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Fisco e Tasse

Imu, importanti aggiornamenti in arrivo: se l’immobile è sfitto cambia tutto

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato una Risoluzione per fornire dei chiarimenti relativi all’esenzione dell’Imu per una categoria di immobili.

A breve i proprietari di immobili dovranno provvedere al pagamento dell’Imu (Imposta Municipale Propria). Le scadenze fissate per l’anno 2023 sono due: acconto o prima rata entro il 16 giugno, mentre il saldo o seconda rata entro il 16 dicembre dell’anno in corso.

Condominio (Foto da Canva) – Vostrisoldi.it

Esistono, come stabilito della legge, delle esenzioni che permettono di non pagare l’imposta sugli immobili, come ad esempio per la prima casa. I contribuenti, difatti, non devono versare l’Imu per le abitazioni principali. In merito, nelle scorse settimane, è intervenuto il Ministero dell’Economia e delle Finanze per fare chiarezza su una determinata categoria di immobili.

Esenzione Imu, i chiarimenti del Mef per gli immobili destinati al social housing

Lo scorso 20 marzo, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato la Risoluzione n. 2 in modo da fornire dei chiarimenti per quanto riguarda l’Imu destinati al social housing. Quest’ultimo è conosciuto anche come edilizia sociale e riguarda quegli stabili, con determinati requisiti ed utilizzati per garantire un’abitazione alle famiglie di ceto medio che non riescono ad acquistare una casa, ma che comunque non possono accedere agli alloggi popolari.

Imu (osmar01 – Adobe Stock) – Vostrisoldi.it

Secondo la spiegazione del dicastero di Via Venti Settembre, per usufruire dell’esenzione è necessario che questa categoria di immobili rispettino due requisiti fondamentali. Il primo che debba avere le caratteristiche per essere, appunto, un alloggio sociale ed in secondo luogo deve anche rappresentare l’abitazione principale. Dunque, se si tratta di immobili sfitti non si potrà usufruire dell’esenzione, non trattandosi della prima abitazione. Questo ad eccezione di un caso: nelle more per l’assegnazione o la riassegnazione degli alloggi che richiedono delle operazioni e delle pratiche specifiche durante la quale si potrà usufruire dell’agevolazione. Si riterrà idoneo un arco temporale compreso tra i quattro ed i sei mesi.

Condominio (Foto da Canva) – Vostrisoldi.it

Infine, come riporta la Risoluzione n.2 del ministero, è possibile che il Comune possa diminuire, sino anche all’azzeramento, l’aliquota di base (0,86%) per gli immobili diversi dall’abitazione principale stabilendo anche il periodo di tempo per lo svolgimento delle pratiche relative all’assegnazione o alla riassegnazione.

Marco Sparta