Le famiglie italiane con nuovi nati, o con adozioni, a valere sul triennio 2009-2011, possono accedere ad una misura già annunciata negli scorsi mesi a sostegno della natalità. Trattasi, in particolare, del “prestito bebè”, ovverosia un prestito agevolato, promosso attraverso il Fondo di credito per i nuovi nati istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da parte del Dipartimento per le politiche della Famiglia. Le famiglie aventi i requisiti possono così ottenere un prestito agevolato fino alla somma di 5.000 euro che poi potranno essere restituiti nell’arco di cinque anni.
Il “prestito bebè” è ufficialmente diventato operativo. Nella giornata di ieri, infatti, l’Associazione Bancaria Italiana ha siglato con il Governo un protocollo di intesa per una misura di sostegno alle famiglie annunciata da parecchi mesi ma che ancora non era stata messa in atto.
Con l’ultima manovra varata dal Governosi toglie la facoltà alle banche di applicare la commissione di massimo scoperto, che non potrà essere superiore allo 0,5%, un costo che si applicava quando i conti andavano in rosso e che era di molto superiore al tasso remunerativo applicato al conto.
Nonostante le decisioni della Banca Centrale Europea di “congelare” il previsto aumento dal 4 al 4,25% del tasso di riferimento nella seduta del 6 settembre, si profila una ulteriore stangata per circa 3,2 milioni di famiglie che hanno stipulato mutui a tasso variabile.
Ammontano ad altri 50/100 euro l’anno i costi in più per le famiglie italiane dopo l’ennesimo rialzo dei tassi d’interesse, ora al 4%, attuato dalla Banca Centrale europea. A rilevarlo è l’Adiconsum, che in particolare stima aumenti ancor più elevati sui mutui fondiari, che vedono la rata aumentata di più di un terzo nell’arco degli ultimi diciotto mesi.