Dopo lo stop agli ecoincentivi auto 2010, in accordo con le recenti dichiarazioni del Ministro Scajola, si riapre ufficialmente nel nostro Paese il “toto-incentivi”. Il Governo, infatti, dovrebbe preparare un pacchetto di incentivi finalizzato per quest’anno a sostenere altri settori dell’economia che a causa della crisi finanziaria ed economica non se la passano benissimo. Ebbene, al riguardo il 2010 potrebbe essere l’anno giusto per gli incentivi al software e, in generale, per il sostegno agli investimenti nel comparto dell’Information Technology.
Dopo aver perduto e privatizzato un po’ di tutto, all’Italia restano in mano pochi colossi del settore industriale. C’è la Fiat, che sembra più guardare all’America che all’Italia (leggasi Termini Imerese), ma c’è anche Telecom Italia con la sua rete di telecomunicazioni che, stando ai rumors ed alle indiscrezioni degli ultimi giorni, rischia di passare nelle mani dello straniero attraverso una fusione con il colosso iberico Telefonica, già socio dell’ex-operatore monopolista. La rete di telecomunicazioni nel nostro Paese necessita tra l’altro di un ammodernamento che negli ultimi anni non c’è stato, se non in parte, ragion per cui la questione è complessa.
L’ex operatore monopolista Telecom Italia vuole introdurre, a carico degli utenti morosi, ed in particolare di quelli che saldano il conto telefonico con un ritardo superiore ai dieci giorni, una penale secca di nove euro. A darne notizia è il Codacons che, al riguardo, è pronto a preparare un’azione legale ed un ricorso al Tar; secondo l’Associazione, infatti, un simile provvedimento da parte di Telecom, che comunque dovrà essere approvato dall’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, rappresenta un’assurdità.
Etica Sgr, società di gestione del risparmio della Banca Popolare Etica attiva nell’offerta di fondi di investimento i cui portafogli sono costituiti da titoli di aziende che rispettano criteri sociali ed ambientali, ha reso nota la propria “uscita” da France Telecom.
Per i consumi la fase peggiore, coincidente con il primo trimestre di quest’anno, sembra essere nel nostro Paese alle spalle, ma nonostante i timidi segnali di ripresa della domanda da parte delle famiglie è ancora presto per poter parlare non solo di un consolidamento, ma anche di una ripresa sostenibile e duratura dei consumi. E’ questo, in estrema sintesi, quanto emerge dall’ICC, Indicatore dei Consumi della Confcommercio relativo allo scorso mese di aprile.
Vi è mai capitato di aver cambiato il gestore dei servizi telefonici? Se sì, quanto tempo è passato per il passaggio “completo” dei servizi dal vecchio al nuovo gestore? Sicuramente non 48 ore, tante quante ne basteranno in futuro affinché sia eseguita in Spagna la disdetta del contratto per i servizi di telefonia ed Internet rispetto ai precedenti quindici giorni di tempo necessari.
Sono già oltre 4.000 le adesioni pervenute online sul sito dell’Associazione Altroconsumo, che ha lanciato un’iniviativa finalizzata a dire “NO” all’aumento del canone Telecom che da un lato rischia di far aumentare i costi telefonici a carico dei consumatori/utenti, e dall’altro non fornisce garanzie sul miglioramento della qualità del servizio offerto dall’operatore ex-monopolista.
Il gruppo Telecom Italia ha reso noto che intende aumentare di un euro il canone che gli altri gestori pagano mensilmente per l’accesso alla propria rete di interconnessione. Questo significa che società come Tele2, Wind e Tiscali, per mantenere gli stessi margini di guadagno, saranno indotti ad aumentare i prezzi per i servizi di fonia e connessione ad Internet destinati ai consumatori.
L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, al fine di ‘avvicinare’ gestori ed utenti in materia di disservizi e di pratiche commerciali scorrette da parte dei call center, ha avviato una interessante iniziativa all’insegna del dialogo tra le due parti.
Nel comparto delle telecomunicazioni non mancano le pratiche commerciali scorrette, ma le sanzioni applicate nei confronti dei gestori dalle Autorità competenti sono irrisorie e del tutto inefficaci se le società coinvolte hanno dei fatturati miliardari.
Vodafone Italia nella giornata di martedì 20 Marzo 2007 ha sospeso temporaneamente il servizio di SMS vocale, con il quale i clienti possono ricevere gratuitamente un messaggio vocale da parte di chi li ha cercati quando non sono raggiungibili.
L’Associazione Altroconsumo ha reso noto d’aver inviato una lettera al Garante nelle Comunicazioni, all’Antitrust ed al Governo chiedendo di intervenire, sulla base del decreto Bersani, per sbloccare l’annosa questione del credito residuo in caso di portabilità del numero di telefono cellulare, ovverosia nel caso in cui un utente decida di cambiare gestore mantenendo lo stesso numero.
Dopo essere stato immobile per anni, consentendo alle compagnie telefoniche operanti in Italia di fare come meglio e più gli sembrava vantaggioso, finalmente, il presidente dell’autorità per le telecomunicazioni Corrado Calabrò, scavalcato a piè pari dal decreto Bersani, ha deciso di iniziare a fare il suo lavoro, ossia vigilare sul settore delle telecomunicazioni.
L’autorità per le telecomunicazioni, dopo l’abolizione dei costi fissi di ricarica, va ll’attacco dello scatto alla risposta, infatti ha inviato una nota di chiarimento al governo chiedendo in sede di conversione del decreto in legge, se non sia opportuno eliminare anche l’importo fisso alla risposta.