liquidazione delle imposte, devono anche presentare, in quanto obbligati, gli studi di settore. A darne notizia è la Confcommercio nel far presente come la proroga dovrebbe permettere di far slittare la data relativa alla scadenza per il versamento delle tasse del 16 giugno al 6 luglio del 2010.
Nel nostro Paese ci sono lavoratori a reddito fisso che, stando ai dati ufficiali sulle dichiarazioni dei redditi, guadagnano tanto quanto operatori del commercio e liberi professionisti che non t’aspetti. E’ il caso, ad esempio, in base agli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Economia, dei notai e dei gioiellieri che dichiarano al fisco tanto quanto prende l’operaio di una catena di montaggio. A mettere in risalto questa situazione, che appare oggettivamente anomala, è la Federconsumatori, la quale si oppone fermamente ad ogni ipotesi relativa ad uno stop nell’applicazione degli studi di settore.
Le fatture emesse dagli artigiani, dai commercianti e dai liberi professionisti, anche e soprattutto al fine di combattere l’evasione fiscale, dovrebbero essere portate dai cittadini in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Ad affermarlo è la Federconsumatori che, al riguardo, intendersi muoversi in questa direzione con una raccolta di firme, finalizzata alla presentazione di una proposta di Legge, qualora in Governo non sarà in merito disposto ad intervenire.
In data odierna l’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, ha reso nota la consueta rilevazione mensile sulle vendite al dettaglio, caratterizzate in Italia da una situazione di vera e propria stagnazione visto che nell’ottobre scorso, rispetto al mese precedente, sono rimaste invariate. Pur tuttavia, il dato dell’Istat, se letto più approfonditamente, evidenzia come la variazione nulla sia frutto di un aumento delle vendite al dettaglio per la grande distribuzione, ed una contestuale caduta delle vendite per i commercianti sulle piccole superfici, ovverosia i tantissimi piccoli negozi che in Italia vendono prodotti alimentari e non.
Il Fisco non può far leva sugli accertamenti fiscali basandosi solo ed esclusivamente sulle rilevanze, sulle indicazioni e sui dati provenienti dagli studi di settore. A stabilirlo, con una sentenza, la numero 26635, è stata la Corte di Cassazione, la quale quindi attua a favore del contribuente una vera e propria rivoluzione. Fino ad ora, infatti, chi di norma non riusciva ad “adeguarsi” agli studi di settore era potenzialmente sia soggetto all’accertamento, sia alla possibile richiesta del Fisco di adeguarsi versando le maggiori imposte risultanti dagli studi.
I contenuti della Legge Finanziaria 2010 non prestano alcuna attenzione alle piccole e medie imprese. Ad affermarlo è stato Marco Venturi, Presidente della Confesercenti, durante il suo discorso conclusivo alla terza convention dell’Associazione di imprese. In particolare, gli esercenti attendono risposte in materia di investimenti, sicurezza, credito, fisco e modernizzazione del nostro Paese, specie se si considera che con la crisi 70 mila PMI hanno chiuso i battenti comportando la perdita di ben 220 mila posti di lavoro.
A partire dall’inizio del prossimo anno, in accordo con quanto dichiarato da Gianfranco Conte, che ricopre la carica di Presidente della Commissione Finanze della Camera, il Governo ed il Parlamento prenderà in esame le richieste formulate nei giorni scorsi dagli agenti e dai rappresentanti di commercio. Questo dopo che i Sindacati rappresentanti la categoria hanno formulato tutta una serie di richieste per uscire dalla crisi, a partire dalla sospensione per tre anni degli studi di settore, ed una revisione al rialzo dei limiti di deducibilità, per i costi legati all’acquisto di automobili con la formula del leasing, portandoli fino a 50 mila euro.
La crisi non ha lasciato il segno sulle piccole e medie imprese solo sul giro d’affari dello scorso anno, ma anche su quello di quest’anno, ragion per cui si rende necessaria, in materia di studi di settore, una revisione anche per quelli che le PMI dovranno presentare per il prossimo anno.
Nel nostro Paese ci sono tantissime imprese, specie quelle piccole, che continuano ad avere difficoltà con la “quadratura” dei parametri riguardanti gli studi di settore; la crisi finanziaria ed economica ha infatti lasciato il segno, con la conseguenza che il livello dei ricavi e di redditività conseguito non risulta essere conforme agli studi di settore.
Arriva puntuale anche quest’anno la proroga sul pagamento delle tasse per il mese di agosto. Un Decreto del Presidente del Consiglio, riportante la data del 24 luglio 2009, infatti, stabilisce il differimento al 20 agosto 2009 dei termini di pagamento delle tasse i cui termini di scadenza originari risultano essere compresi tra l’1 ed il 20 di agosto del 2009.