Nel nostro Paese c’è metà delle famiglie che, per effetto di un lavoro regolare, e dei relativi aumenti contrattuali, ha leggermente recuperato potere d’acquisto in base all’andamento dell’inflazione degli ultimi mesi; ma c’è anche un altro 50% di famiglie italiane che il potere d’acquisto, invece, l’ha perso sia per effetto della cassa integrazione, sia a causa della perdita del posto di lavoro. A mettere in evidenza questa situazione è il Segretario Generale Adiconsum, Paolo Landi, sottolineando come l’inflazione rimanga nel segno della recessione, e come sia necessario, tra l’altro, un controllo delle tariffe per quel che riguarda i trasporti.
Con “Basilea 2″ il sistema delle piccole e medie imprese, a causa di un inasprimento delle condizioni di accesso al credito, ha subito delle forti penalizzazioni. A metterlo in evidenza nei giorni scorsi, nel corso di una Audizione presso la Commissione Finanze della Camera, sono state le Confederazioni delle piccole e medie imprese, ed in particolare le Associazioni di Categoria Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio e Casartigiani, le quali con un testo congiunto hanno posto l’accento sulla necessità di venire incontro alle esigenze finanziarie delle Pmi attraverso una condivisione del rischio di credito integrando gli strumenti di mercato con i sistemi di garanzia.
Altroconsumo ha predisposto per tutti i consumatori una nuova guida gratuita, stavolta per tutelare i cittadini in materia di reclami: dai bagagli smarriti in aeroporto all’overbooking sui voli aerei e passando per i ricorsi contro multe e sanzioni di ogni tipo, bollette di luce, gas e altre utenze. O ancora consigli su come contestare un estratto conto bancario, disdire un contratto di assicurazioni, recedere da un contratto o estinguere un mutuo. Questo perché molte volte, diciamo quasi sempre, acquistare un bene o un servizio è molto facile, ma recedere spesso è a livello burocratico decisamente più complicato.
Negli ultimi tre anni in Italia il reddito delle famiglie è calato del 4%; a rilevarlo è stata la Banca d’Italia in accordo con un’indagine che, quindi, mette in evidenza come i consumatori abbiano perso un bella fetta del loro potere d’acquisto. A fronte del calo dei redditi, infatti, i prezzi sono invece aumentati negli ultimi tre anni, sia in media, sia ancor di più per quel che riguarda le spese obbligate ed i beni ad elevata frequenza d’acquisto come i generi alimentari. Per questo, secondo l’Adoc, per uscire da questa situazione serve che i prezzi vengano abbassati per far recuperare potere d’acquisto alle famiglie.
Da tre giorni per le famiglie si sono aperti i termini per richiedere, avendone i requisiti, la moratoria sui mutui per l’acquisto, la ristrutturazione o la costruzione della prima casa ad uso residenziale, ma secondo la Federcontribuenti, al fine di aiutare milioni di cittadini del nostro Paese, la moratoria andrebbe allo stesso modo estesa anche per il fisco. Carmelo Finocchiaro, Presidente dell’Associazione, infatti, chiede che il Governo si adoperi per alleviare il peso degli adempimenti fiscali garantendo un’estensione dei provvedimenti di rateazione, ma anche e soprattutto la sospensione del pagamento delle tasse per le famiglie in difficoltà.
Alla data del 31 dicembre scorso, grazie alla moratoria su debiti delle PMI, sono stati sospesi leasing, mutui e finanziamenti contratti dalla piccole e medie imprese con il sistema bancario per complessivi sette miliardi di euro circa. A darne notizia è il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha fornito un nuovo aggiornamento mensile sulla moratoria sui debiti delle PMI partita nei mesi scorsi a seguito di un accordo siglato dal Ministero con l’Abi, Associazione Bancaria Italiana, e le Associazioni delle imprese.
Nei primi sei mesi del 2009 il sistema italiano dei 191 Confidi artigiani ha erogato garanzie su finanziamenti alle piccole e medie imprese per quasi 3,6 miliardi di euro. Il dato emerge dall’indagine, giunta alla tredicesima edizione, a cura della Fedart Fidi, dopo che nel 2008 oltre 700 mila tra piccole imprese ed artigiani hanno ottenuto finanziamenti garantiti per quasi 6,3 miliardi di euro, con un trend crescente rispetto ai quasi 6,1 miliardi di euro erogati nell’anno precedente. Questo, secondo quanto mette in evidenza la Confartigianato, conferma come i Confidi per le PMI fungano da vero e proprio ammortizzatore della crisi.
Dopo il -20% registrato per le vendite relative ai saldi invernali 2009, il bilancio per i saldi invernali 2010 è disastroso; ad affermarlo è la Federconsumatori, la quale nelle scorse settimane aveva rilasciato una stima che a conti fatti, e per la prima volta da parte del proprio Osservatorio Nazionale, si è rivelata alquanto ottimistica. Rispetto infatti al -5% stimato, il crollo reale delle vendite per i saldi invernali 2010 si attesta a -11%; secondo la Federconsumatori trattasi di un dato che spazza via l’esultanza ostentata durante i primi giorni dei saldi, partiti nei primi giorni del corrente mese, che avevano fatto gridare alla ripresa dei consumi.
Nel nostro Paese la qualità del credito peggiora al punto che le sofferenze bancarie si attestano sui massimi dal 1998; ad affermarlo è stata la Banca d’Italia con il suo Bollettino economico, sottolineando in particolare come il deterioramento più marcato per i prestiti concessi dalle banche si registri nell’imprenditoria legata ai settori delle costruzioni e del manifatturiero. Di fronte a questi dati la Confesercenti ha fatto presente, con preoccupazione, che il nostro Paese è sostanzialmente fermo, e che di conseguenza aumentano i timori relativi ad un 2010 nel corso del quale l’Italia rischia di non uscire presto e bene dalla congiuntura sfavorevole.
Dopo le 46 mila domande rilevate nello scorso mese di ottobre, alla fine di novembre 2009 erano salite a quota 84 mila le domande relative alla richiesta di sospensione delle rate dei mutui, dei finanziamenti e dei leasing, da parte delle piccole e medie imprese, nell’ambito dell’avviso comune sulla moratoria del debito. A darne notizia è l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, precisando che al 30 novembre del 2009 le domande presentate ammontavano, per la precisione, a 84.298 a fronte di richieste di moratoria per finanziamenti in essere pari a complessivi 27,5 miliardi di euro.
Lo scorso anno in Italia le famiglie presentavano un indebitamento medio pari a 21.270 euro per nucleo familiare; a ricavare questo dato è stata la CGIA di Mestre, la quale ha constatato, in particolare, come nello scorso anno l’indebitamento delle famiglie italiane sia aumentato, ma nello stesso tempo i cittadini del nostro Paese non sono di certo i più indebitati d’Europa. A fronte infatti dei 21.270 euro medi di indebitamento di una famiglia italiana, in Germania una famiglia, sempre l’anno scorso, presentava un indebitamento pari a ben 37.785 euro.
Dal 2010 sono entrate in vigore nuove regole sulla trasparenza bancaria, e tra queste c’è quella relativa all’estratto conto semplice, che non è altro che un documento che arriva al termine dell’anno solare, e che indica in maniera chiara e confrontabile tutti costi sostenuti. Il documento relativo al riepilogo delle spese sostenute, in accordo con quanto tra l’altro mette in evidenza l’Associazione Altroconsumo, arriverà al correntista assieme al “classico” estratto conto di fine anno.
Per ben quindici milioni di italiani si potrà uscire dalla crisi economica nell’arco dei prossimi sei, massimo dodici mesi; è questo, infatti, uno dei dati interessanti emersi da un sondaggio a cura di Confesercenti-Swg. In particolare, dal campione interpellato è emerso come per il 7% degli italiani basteranno sei mesi per tirarci fuori da questa difficile situazione congiunturale, mentre per il 24% ne usciremo nel corso della seconda metà del 2010.
Nel nostro Paese sono quasi 1,7 milioni le famiglie che per far fronte ai debiti rischiano di cadere nell’usura; a rilevarlo è Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, la quale monitora l’andamento in Italia di questo grave fenomeno avvalendosi sia dello Sportello Antiusura, sia dello Sportello del Contribuente; ma il dato più preoccupante riguarda quello per l’anno appena entrato, in corrispondenza del quale, purtroppo, senza interventi incisivi è atteso un vero e proprio boom dell’usura a causa del forte sovra indebitamento delle famiglie e delle piccole imprese.