Precari: c’è uno spiraglio di speranza, accordo quasi raggiunto?

Precari che possono finalmente essere assunti con un contratto stabile: cosa prevede l’intesa stabilita con i sindacati

Precari sulla via della stabilizzazione. Quello del lavoro a termine è una piaga per milioni di italiani che vivono con la paura di restare senza lavoro per molto tempo, dopo un impiego durato per qualche mese.

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Pixels – Vostrisoldi.it

La speranza della stabilizzazione purtroppo per molti resta solo un’utopia, ma per alcuni lavoratori c’è e molto dipende dalle trattative che i sindacati portano avanti. In questo caso speranza viene alimentata dall’accordo raggiunto tra l’Arnas Garibaldi (Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione e le sigle sindacali. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e quali sono le possibilità per i lavoratori

Precari, l’accordo tra azienda e sindacati sulle assunzioni

Che il lavoro possa diventare più stabile riguarda i dipendenti dell’Arnas Garibaldi di Catania che con le sigle sindacali hanno sottoscritto un protocollo lo scorso 23 maggio. In questo modo l’azienda rende esecutivo il protocollo regionale dello scorso marzo. In esso erano stati messi a punto tutti i passaggi necessari alle stabilizzazioni del personale del comparto che in questi anni di pandemia ha dato tanto.

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Lavoratori ospedalieri, Pexels – Vostrisoldi.it

Il segretario regionale di Cisl Fp Catania Danilo Sottile ha evidenziato che la firma del protocollo è un primo passo verso le “stabilizzazioni del personale del comparto”. L’azienda così avrà un ruolo attivo che porterà all’assunzione del personale che ha maturati i requisiti che sono previsti dal protocollo.

Infatti il protocollo regionale stabilisce quali sono i criteri e i percorsi di stabilizzazione. Alcuni princìpi stabiliscono le priorità su come assumere personale che negli ultimi anni sono stati inseriti in modalità diverse. Un esempio su tutti, quelli entrati in ospedale durante l’emergenza Covid.

Infatti è previsto anche reclutamento di personale da utilizzare per le funzioni reinternalizzate. È il caso del personale “impiegato in mansioni sanitarie e socio sanitarie corrispondenti nelle attività dei servizi esternalizzati”, si legge nel documento. Persone che hanno che hanno garantito assistenza ai pazienti nel lungo periodo che va dal 31 gennaio 2020 (i primi mesi della fase pandemica più difficile) e il 31 dicembre 2021, che hanno all’attivo almeno tre anni di servizio.

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