IMU: come avere lo sconto della tassa in poche mosse

In alcuni casi sono previsti degli sconti sull’Imu, la tassa per i proprietari di immobili, fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli: vediamo quali sono.

Si avvicina sempre di più il termine per effettuare il pagamento della prima rata dell’Imu (Imposta municipale propria), la tassa dovuta annualmente per il possesso di fabbricati, aree edificabili, terreni agricoli ed immobili.

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Imu (Vincenzo De Bernardo – Adobe Stock) – Vostrisoldi.it

I proprietari di immobili, dunque, saranno chiamati a versare la tassa attraverso modello F24, sistema PagoPa o rivolgendosi ad un Caf (Centro di Assistenza Fiscale) che provvederà alla procedura. Per questa imposta, introdotta nel 2011, esistono delle esenzioni, ma anche degli sconti. Ma come si possono ottenere quest’ultimi?

Imu, i casi per cui è previsto uno sconto della tassa sul possesso degli immobili

È stato fissato, già da mesi, il termine di scadenza del pagamento della prima rata dell’Imu che andrà versata entro e non oltre il 16 giugno 2023. Il proprietario può anche decidere di versare l’intero importo dell’imposta e non solo il 50%. Se si opta per la rateizzazione, il secondo pagamento andrà effettuato entro il 16 dicembre.

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Euro (Foto da Canva) – Vostrisoldi.it

Per quanto riguarda le esenzioni, la tassa non sarà dovuta dai proprietari degli immobili che vengono considerati come prima casa, ossia dove il contribuente risiede stabilmente. Per le seconde abitazioni, però, si possono ottenere degli sconti per delle casistiche specifiche. La prima è quando l’immobile viene considerato inabitato o inagibile: per questa categoria di abitazioni si può ottenere una riduzione del 50% dell’imposta. Se l’immobile è inagibile, e registrato come tale al Comune, non è neanche necessario effettuare esplicita richiesta per lo sconto. La dichiarazione di inagibilità o inabitabilità deve comunque essere redatta da un tecnico abilitato o mediante autocertificazione. La stessa scotistica si applica anche per la Tari, la tassa sui rifiuti.

Altro caso, che prevede sempre la riduzione del 50%, è se l’abitazione è stata data in comodato d’uso gratuito con contratto registrato a figli e genitori che ne usufruiscono come abitazione principale. La percentuale sale al 75% se, invece, è stata affittata con contratto di locazione a canone concordato.

Infine, si usufruisce di una riduzione del 50% se la casa viene ritenuta come un immobile di interesse storico e artistico. In questo caso si dovrà fare esplicita richiesta.

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