Quanto ci vuole per vendere una casa oggi in Italia? Nelle grandi città le tempistiche di vendita sono intorno a 156 giorni contro i 137 giorni registrati esattamente un anno fa. Sono i risultati di un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi Tecnocasa che ha preso in esame l’andamento dei tempi medi di vendita degli immobili nell’ultimo anno. Il periodo analizzato va da Gennaio 2009 a Gennaio 2010. Si sono considerate le grandi città ed i rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia. Invece rimangono stabili i tempi di vendita nei capoluoghi di provincia con una media di 167 giorni contro i 168 di Gennaio 2009.
Alla data del 31 dicembre scorso, grazie alla moratoria su debiti delle PMI, sono stati sospesi leasing, mutui e finanziamenti contratti dalla piccole e medie imprese con il sistema bancario per complessivi sette miliardi di euro circa. A darne notizia è il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha fornito un nuovo aggiornamento mensile sulla moratoria sui debiti delle PMI partita nei mesi scorsi a seguito di un accordo siglato dal Ministero con l’Abi, Associazione Bancaria Italiana, e le Associazioni delle imprese.
Dopo il -20% registrato per le vendite relative ai saldi invernali 2009, il bilancio per i saldi invernali 2010 è disastroso; ad affermarlo è la Federconsumatori, la quale nelle scorse settimane aveva rilasciato una stima che a conti fatti, e per la prima volta da parte del proprio Osservatorio Nazionale, si è rivelata alquanto ottimistica. Rispetto infatti al -5% stimato, il crollo reale delle vendite per i saldi invernali 2010 si attesta a -11%; secondo la Federconsumatori trattasi di un dato che spazza via l’esultanza ostentata durante i primi giorni dei saldi, partiti nei primi giorni del corrente mese, che avevano fatto gridare alla ripresa dei consumi.
La frenata del mercato immobiliare e il conseguente calo dei prezzi è frutto anche di una riduzione di erogazione di mutui dopo lo scoppio della crisi economica. La facilità con cui le banche concedevano mutui fino al 100% del valore dell’immobile e oltre, è scomparsa. Oggi il sistema di credito ha chiuso i rubinetti e per erogare un mutuo pretende garanzie che fino al 2008 non chiedeva. Così si è ristretta la domanda di appartamenti, specialmente quelli di taglio medio e piccolo e di fascia media e bassa. La chiusura dei rubinetti del credito da parte del sistema bancario è stata particolarmente forte anche nel terzo trimestre del 2009.
Per il corrente mese di gennaio in Italia la fiducia dei consumatori, dopo aver registrato tre rialzi mensili consecutivi, è tornata a scendere. A rilevarlo è l’Isae, Istituto di Studi ed Analisi Economica, precisando che l’indice è sceso di due punti, da 113,7 a 111,7 sebbene il livello rimanga sopra i valori medi che l’indicatore ha fatto registrare nel corso del 2009. Il calo della fiducia dei consumatori ha interessato tutte le aree del nostro Paese, ma la discesa è stata più pronunciata nel Centro Italia, mentre più bassa è stata l’intensità della discesa nel Nord Ovest.
Nonostante l’Italia abbia un patrimonio culturale ed artistico invidiabile, il nostro Paese esporta appena l’1% del valore mondiale totale; a rilevarlo è stata Nomisma che, in particolare, ha elaborato un primo rapporto sul settore dell’antiquariato nel nostro Paese, caratterizzato quindi da una grande appetibilità ma da un livello delle esportazioni che, anche a causa delle attuali Leggi in vigore, limitano palesemente l’interscambio. E questo nonostante dopo la Borsa, il “mattone” e l’oro, l’antiquariato rappresenti per gli italiani il quarto bene di investimento su cui puntare.
Tra spese per la casa, pagamento delle bollette ed acquisto di generi alimentari, agli italiani ogni mese non resta praticamente più niente per fare altro; l’Adoc, infatti, mette in evidenza come casa, alimentari e bollette si mangino il 90% del reddito mensile, con la conseguenza che mancano i soldi per tutte le altre spese obbligate e, soprattutto, per la gestione di imprevisti che molto spesso inducono e costringono le famiglie ad indebitarsi con tutto quel che ne consegue anche in termini, purtroppo, di ricorso all’usura specie se la famiglia non ha un merito di credito idoneo per accedere al sistema bancario.
Per il mercato immobiliare il 2010 sarà sostanzialmente simile allo scorso anno. Secondo una previsione dell’Ufficio Studi di Tecnocasa il numero delle compravendite nei prossimi 12 mesi potrebbero stabilizzarsi intorno alle 600mila unità. Dal lato prezzi si assisterà ancora a una flessione che potrebbe essere compresa tra un calo dell’1% e del 3%.
Altra variabile importante, sempre secondo Tecnocasa, è quella del mutuo. Una continuata prudenziale erogazione dei mutui da parte degli istituti di credito anche nel 2010, potrebbe rallentare la domanda di acquisto dell’abitazione.
Bper, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, ha ideato un mutuo che permette da un lato di stipulare un finanziamento immobiliare a tassi in linea con quelli di mercato, e dall’altro di conoscere in anticipo l’importo massimo della rata da pagare grazie ad un tasso massimo definito in sede di stipula. In questo modo, se i tassi di interesse dovessero salire sul mercato oltre la soglia prefissata, la rata rimarrebbe costante senza subire nel tempo alcun aumento, e scenderebbe di nuovo nel momento in cui i tassi di mercato dovessero riportarsi sotto il tasso massimo.
L’anno alle porte vedrà una ripresa del mercato immobiliare, ma dalla seconda parte del 2010, a Milano e Roma e per gli immobili di pregio. Per le altre tipologia c’è da soffrire. Queste le attese sul comparto del mattone residenziale di Assoedilizia, l’associazione milanese della proprietà edilizie. Secondo un sondaggio dell’associazione solo il 13% degli italiani vede la ripresa nel 2010, contro il 39% di pessimisti. Ma la maggioranza, ovvero il 71%, se potesse investirebbe. La crescita, tuttavia, non dovrebbe riguardare il settore nel complesso: a riacquistare valore, secondo le previsioni, dovrebbero essere solo gli immobili di qualità presenti sui due principali mercati nazionali, Milano e Roma.
Con l’approvazione finale da parte del Senato, nella giornata di ieri si è concluso definitivamente l’iter parlamentare per la Finanziaria 2010, che quindi è diventata Legge dello Stato. Rispetto alle cifre iniziali, la manovra è via via diventata sempre più corposa, al punto che alla fine l’entità supera gli 11 miliardi di euro. Ma cosa c’è di buono nella Finanziaria 2010, in particolare, a favore dei cittadini? Innanzitutto, uno dei provvedimenti più importanti, specie per le casse dello Stato, è il tanto discusso scudo fiscale che, lo ricordiamo, è stato “riaperto” fino al prossimo mese di aprile.
Contrariamente alle attese, grazie anche ad un ritrovato clima di “collaborazione”, nel rispetto dei ruoli, tra maggioranza ed opposizione, la Finanziaria 2010 è diventata Legge dello Stato senza porre la questione di fiducia. Con 158 voti favorevoli, quattro astenuti, e 117 voti contrari, infatti, il Senato della Repubblica ha dato il via libera definitivo ad una manovra che va in soffitta visto che quella dell’anno prossimo non sarà più chiamata Finanziaria, ma “Legge di Stabilità“.
Dopo l’avvio della moratoria sui mutui, sui leasing e sui finanziamenti a favore delle piccole e medie imprese, nelle scorse settimane, allo stesso modo, l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, ha annunciato la stessa misura a favore delle famiglie. Ebbene, dopo la firma, venerdì scorso, del protocollo d’intesa sulla moratoria sui mutui alle famiglie da parte dell’Associazione Bancaria Italiana, e da parte di ben tredici Associazioni di Consumatori, adesso manca l’ultimo passo, ovverosia l’adesione da parte degli Istituti di credito che dovranno “adottare” il Piano Famiglie.
Via libera all’accordo ABI - Consumatori per la sospensione della rata del mutuo a favore delle famiglie che versano in condizioni di difficoltà; la firma è arrivata proprio oggi, ma per chi aspettava questo provvedimento come un “regalo di Natale” dovrà attendere ancora un po’ prima di poter avvalersi del beneficio. L’accordo prevede infatti che le famiglie aventi i requisiti di applicazione della misura presentino la domanda di sospensione del pagamento delle rate del finanziamento immobiliare per ristrutturazione, acquisto o costruzione della prima casa a partire dal mese di febbraio del 2010.