Assegno di gioventù e reddito d’infanzia: le nuove proposte

Provvedimenti allo studio nella maggioranza che sostiene il governo italiano per aiutare giovani

Bonus giovani allo studio (Canva)

Prosegue l’approfondimento della questione della natalità. I partiti che sostengono il governo puntano a dare sussidi per incentivare la natalità piuttosto che contrastare il lavoro precario che è la prima vera causa del calo della natività. Infatti negli ultimi anni, con la complicità di pandemia prima e inflazione poi, l’incertezza ha condizionato ulteriormente le coppie frenando sulle intenzioni di avere nel breve un figlio.

Calo natività, arriva la proposta di legge

Bonus giovani e infanzia per favorire la natalità allo studio (Canva)

I dati sulla natalità sono risultati, così, poco soddisfacenti. Inoltre, il partito più rappresentativo della maggioranza parlamentare a sostegno del governo è per tradizione attento alla natalità. Infatti, proprio da costoro è arrivata una proposta su aiuti economici per incentivare le nascite. La proposta di legge depositata alla Camera dei deputati prevede due strumenti nuovi: il reddito d’infanzia e l’assegno di gioventù.

Il primo è un assegno di 400 euro per ogni figlio fino all’età di 6 anni; il secondo, invece, equivale ad un assegno di 250 euro dai 7 ai 25 anni con la condizione del proseguimento degli studi. Tuttavia,, c’è da aggiungere che la legge non prevede le modalità attraverso le quali attingere le risorse per una legge molto impegnativa in termini economici.

Infatti, ogni figlio fino a 25 anni verrebbe sostenuto dallo Stato con 28.000 euro. La proposta di legge, così com’è non potrà mai essere autorizzata visto l’obbligo nel nostro ordinamento di fornire risorse economiche necessarie a coprire qualsiasi iniziativa di legge. Inoltre, i due strumenti avrebbero limiti di reddito piuttosto elevati. Infatti ne potrebbero usufruire famiglie con redditi fino a 90.000 euro.

Nella proposta di  legge si fa riferimento anche alla possibilità di ampliare il numero di posti degi asili nido aprendoli anche alla formula tedesca, ossia aperti per l’intera giornata. Tuttavia, l’ampliamento degli asili nido è previsto anche dai fondi del Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza con il quale l’Italia è piuttosto indietro con la presentazione dei progetti secondo la tabella di marcia fisssata dall’Unione europea.

 

 

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