Prorogato smart working, ma non per tutti: le novità

Importanti novità in arrivo sul fronte dello smart working, dal 1° luglio 2023 cambia lo scenario. Tutte le scelte del Governo

Il prossimo 30 giugno rappresenta una data fondamentale, quasi una soglia psicologica, per la gestione della pandemia da coronavirus covid-19. A quella data infatti, smette di esistere uno strumento che è stato decisivo per affrontare l’emergenza: lo smart working in tutela. Di cosa parliamo nello specifico? Parliamo della possibilità, per aziende pubbliche e private, di porre i propri dipendenti in smart working in modalità semplificata. Ovvero senza accordo aziendale.

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Smart Working: giovane donna al lavoro (Foto Canva – vostrisoldi.it)

Lo strumento, reso necessario prima del lockdown e poi dalla lunga gestione della pandemia, ha interessato milioni di lavoratori. Fino a 4 nella punta massima. Scemando, progressivamente, da metà 2021 quando i lavoratori sono tornati in ufficio anche se spesso, soprattutto nel settore privato, con accordi che hanno previsto la prosecuzione del lavoro da remoto. Particolare in questo scenario la gestione dei lavoratori della Pubblica Amministrazione. Lavoratori per i quali, la scelta dell’allora Ministro della PA, Renato Brunetta, fu quella di prevedere la prevalenza di giornate lavorative in ufficio rispetto allo smart working.

Smart Working, arriva la proroga al 31 dicembre

Con l’eccezione dei lavoratori fragili e i genitori di figli Under 14. Dipendenti che, con una serie di proroghe al primo decreto, hanno operato da remoto (peraltro aumentando in maniera netta il livello di prestazione) cinque giorni su cinque. L’ultima proroga è datata marzo 2023, con scadenza 30 giugno. Ma che succede dopo il 30 giugno? Quel giorno, senza interventi del Governo del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, devono tornare in ufficio, almeno tre giorni a settimana, tutti i lavoratori, compresi fragili e genitori di figli under 14.

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Smart Working: lavoro al pc (Foto Canva – vostrisoldi.it)

Una scelta che pone diversi interrogativi, a partire dall’effettiva efficacia della prestazione in presenza rispetto a quella da remoto. Soprattutto nei servizi online. La stragrande maggioranza di quelli erogati dalla PA. A mettere un punto netto alla vicenda arrivano le parole dell’attuale Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo. Il titolare del Dicastero sulla scadenza del 30 giugno è stato chiaro. No alla proroga della tutela (quindi cinque giorni a casa su cinque) per i genitori di figli di under 14 e auspicio, molto netto, di prosecuzione per i lavoratori fragili.

Smart Working postazione - vostrisoldi.it 20230606
Smart Working: postazione (Foto Canva – vostrisoldi.it)

Questo non significa, ovviamente, la fine dello smart working, nella PA. Si prosegue con tre giorni in presenza e due a casa, ma con il mantenimento della tutela per chi ha problemi di salute gravi, e certificati, e rinvio ad una più generale riforma dell’istituto. La proroga della tutela per i lavoratori fragili dovrebbe arrivare al 31 dicembre 2023. Il costo per lo Stato sarà di circa 30 milioni di euro. Risorse da individuare prima di inserire il proposito nel Decreto di proroga

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