Salario minimo e settimana corta: l’Ue dice ancora sì

Salario minimo e settimana corta al centro di una discussione al Festival dell’Economia: il Commissario è favorevole alle misure

Il salario minimo e la settimana corta non sono solo idee che piacciono ai lavoratori. L’Unione europea già da un po’ di tempo guarda con attenzione (e favore) a questi delicati temi che potrebbero cambiare per sempre il mondo del lavoro.

Salario minimo settimana corta
Salario minimo proposto a 10 euro l’ora (foto Adobe) – Vostrisoldi

In occasione di un confronto con Marco Zatterin al Festival dell’Economia di Torino, Nicolas Schmit, Commissario Ue per il lavoro e i diritti sociali, si è detto favorevole a entrambe le questioni. Il salario minimo “soprattutto per i lavori più poveri, può essere una spinta importante per la produttività” ha affermato. Si tratterebbe di un investimento per i lavoratori ai quali “bisogna dare più competenze”.

Salario minimo: diverse proposte in Italia

Le parole di Schmit non fanno altro che ribadire l’idea delle istituzioni del Vecchio continente che già a ottobre hanno dato il via libera a una direttiva in merito. Il Commissario si è esposto anche sull’intelligenza artificiale sempre in relazione al lavoro ma al centro dell’incontro sono rimasti i temi sociali. La precarietà, ha detto, è il vero problema dei giovani, ed è impensabile che chi ha un lavoro sia povero. “è insano per l’economia e per la società”.

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Il Commissario Schmit (foto pagina Facebook Nicolas Schmit) – Vostrisoldi.it

Parole al miele anche per la settimana corta. I dati ormai parlano chiaro. Dove è stata introdotta, anche solo in via sperimentale come in Gran Bretagna, è stato rivelato che l’ambiente di lavoro è migliore, c’è minore assenteismo e i dipendenti sono più sereni.

Più che le giornate di lavoro a settimana, ai lavoratori sembra interessare la questione del salario minimo, ovvero quanto viene pagata un’ora; soglia al di sotto della quale non si può più scendere. La Germania il prossimo anno potrebbe addirittura arrivare a 14 euro all’ora.

In Italia la coalizione che alle ultime elezioni politiche che si è presentata con il nome di Unione popolare ha depositato nelle scorse settimana la proposta di legge d’iniziativa popolare per 10 euro all’ora. Anche le forze parlamentari hanno presentato le proprie proposte. Al momento sono quattro, tutte a firma delle opposizioni e hanno una differenza minima tra i 9 e i 10 euro all’ora.

 

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