Equitalia deve procedere ad annullare le iscrizioni ipotecarie a carico di quei contribuenti italiani che hanno un debito tributario sotto gli 8 mila euro. Questo dopo che la Corte di Cassazione, con una importante sentenza, le ha dichiarate nulle con la conseguenza che, in accordo con quanto riporta la Confconsumatori, si apre la strada per la revoca in Italia di oltre 50 mila iscrizioni ipotecarie, ma anche, in certi casi, al risarcimento del danno a favore dei contribuenti.
Nel nostro Paese per ogni 100 stanze o case affittate agli studenti universitari fuori sede, ben 95 sono “regolate” da un affitto rigorosamente in nero. A denunciarlo è il Codacons che in merito fa presente come questa “prassi” sia diffusa a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale; a cambiare da una città all’altra è solo il prezzo richiesto agli studenti universitari che molto spesso si devono imbattere in canoni proibitivi. Al riguardo, infatti, l’Associazione ha rilevato come in città come Roma e Milano per una stanza da affittare ad uno studente, in prossimità dell’Ateneo, i proprietari degli immobili chiedano fino a ben 800 euro al mese.
Nel nostro Paese i maggiori compratori ed i venditori online, sul sito Internet eBay.it, provengono dalla città di Roma che, quindi, è anche la Capitale dello shopping online sul sito numero uno di e-commerce. A rilevarlo è proprio eBay in base ad un’analisi interna effettuata prendendo a riferimento i dati relativi alle compravendite del quarto trimestre dello scorso anno. Al secondo posto, sia per acquisti, sia per vendite su eBay, ci sono gli utenti della città di Milano, mentre al terzo posto per i venditori c’e Napoli, e per i compratori la città di Torino.
La casa più amata dagli italiani è il trilocale. Lo rileva l’ultimo studio di Tecnocasa che ha analizzato il mercato della domanda a gennaio rilevando come il tre locali sia sul territorio nazionale la tipologia di immobile residenziale preferito da chi deve acquistare una casa. Il 35,9% del mercato della domanda preferisce un trilocale mentre il bilocale è preferito dal 29%, del totale. Anche la richiesta dei quattro locali si mantiene alta con il 21,7% delle preferenze. I cinque locali sono richiesti solo dall’8,4% del totale di chi si rivolge a mercato immobiliare per acquistare una casa.
Negli ultimi tre anni in Italia il reddito delle famiglie è calato del 4%; a rilevarlo è stata la Banca d’Italia in accordo con un’indagine che, quindi, mette in evidenza come i consumatori abbiano perso un bella fetta del loro potere d’acquisto. A fronte del calo dei redditi, infatti, i prezzi sono invece aumentati negli ultimi tre anni, sia in media, sia ancor di più per quel che riguarda le spese obbligate ed i beni ad elevata frequenza d’acquisto come i generi alimentari. Per questo, secondo l’Adoc, per uscire da questa situazione serve che i prezzi vengano abbassati per far recuperare potere d’acquisto alle famiglie.
Se il mercato del mercato immobiliare soffre, solo nel 2009 c’è stato un calo del 18% nel valore delle compravendite, c’è un segmento del residenziale che invece non patisce la recessione. Secondo Immobiliare.it, tra i leader del settore degli annunci immobiliari on line, il giro d’affari delle case di fascia alta, che in Italia sono circa 55mila, ha raggiunto lo scorso anno la mirabolante cifra di 52 miliardi di euro. Nel computo rientrano immobili come castelli e ville di particolare pregio ed edifici di valore artistico e storico destinati all’uso residenziale. E il web sta diventando una nuova vetrina per queste soluzioni di particolare valore, che trovano sempre più spazio nelle offerte di compravendita.
Quanto ci vuole per vendere una casa oggi in Italia? Nelle grandi città le tempistiche di vendita sono intorno a 156 giorni contro i 137 giorni registrati esattamente un anno fa. Sono i risultati di un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi Tecnocasa che ha preso in esame l’andamento dei tempi medi di vendita degli immobili nell’ultimo anno. Il periodo analizzato va da Gennaio 2009 a Gennaio 2010. Si sono considerate le grandi città ed i rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia. Invece rimangono stabili i tempi di vendita nei capoluoghi di provincia con una media di 167 giorni contro i 168 di Gennaio 2009.
Alla data del 31 dicembre scorso, grazie alla moratoria su debiti delle PMI, sono stati sospesi leasing, mutui e finanziamenti contratti dalla piccole e medie imprese con il sistema bancario per complessivi sette miliardi di euro circa. A darne notizia è il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha fornito un nuovo aggiornamento mensile sulla moratoria sui debiti delle PMI partita nei mesi scorsi a seguito di un accordo siglato dal Ministero con l’Abi, Associazione Bancaria Italiana, e le Associazioni delle imprese.
Dopo il -20% registrato per le vendite relative ai saldi invernali 2009, il bilancio per i saldi invernali 2010 è disastroso; ad affermarlo è la Federconsumatori, la quale nelle scorse settimane aveva rilasciato una stima che a conti fatti, e per la prima volta da parte del proprio Osservatorio Nazionale, si è rivelata alquanto ottimistica. Rispetto infatti al -5% stimato, il crollo reale delle vendite per i saldi invernali 2010 si attesta a -11%; secondo la Federconsumatori trattasi di un dato che spazza via l’esultanza ostentata durante i primi giorni dei saldi, partiti nei primi giorni del corrente mese, che avevano fatto gridare alla ripresa dei consumi.
La frenata del mercato immobiliare e il conseguente calo dei prezzi è frutto anche di una riduzione di erogazione di mutui dopo lo scoppio della crisi economica. La facilità con cui le banche concedevano mutui fino al 100% del valore dell’immobile e oltre, è scomparsa. Oggi il sistema di credito ha chiuso i rubinetti e per erogare un mutuo pretende garanzie che fino al 2008 non chiedeva. Così si è ristretta la domanda di appartamenti, specialmente quelli di taglio medio e piccolo e di fascia media e bassa. La chiusura dei rubinetti del credito da parte del sistema bancario è stata particolarmente forte anche nel terzo trimestre del 2009.
Per il corrente mese di gennaio in Italia la fiducia dei consumatori, dopo aver registrato tre rialzi mensili consecutivi, è tornata a scendere. A rilevarlo è l’Isae, Istituto di Studi ed Analisi Economica, precisando che l’indice è sceso di due punti, da 113,7 a 111,7 sebbene il livello rimanga sopra i valori medi che l’indicatore ha fatto registrare nel corso del 2009. Il calo della fiducia dei consumatori ha interessato tutte le aree del nostro Paese, ma la discesa è stata più pronunciata nel Centro Italia, mentre più bassa è stata l’intensità della discesa nel Nord Ovest.
Nonostante l’Italia abbia un patrimonio culturale ed artistico invidiabile, il nostro Paese esporta appena l’1% del valore mondiale totale; a rilevarlo è stata Nomisma che, in particolare, ha elaborato un primo rapporto sul settore dell’antiquariato nel nostro Paese, caratterizzato quindi da una grande appetibilità ma da un livello delle esportazioni che, anche a causa delle attuali Leggi in vigore, limitano palesemente l’interscambio. E questo nonostante dopo la Borsa, il “mattone” e l’oro, l’antiquariato rappresenti per gli italiani il quarto bene di investimento su cui puntare.
Tra spese per la casa, pagamento delle bollette ed acquisto di generi alimentari, agli italiani ogni mese non resta praticamente più niente per fare altro; l’Adoc, infatti, mette in evidenza come casa, alimentari e bollette si mangino il 90% del reddito mensile, con la conseguenza che mancano i soldi per tutte le altre spese obbligate e, soprattutto, per la gestione di imprevisti che molto spesso inducono e costringono le famiglie ad indebitarsi con tutto quel che ne consegue anche in termini, purtroppo, di ricorso all’usura specie se la famiglia non ha un merito di credito idoneo per accedere al sistema bancario.